Intesa
Zurigo, Hitachi Energy e Ansaldo Energia insieme per accelerare lo sviluppo di infrastrutture elettriche integrate
R.S. ·
di R.C. ·
Biogas, biometano, fotovoltaico e biomasse: aziende agricole investono nelle rinnovabili per ridurre costi, valorizzare scarti e creare nuove opportunità di reddito
Dai campi alle stalle, l’agricoltura italiana si trasforma in una risorsa energetica. In un contesto segnato dal caro-bollette e dall’instabilità dei mercati, sempre più aziende guardano alle fonti rinnovabili per contenere le spese e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
Un esempio arriva dal Piacentino, dove la Cascina Bosco Gerolo, a Rivergaro, ha realizzato un sistema per produrre metano dalla fermentazione del letame delle proprie vacche. Ciò che prima era uno scarto diventa così una risorsa da valorizzare.
Il processo si basa sulla digestione anaerobica, attraverso cui reflui zootecnici e residui organici vengono trasformati in biogas. Opportunamente purificato, questo può diventare biometano, utilizzabile nei trasporti, nell’industria e, secondo le condizioni tecniche previste, nella rete del gas. Dal processo si ricava anche digestato, impiegabile in agricoltura come fertilizzante nel rispetto delle norme.
Accanto alle bioenergie cresce il fotovoltaico, installato sui tetti di stalle, capannoni e magazzini. L’elettricità prodotta può alimentare pompe, impianti di refrigerazione, macchinari e sistemi di irrigazione, riducendo gli acquisti dalla rete. Anche l’agrivoltaico e le comunità energetiche aprono nuove possibilità per integrare produzione agricola ed energia rinnovabile.
Restano, tuttavia, investimenti iniziali elevati, ostacoli burocratici e la necessità di garantire impianti efficienti e sostenibili. La convenienza dipende dalle caratteristiche di ogni azienda, dai consumi e dai costi di gestione.
La direzione è comunque chiara: l’agricoltura non produce soltanto alimenti, ma può contribuire anche alla sicurezza energetica del Paese. Trasformare gli scarti in risorse e sfruttare il sole significa creare nuove entrate per le imprese, rafforzare l’economia circolare e affrontare con strumenti in più la sfida del caro-bollette.
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