Lunedì 02 Novembre 2026

Cronaca

Crans-Montana, Jacques Moretti interrogato a Sion: non risponde sulle accuse di riciclaggio. In aula famiglie e feriti

di R.C. ·

Crans-Montana, Jacques Moretti interrogato a Sion: non risponde sulle accuse di riciclaggio. In aula famiglie e feriti

Ildevastante incendio della notte di Capodanno è costato la vita a 41 persone, tra cui il 16enne genovese Emanuele Galeppini, e ha provocato 115 feriti

È iniziato alle 9 di questa mattina, a Sion, l'interrogatorio di Jacques Moretti, proprietario del discobar Le Constellation di Crans-Montana e principale indagato, insieme alla moglie Jessica, per il devastante incendio della notte di Capodanno, costato la vita a 41 persone, tra cui il 16enne genovese Emanuele Galeppini, e che ha provocato 115 feriti. All'audizione, ospitata in un'aula del Politecnico di Sion, hanno partecipato oltre cento persone tra inquirenti, avvocati, familiari delle vittime e, per la prima volta, anche alcuni dei feriti.

Moretti, che secondo quanto appreso sarebbe arrivato poco dopo le 7 per evitare telecamere e giornalisti, ha deciso di non rispondere alle domande degli avvocati delle parti civili relative a eventuali episodi di riciclaggio di denaro. Lo ha comunicato il suo legale, Patrick Michod, in una lettera inviata nei giorni scorsi alla Procura del Vallese. Su questa ipotesi è stato infatti aperto un ulteriore filone d'indagine, dopo che nel fascicolo è confluito un rapporto dell'ufficio federale svizzero fedpol, nel quale vengono segnalati movimenti bancari «anomali» e «transazioni opache».

L'interrogatorio di oggi avrebbe dovuto prevedere anche il confronto tra Jacques Moretti e la moglie Jessica, ma la Procura del Vallese ha deciso di ascoltare soltanto l'uomo dopo il recente episodio di violenza domestica, per il quale Moretti si trova agli arresti con l'accusa di aver picchiato la consorte.

Tra i familiari delle vittime presenti a Sion c'è anche Astrid Panine, madre di Cyanne, la giovane cameriera del Constellation morta nell'incendio dopo aver involontariamente innescato le fiamme con una candela pirotecnica. «Non ho paura di Jacques Moretti, mia figlia ha lavorato per lui per quattro anni. Non è lui che volevo vedere, ma Jessica, che scappa dalle responsabilità tutte le volte», ha dichiarato la donna prima di entrare nell'aula dell'interrogatorio.

«Sono qui per i miei ragazzi, per tutte le vittime e anche per i feriti, perché conosco persone molto vicine che stanno soffrendo molto», ha aggiunto. Una presenza, quella dei familiari e dei sopravvissuti, che testimonia il peso umano e giudiziario di un'inchiesta ancora aperta, mentre gli investigatori continuano ad approfondire le responsabilità per la tragedia e gli aspetti finanziari legati alla gestione del locale.

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