Martedì 27 Ottobre 2026

Cronaca

Monaco, morte del cugino del Principe Alberto, c'è un fermato: "Per ora solo un sospetto"

di R.C. ·

Monaco, morte del cugino del Principe Alberto, c'è un fermato: "Per ora solo un sospetto"

Videoripresa una persona poi fermata. La Procura di Monaco non esclude l’ incidente: da chiarire il ruolo del giovane, indicato come possibile testimone dei fatti

Un fermo ancora tutto da chiarire, le immagini delle telecamere di sorveglianza e diversi interrogativi sulle ultime ore di Antoine de Massy. La morte del ventinovenne, nipote della principessa Antoinette e parente del principe Alberto II, è al centro di un’indagine che non ha ancora individuato con certezza la dinamica dei fatti né stabilito eventuali responsabilità.

A precisare la posizione della persona fermata è stato il procuratore di Monaco, Stéphane Thibault. «A questo stadio dell’inchiesta non è che un sospetto, testimone dei fatti, come qualificarlo è da definire», ha dichiarato, sottolineando che non è possibile escludere neppure la tesi dell’incidente.

Secondo quanto riferito dall’Agence France-Presse, sulla base di una fonte informata, il giovane sarebbe stato visto uscire da un locale nella notte tra sabato e domenica, camminando con passo instabile. La persona sottoposta a fermo sarebbe residente nel Principato e di nazionalità ucraina. Il procuratore, tuttavia, non ha commentato questa indiscrezione. Al momento, dunque, non sono stati chiariti né il ruolo del fermato né gli eventuali elementi a suo carico.

Il corpo di Antoine de Massy è stato rinvenuto domenica in un giardino nei pressi di Villa Sauber, nella zona del Larvotto, a poca distanza dal Grimaldi Forum e dal lungomare del Principato. La famiglia si sarebbe allarmata quando il giovane non si è presentato a un pranzo familiare programmato per quella giornata, dopo che di lui non si avevano notizie dalla notte precedente. Da qui la segnalazione alle forze dell’ordine, che hanno avviato gli accertamenti.

Le circostanze del decesso restano da ricostruire. Le immagini della videosorveglianza avrebbero contribuito a individuare la persona successivamente fermata, ma non sono stati resi noti elementi sufficienti per attribuirle una responsabilità nella morte del ventinovenne. Saranno gli sviluppi investigativi a chiarire che cosa sia accaduto e se il decesso sia stato provocato da un incidente o da altre circostanze.

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