Lunedì 19 Ottobre 2026

Attualità

Ex Ilva, termina l’occupazione dell’aeroporto di Genova: cassa integrazione congelata a 280 lavoratori

di Luca Pandimiglio ·

Il prossimo passaggio decisivo sarà il vertice del 27 ottobre a Palazzo Chigi, dal quale i lavoratori si aspettano garanzie concrete sull’occupazione

Si interrompe il presidio dei lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano all’aeroporto Cristoforo Colombo, dopo una giornata di protesta culminata con l’occupazione dello scalo e pesanti disagi per i viaggiatori. A sbloccare la situazione è stata una nota del Ministero del Lavoro, che rinvia il confronto sulla nuova richiesta di cassa integrazione straordinaria a dopo il 27 ottobre, quando Governo e sindacati si incontreranno a Palazzo Chigi.

Fino ad allora resteranno valide le condizioni previste dal decreto ministeriale del 5 giugno 2026, con 280 lavoratori in cassa integrazione a Genova e non gli 870 indicati nella nuova richiesta presentata dai commissari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.

Ecco la nota: 

Roma, 19 ottobre 2026 – Con riferimento alla comunicazione di avvio del procedimento per richiesta di CIGS ex art. 7, comma 10-ter, del D.L. n. 148/93 presentata il 14 ottobre 2026 dai commissari di Acciaierie d’Italia in A.S. e dei connessi adempimenti, si precisa che le parti saranno convocate solo successivamente al 27 ottobre 2026, data in cui è fissato l’incontro a Palazzo Chigi tra il Governo e le organizzazioni sindacali per discutere della situazione aziendale e dei riflessi della stessa sui livelli occupazionali.

ADI in A.S. si atterrà pertanto al rispetto dei numeri e delle condizioni attualmente previste nel decreto della Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali prot. n.0001835 del 5 giugno 2026 con cui si autorizza l’autorizzazione alla fruizione della CIGS fino al 28febbraio 2027.

Una comunicazione accolta positivamente dagli operai, che chiedevano garanzie sulla continuità produttiva dello stabilimento e temevano che l’estensione degli ammortizzatori sociali potesse comportare il sostanziale fermo degli impianti.

«Questo ci va bene perché c’è scritto che fino alla data dell’incontro a Palazzo Chigi è tutto fermo», ha dichiarato Armando Palombo, delegato Rsu Fiom Cgil, davanti ai lavoratori.

Il sindacalista ha ribadito la contrarietà all’ipotesi di 870 cassintegrati su 915 dipendenti complessivi a Genova: «Vuol dire fermare tutti gli impianti e tutti gli impianti a Genova non possono tecnicamente essere fermati».

Palombo ha riconosciuto anche il ruolo della prefetta Cinzia Torraco, che si è attivata per ottenere un chiarimento ufficiale dal Ministero, ma ha invitato i colleghi a non considerare conclusa la vertenza. «Le passioni non sono finite, soprattutto con questa gestione commissariale. Prepariamoci a nuove sorprese», ha avvertito.

Il presidio all’aeroporto si chiude dunque con un primo risultato, ma il futuro dello stabilimento resta da definire. Il prossimo passaggio decisivo sarà il vertice del 27 ottobre a Palazzo Chigi, dal quale i lavoratori si aspettano garanzie concrete sull’occupazione e sulla continuità produttiva.

Intanto, il 22 ottobre, all’interno della fabbrica è prevista una rappresentazione teatrale dedicata a Guido Rossa, alla presenza di lavoratori, familiari e autorità.

«Non è una vittoria, ma è un punto importante», ha concluso Palombo, ricordando che la vertenza sarà ancora lunga.

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ex ilva