cronaca
Pugno in faccia a funzionario di polizia, 39enne ai domiciliari
R.C. ·
Attualità
di Luca Pandimiglio ·
“Sono in costante contatto con i sindacati, loro chiedono una cosa molto semplice, molto giusta, cioè di poter lavorare“
La nuova fermata annunciata per gli stabilimenti ex Ilva di Genova e Novi Ligure preoccupa lavoratori e istituzioni. La sindaca Silvia Salis chiede garanzie sulla fornitura di materia prima e un piano industriale di lungo periodo per salvaguardare la produzione di Cornigliano.
«Ci ritroviamo di nuovo punto a capo». La sindaca di Genova Silvia Salis commenta così l’annuncio della fermata degli stabilimenti entro il 15 novembre, mentre i sindacati proclamano 24 ore di sciopero nazionale per lunedì 12 ottobre.
«Sono in costante contatto con i sindacati, loro chiedono una cosa molto semplice, molto giusta, cioè di poter lavorare, di avere la materia prima per poter lavorare, anche perché si occupa di una parte di mercato che è un mercato che ha spazio e che chiede, basterebbe far arrivare i coils e far lavorare l’azienda. Questi coils si possono trovare in tutto il mondo e quindi credo che sia un obbligo trovarli e far lavorare il polo di Genova».
Salis conferma la propria disponibilità al confronto con il governo, ma denuncia l’assenza di una strategia industriale di lungo periodo.
«Io sono a completa disposizione per il dialogo, sono andata, sapete, a Roma, ho visto e contattato il ministro Urso diverse volte, il tema è che non esiste un piano di lungo termine, d’ampio respiro, sono tutti piani a singhiozzo che non riescono a dare serenità ai lavoratori e un disegno industriale per l’acciaio al Paese».
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