Il caso
Amt, la sindaca Salis chiede all’azienda di ritirare qualsiasi aumento alla dirigenza
Redazione ·
Attualità
di Luca Pandimiglio ·
“Abbiamo respinto il ciclo corto a dicembre con le mobilitazioni, respingeremo questo scenario surreale”
Acciaierie d'Italia ha annunciato uno stop agli impianti di Taranto, Genova e Novi Ligure nello stesso giorno dell'incontro a Palazzo Chigi tra governo e sindacati, ora in corso, sul futuro dell'azienda.
A partire da domani, 9 ottobre, saranno sospese tutte le attività produttive degli impianti dell'area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto, afferma Acciaierie d'Italia in As, in una nota inviata a prefetto, enti locali e forze dell'ordine. La decisione viene ricondotta all'ottemperanza al decreto della Corte d'Appello di Milano del 27 luglio, dopo il rigetto, notificato il 5 ottobre, della richiesta di sospensione dell'esecuzione. L'azienda fa anche richiesta di ammortizzatori sociali.
Gli impianti saranno mantenuti in modalità di riscaldo, "hot stand-by", in attesa della decisione della Corte di Cassazione. Ma "in assenza" di un provvedimento favorevole, il 24 ottobre verrà "sospeso" anche il mantenimento in riscaldo, con lo spegnimento definitivo dell'area a caldo entro il 25 ottobre, "senza alcuna possibilità" di riavvio successivo.
Inoltre Acciaierie d'Italia ha anche annunciato che "entro il prossimo 15 novembre" avverrà la "fermata temporanea generale" degli stabilimenti ex Ilva di Genova e di Novi Ligure. "L'annuncio di una serrata è del tutto inaccettabile", tuonano i sindaci di Genova e Novi Ligure, Silvia Salis e Rocchino Muliere. "È una prospettiva insostenibile per le lavoratrici e i lavoratori, per Genova e Novi Ligure e per l'intera filiera siderurgica del nostro Paese", denuncia Salis.
"Genova non accetterà nessuna serrata dello stabilimento di Cornigliano , abbiamo il mercato, abbiamo richiesta di ordini, non vogliamo fare cassaintegrazione, abbiamo respinto il ciclo corto a dicembre con le mobilitazioni respingeremo questo scenario surreale per i lavoratori di Genova. Che comincino a cercare rotoli sul mercato!" ha dichiarato Armando Palombo, rsu Fiom Cgil.
"L'annunciata chiusura degli stabilimenti ex Ilva di Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi rappresenta una notizia molto grave, non solo per Liguria e Piemonte, ma per l'intera filiera dell'acciaio italiana, strategica per il futuro industriale del Paese", affermano Marco Bucci, presidente di Regione Liguria, e Alberto Cirio, presidente di regione Piemonte.
Entrando a Palazzo Chigi per il tavolo con il governo, i sindacati hanno messo in chiaro che la chiusura dell'Ex Ilva è "inaccettabile".
"I lavoratori hanno mostrato un grande senso di responsabilità e quindi bisognerebbe evitare che a pagare il prezzo di scelte e di errori che non sono dei lavoratori siano scaricate su tutte lavoratrici e lavoratori dell'Ex Ilva", ha detto il segretario generale Fiom-Cgil, Michele de Palma. Per l'Usb la strategia industriale di un Paese "non la decide la magistratura"
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