Mercoledì 07 Ottobre 2026

Economia

Ericsson, sindacati in allarme: "Nessuno stop reale ai licenziamenti, ora interventi concreti"

di R.P. ·

Ericsson, sindacati in allarme: "Nessuno stop reale ai licenziamenti, ora interventi concreti"

Carchidi (Sl Cgil): "L'Azienda ha nuovamente confermato la procedura secondo la quale i licenziamenti avverranno"

Il ritiro della procedura di licenziamento collettivo per i 131 lavoratori Ericsson di Erzelli è un primo risultato, ma la vertenza resta aperta. Dopo il confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e l’intervento della premier Giorgia Meloni, l’azienda ha rinunciato ai licenziamenti forzati, puntando sulle uscite volontarie e incentivate.

Ma i sindacati restano in allerta. "Oggi in Ericsson si sono svolte le assemblee del personale. La preoccupazione è altissima perché l'azienda ha confermato la procedura di licenziamento. I fatti sono ben lontani dalle dichiarazioni della premier che hanno parlato di 'ritiro dei licenziamenti' - ha detto Daniele Carchidi di Slc Cgil nazionale presente alle assemblee insieme alla segretaria generale Slc Cgil di Genova Sonia Montaldo e al segretario generale Cgil Genova Alessandro Pagano - Nella giornata di ieri l'Azienda ha nuovamente confermato la procedura secondo la quale i licenziamenti avverranno, seppur non in maniera coatta e prediligendo la volontarietà, condizione che comunque per il sito produttivo di Genova comporterà una riduzione di circa il 45% della attuale forza lavoro".
    Il 5 ottobre scorso presso il Mimit nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali, le istituzioni nazionali e locali, i rappresentanti dell'azienda accogliendo le sollecitazioni al tavolo "avevano dato disponibilità a poter chiudere la procedura di riduzione del personale in essere, attraverso un accordo che prevedesse come unico criterio la "non opposizione al licenziamento", a fronte di un incentivo all'esodo di 48 mensilità, con uscita entro e non oltre il 31 dicembre 2026. Il paradosso - sottolinea Carchidi - è quello che se non si raggiungesse un accordo sindacale, per l'azienda qualunque esso sia ma non per il sindacato e soprattutto non contro i diritti dei lavoratori, il 26 novembre potrebbero partire le lettere di licenziamento, altro che "ritiro" della procedura".
    "Senza interventi strutturali nel settore, senza strumenti per governare gli effetti della digitalizzazione, i pochi strumenti a disposizione della contrattazione sono ammortizzatori sociali e incentivi all'esodo, oramai palesemente insufficienti senza una politica industriale del governo che favorisca investimenti e garantisca il mantenimento dei perimetri occupazionali". Per Slc Cgil servono "interventi concreti, non dichiarazioni enfatizzate e distanti dalla realtà, dal sapore di campagna elettorale".

La decisione evita nell’immediato i licenziamenti, ma non modifica i piani sulla chiusura della divisione dedicata alla ricerca e sviluppo nel settore ottico. Il nodo, quindi, diventa il futuro del sito genovese dal 2027 e la possibilità di mantenere sul territorio le competenze oggi presenti.

Per chi sceglierà di lasciare l’azienda sono previste 48 mensilità di incentivo, oltre alla Naspi. Circa il 40% dei lavoratori coinvolti ha più di 58 anni. Ericsson avrebbe inoltre individuato una ventina di posizioni per possibili trasferimenti in altre sedi europee.

I sindacati hanno accolto positivamente il ritiro dei licenziamenti, ma chiedono di non considerare chiusa la vertenza. Negli anni, infatti, le attività genovesi si sono progressivamente ridotte e resta da capire se la chiusura della divisione potrà essere compensata da nuovi progetti.

La crisi di Erzelli si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà per il settore delle telecomunicazioni, segnato dalla riduzione degli investimenti e dalla debolezza del mercato europeo. Regione, Comune e Confindustria lavoreranno ora con l’azienda per favorire le ricollocazioni e individuare nuove opportunità.

Il primo obiettivo, evitare i licenziamenti, è stato raggiunto. La vera sfida sarà capire quanti lavoratori resteranno a Genova e quale sarà il ruolo di Ericsson a Erzelli dal 2027.

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