Bilancio
Costruzioni e riparazioni navali, a Genova e Savona valgono 2 miliardi di euro
R.S. ·
di R.S. ·
Questo l'appello emerso dall'assemblea pubblica dei lavoratori Ericsson, svoltasi con organizzazioni sindacali, istituzioni locali e alcuni parlamentari
Fermare i tagli occupazionali, mantenere aperta la trattativa con l'azienda e tutelare il patrimonio di competenze tecnologiche del sito genovese. È l'appello emerso dall'assemblea pubblica dei lavoratori Ericsson, svoltasi agli Erzelli alla presenza delle organizzazioni sindacali, delle istituzioni locali e di alcuni parlamentari, mentre resta aperta la procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 131 dipendenti.
Secondo la Slc Cgil, si tratta della ventottesima procedura di licenziamento collettivo che interessa l'azienda, con il rischio di perdere un terzo delle professionalità presenti e di scendere sotto la soglia dei 200 dipendenti. Una prospettiva che, secondo il sindacato, metterebbe a rischio il futuro del polo genovese di ricerca e produzione nelle telecomunicazioni.
Al centro della vertenza c'è la gestione degli esuberi, attualmente affidata esclusivamente al criterio delle uscite volontarie. I rappresentanti sindacali contestano la chiusura della dirigenza alle proposte avanzate per ridurre l'impatto occupazionale. «Abbiamo chiesto misure per limitare i danni, tra cui scivoli verso il pensionamento e la proroga della procedura oltre il 31 dicembre, ricevendo solo rifiuti», hanno spiegato, accusando l'azienda di voler chiudere la partita unilateralmente.
La richiesta condivisa da sindacati e istituzioni è quella di guadagnare tempo e mantenere aperto il confronto, evitando una soluzione traumatica per i lavoratori coinvolti. L'assessore regionale alle vertenze aziendali e ai rapporti con le organizzazioni sindacali, Paolo Ripamonti, ha ribadito il sostegno della Regione Liguria ai dipendenti e alle organizzazioni sindacali, assicurando che saranno messe in campo tutte le iniziative utili, anche attraverso un confronto diretto con Ericsson, per individuare soluzioni condivise.
Ripamonti ha sottolineato che l'aumento delle mensilità previste per le uscite volontarie è un elemento da valutare, ma non può rappresentare l'unica risposta, soprattutto per i lavoratori che, per età e professionalità, potrebbero incontrare maggiori difficoltà nel ricollocarsi. La Regione chiede quindi garanzie anche per chi non intende aderire all'esodo volontario e un chiarimento sull'impegno futuro della multinazionale a Genova e in Liguria.
Sulla stessa linea il Comune di Genova, rappresentato all'assemblea dall'assessore al Lavoro Emilio Robotti, che ha ribadito la necessità di affrontare la vertenza anche a livello nazionale, coinvolgendo le istituzioni e le organizzazioni sindacali. L'obiettivo è salvaguardare l'occupazione e garantire la permanenza in città delle attività di ricerca e sviluppo.
Per Robotti, la vicenda evidenzia ancora una volta la mancanza di una politica industriale capace di difendere e valorizzare le eccellenze tecnologiche del territorio. «Non possiamo permetterci di perdere professionalità altamente qualificate e competenze costruite in anni di lavoro e investimenti», ha sottolineato. L'amministrazione comunale chiede inoltre che, per chi sceglierà di lasciare l'azienda, siano predisposti percorsi concreti di ricollocazione presso altre imprese del territorio, evitando che l'uscita si traduca in un ulteriore impoverimento del tessuto produttivo genovese.
Anche Cisl Liguria e Cisl Genova esprimono preoccupazione per il futuro dello stabilimento. In una nota, le due organizzazioni sottolineano che la procedura è ancora aperta e che, al di là dei segnali rassicuranti emersi nei recenti passaggi istituzionali, non esistono ancora certezze per i lavoratori. Il rischio, secondo la Cisl, è che un nuovo ridimensionamento dell'organico indebolisca ulteriormente la vocazione di Genova nell'alta tecnologia e nelle telecomunicazioni, dopo anni di cambiamenti nelle strategie aziendali.
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook