Sabato 24 Ottobre 2026

Cronaca

Ordigno bellico sul cassone della Diga, il porto non si ferma. Attività in mare ferme in un raggio di 400 metri

di F. Ser ·

Porto regolarmente operativo a Genova nonostante il ritrovamento, nella giornata di venerdì 23 ottobre, di un ordigno bellico di circa 230 kg su uno dei cassoni della Diga Foranea di Genova, nel bacino di Sampierdarena.

Il ritrovamento sul cassone C32

Resta alta l’attenzione: l'ordigno, risalente alla Seconda guerra mondiale, è stato individuato sulla sommità del cassone C32, nel bacino di Sampierdarena, durante le attività di cantiere.

L’allarme è scattato immediatamente. Il personale presente ha messo in sicurezza l’area, sospeso le lavorazioni nella zona interessata e avvisato le autorità competenti. Per effettuare le prime verifiche sono stati impiegati anche droni, mentre le operazioni di accertamento e bonifica sono affidate agli specialisti dell’Esercito, in coordinamento con il nucleo SDAI della Marina Militare.

Porto regolarmente operativo

Il ritrovamento non ha compromesso la normale attività dello scalo genovese. Non sono previste evacuazioni dei terminal portuali né chiusure dei varchi, e la viabilità nelle aree a terra continua a svolgersi regolarmente. È stato così scongiurato il rischio di una sospensione del traffico marittimo o di limitazioni più estese alle attività portuali.

A confermarlo è il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, che ha sottolineato come la gestione dell’emergenza abbia permesso di garantire la continuità operativa del porto.

«Il porto mantiene la sua piena operatività. Il rischio di chiusura del canale di accesso e di una eventuale interdizione di alcuni terminal portuali è stato evitato», ha dichiarato Paroli, ribadendo che gli eventuali disagi saranno circoscritti alle operazioni necessarie per la rimozione e la bonifica dell’ordigno.

Divieto di attività in mare entro 400 metri

Per garantire la sicurezza durante le operazioni, la Capitaneria di Porto ha emanato un’ordinanza che dispone l’interdizione delle attività in mare entro un raggio di 400 metri dal punto del ritrovamento, fino al completamento della bonifica.

All’interno del perimetro sono sospese le lavorazioni e vietate le attività sullo specchio acqueo e sui manufatti presenti. L’accesso è consentito esclusivamente al personale e ai mezzi impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza, bonifica, polizia e soccorso.

Le misure sono state definite in coordinamento con la Prefettura di Genova, la Capitaneria di Porto, l’Autorità di Sistema Portuale, la Struttura commissariale per la ricostruzione di Genova e le forze di polizia. Agli operatori è stato rivolto l’invito a seguire esclusivamente le indicazioni diffuse attraverso i canali istituzionali.

Da chiarire come l’ordigno sia arrivato sulla diga

Rimane aperta la questione relativa alla presenza della bomba sulla sommità del cassone C32, una delle strutture della nuova diga foranea già posizionate in mare. Sarà necessario ricostruire le circostanze del ritrovamento e comprendere come un residuato bellico di queste dimensioni sia arrivato in quel punto.

Le verifiche dovranno contribuire a chiarire l’accaduto, mentre le autorità competenti procederanno con gli accertamenti necessari. Anche le modalità di rimozione e bonifica saranno valutate con gli artificieri e la Prefettura, tenendo conto delle esigenze di sicurezza e della continuità delle attività portuali.

«Adesso, insieme agli organi inquirenti, alle forze di polizia e alla Prefettura, dovrà essere chiarito come sia stato possibile che un residuato bellico della Seconda guerra mondiale sia stato rinvenuto sul cassone C32 della nuova diga di Genova in costruzione», ha aggiunto Paroli.

Annunciata un’interrogazione parlamentare

Il caso ha suscitato anche una reazione politica. La senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva-Casa Riformista, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare ai ministri competenti, dell’Interno e dei Trasporti, per fare piena luce sull’episodio.

«Il ritrovamento di un ordigno bellico su un cassone della nuova diga di Genova è un fatto gravissimo e inquietante. Presenterò subito un’interrogazione parlamentare ai ministri competenti per fare chiarezza al più presto», ha dichiarato.

La priorità resta la sicurezza

Mentre proseguono le verifiche e le attività legate alla messa in sicurezza dell’ordigno, la priorità resta garantire l’incolumità del personale e degli operatori coinvolti, evitando ripercussioni sul funzionamento dello scalo.

L’attività portuale prosegue regolarmente, mentre nell’area interessata restano in vigore le restrizioni previste per consentire agli specialisti di operare in sicurezza. Ulteriori indicazioni sulle misure operative saranno comunicate dalle autorità competenti in relazione all’evoluzione delle operazioni di bonifica.

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