Lunedì 19 Ottobre 2026

Attualità

Fumata nera in prefettura, lavoratori ex Ilva restano in aeroporto: "Vergogna! Dormiamo qui"

di L.P. ·

Palombo al megafono in aeroporto ai lavoratori: "Genova non può fare cassa integrazione quando c'è lavoro e per questo noi, ve lo garantisco, non molliamo! Vero? Dormiamo qua"

Prosegue a oltranza l'occupazione dell'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova da parte dei lavoratori dell'ex Ilva di Cornigliano.

La decisione al termine dell'incontro avuto in prefettura con la prefetta Cinzia Torraco e in collegamento con i commissari, incontro che non ha dato gli esiti sperati.

   "Chiediamo un impegno politico formale - spiega il delegato Fiom Armando Palombo -, quattro righe scritte per tenere le bocce ferme fino all'incontro del 27 ottobre. Il tavolo è a Palazzo Chigi con il sottosegretario Mantovano, la questione è di rilevanza strategica nazionale. Fino ad allora non ci muoviamo: ci dormiamo qua".

   "I lavoratori - ha spiegato Nicola Appice, rsu Fim Cisl - non capiscono il motivo per cui la cassa integrazione sia stata inviata venerdì sera e perché già al mattino ci fossero segnali in azienda che lasciavano prevedere la fermata di Genova prima ancora di finire i rotoli ancora dentro da lavorare".

Dopo l'incontro con la prefetta, Armando Palombo fa il punto con i lavoratori che stanno occupando l'aeroporto di Genova. Le reazioni dei lavoratori: "Vergogna!".

Le parole di Palombo: "Il refetto di Genova ci ha ricevuto, ha fatto in maniera tale che  remoto con i tre commissari, il capo del personale e il direttore generale di stabilimento"

"No abbiamo ribadito ai commissari che sono offesi per i titoli che gli abbiamo dato. Noi abbiamo spiegato cos'è la città di Genova, che probabilmente non hanno capito che quella lettera da schizofrenici, che annulla un'altra lettera mandata il venerdì, quindi il venerdì annulla, il mercoledì è quantomeno discutibile. Siamo un termine più delicato.

Discutibile. Loro riempiono tutti i discorsi, cavilli, lettere, c'è procedura. Quindi questa procedura di cassa era nell'aria, in effetti lo sappiamo da giugno che era nell'aria e da giugno gli abbiamo sempre detto che non andava bene, che ci fosse una cassa di integrazione per tutti a nord.

Ma adesso parlo di Genova perché mi interessa Genova, che non ci fosse una cassa di integrazione a Genova. Invece quella lettera apre una procedura per cui c'è una cassa di integrazione per tutti a Genova e non va bene. Glielo abbiamo detto in tutti i modi.

L'hanno capito? Non lo so. Però vi ho detto una cosa semplice, semplicissima. Un impegno politico, cioè scrivere quattro righe visto che commissari insieme hanno un tavolo aperto a Palazzo Chigi.

Gli abbiamo detto di scrivere quattro righe semplicissime di impegno politico in cui si scrive che fino alla data del 27 ottobre bocce ferme per quanto riguarda Genova. Ora tutti i mestieranti di questo mondo capiscono che è un impegno politico. Ci stanno pensando.

Ci stanno pensando, quindi noi rimaniamo qua. Quello che dicono gli italiani è ci dormiamo qua! Ci dormiamo qua! Per prendere questo impegno politico e capire, lo dico ai giornalisti, lo dico a tutti, noi come lavoratori siamo uguali a Genova, a Taranto, a Novi, a Milano, nel Bangladesh, siamo tutti uguali, ma la situazione di Taranto, percepente dispositivo giudiziario, non è Genova. Genova non può fare cassa integrazione quando c'è lavoro e per questo noi, ve lo garantisco, ci conoscete, mi conoscete, non ci molliamo! Vero?"

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