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R.P. ·
Economia
di R.C. ·
L’operazione, deliberata dal consiglio di amministrazione lo scorso settembre, dovrebbe essere completata entro la fine dell’anno
Mentre l’Italia prepara il ritorno al nucleare, Ansaldo Nucleare si avvia a scomparire come società autonoma. Ansaldo Energia ha deciso di incorporare la controllata, trasferendo nel gruppo anche i 246 dipendenti. L’operazione, deliberata dal consiglio di amministrazione lo scorso settembre, dovrebbe essere completata entro la fine dell’anno.
La scelta, scrive il Secolo XIX, arriva in un momento particolarmente delicato per il settore e ha suscitato perplessità tra gli esperti e gli ambienti favorevoli al nucleare. Il consiglio di amministrazione di Ansaldo Nucleare ha approvato l’operazione, ma ha espresso preoccupazione per la continuità del business, chiedendo particolare attenzione al trasferimento delle certificazioni e delle qualifiche necessarie e alla tutela di un marchio riconosciuto a livello internazionale.
Ansaldo Energia difende invece la riorganizzazione. L’amministratore delegato Fabrizio Fabbri sostiene che l’integrazione permetterà di rafforzare il comparto e destinare maggiori risorse alla ricerca e allo sviluppo, con investimenti che potrebbero raggiungere centinaia di milioni di euro. Secondo il manager, con l’incorporazione qualifiche e certificazioni passeranno alla società senza perdere validità.
La decisione alimenta però anche il dibattito sulle future scelte tecnologiche dell’Italia. Ansaldo Nucleare è infatti impegnata in progetti internazionali con partner come Edf e Rolls-Royce, mentre sul tavolo ci sono anche tecnologie sviluppate negli Stati Uniti da General Electric e Hitachi. A scegliere la tecnologia per il futuro programma nucleare italiano sarà Nuclitalia, partecipata da Enel, Ansaldo Energia e Leonardo.
Resta infine da definire il futuro assetto di Ansaldo Energia. Dopo l’incorporazione, Cassa Depositi e Prestiti potrebbe cedere una quota del gruppo e tra i possibili interessati viene indicato il fondo emiratino Mubadala.
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