In sintesi
Lecce-Genoa 1-2: cronaca e tabellino della partita
r.s. ·
di Gilberto Volpara - Giovanni Porcella ·
A distanza di quasi un ventennio, l’aria pare essere cambiata e del progetto Genoanello, a Casella, si torna a fantasticare tra sogni e attualità. Ma quale è la verità?
Fa chiarezza l’attuale sindaco Gabriele Reggiardo, ex calciatore dilettantistico e fornaio di professione. Rispetto a oltre tre lustri fa, da quelle parti nevica decisamente meno. Qualche grado medio in più non giova al pianeta, ma potrebbe essere d’aiuto all’operazione. La sensazione è che rispetto al decennio scorso, una vera differenza stia proprio nell’apertura del primo cittadino differente rispetto al 2007.
Aspettando che la società Genoa metta in campo le disponibIlità finanziarie, attraverso la Vallescrivia, non del tutto fuori partita appare l'ipotesi Ronco dove due campi regolamentari in erba sintetica sarebbero già pronti con annessa piscina coperta, campi da tennis e ampi parcheggi. Il tutto con il primo cittadino Sergio Agosti che, però, frena: "Nessun derby d'entroterra, semmai un'offerta complementare". Dunque, ecco la versione di Casella con l'amministratore in fascia tricolore.
Genoanello, fantasia o concretezza?
“Non esistono molti paesi come Casella che in pochi metri annoverano un nuovo plesso elementare, l’attigua scuola media, il palazzetto, la piscina e un ipotetico centro sportivo. Al tempo stesso, dico che non stiamo valutando un progetto perché, al momento, non esistono documenti formali”.
Ma Blazquez, nel frattempo, ha scoperto Casella?
“Questo posso confermarlo, abbiamo avuto il piacere d’ospitarlo e dunque, ora, sa della nostra esistenza che ignorava fino a qualche tempo fa. Battute a parte, c’è stata un’interlocuzione con alcuni collaboratori della società e un dialogo che resta aperto”.
A cosa sta pensando il Genoa?
“Questo dovete chiederlo ai dirigenti del Genoa. Io ritengo che, per il settore giovanile, vogliano valutare un’alternativa differente da Pegli. Immagino che stiano prendendo in considerazione l’idea di non continuare a pagare affitti nel genovesato considerando che innumerevoli centri d’allenamento delle società professionistiche sono sorti nei sobborghi delle città”.
Se un progetto non c’è, quale l’idea di partenza?
“Un ragionamento potrebbe riguardare 4 campi da calcio a 11 di cui uno omologato per la serie A più un parcheggio in zona autoparco, ossia, dietro le attuali tribune del campo sportivo”.
In tutto questo quale fine farebbe l’Area Verde comunale che, talvolta, torna d’attualità per l’ipotesi d’introdurre un ticket d’entrata?
“Noi poniamo la condizione che una fetta di quell’area sia mantenuta al servizio della condizione attuale anche se auspicherei una maggiore fruizione dei casellesi rispetto alla stragrande prevalenza di chi arriva da fuori specie nelle domenica di primavera. E, comunque, sono sempre stato contrario alla bigliettazione”.
Premesso lo stato embrionale, quale potrebbe essere la formula?
“Una convenzione, magari, trentennale o da concordare tra le parti. Sul canone d’affitto, ecco, lei cosa farebbe? Ogni cifra rischia d’essere fuori luogo ed, eventualmente, sarebbe materia da avvocati”.
Ma sta facendo tutto questo perché riparta il Trenino?
“Esatto. Un sorriso non va mai negato, ma la situazione è ormai insopportabile. L’arrivo del Genoa potrebbe essere un ulteriore motivo d’attenzione su una battaglia che non va mai persa di vista. A questo proposito, voglio ringraziare anche il neo rettore dell’Università, Antonio Uccelli, che in una recente intervista tv proprio a Telenord, da valligiano doc, ha promesso impegno per quanto di sua competenza. L’ha definita, come tutti noi, una ripartenza tanto urgente quanto doverosa”.
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