Centri accoglienza nel caos a Genova: 50 lavoratori senza stipendio
di Carlotta Nicoletti
Coinvolti circa 300 migranti ospitati nei Cas cittadini
La gestione dei centri di accoglienza genovesi finisce al centro di un duro scontro tra la Cooperativa San Carlo Onlus, la Prefettura e i sindacati. Da una parte la cooperativa respinge le accuse sulle criticità emerse nelle strutture commissariate, attribuendo i problemi al blocco dei pagamenti da parte della Prefettura; dall’altra Uiltucs Liguria denuncia una situazione sempre più grave per lavoratori e ospiti dei centri.
Emergenza – Nei centri di accoglienza che ospitano circa 300 migranti – tra Comunità minori, Camaldoli, Arte, Serenella e Padiglione 7 – la situazione resta delicata. Secondo Uiltucs Liguria, circa 50 lavoratrici e lavoratori sarebbero ancora senza stipendio, con arretrati relativi ai mesi di marzo e aprile e senza certezze sui pagamenti futuri.
Denuncia – “L’incertezza regna sovrana”, dichiarano il segretario generale Uiltucs Liguria Marco Callegari e la segretaria regionale Cristina D’Ambrosio. Il sindacato parla di mancanza di carburante per manutenzioni e trasporti, problemi igienico-sanitari e servizi ridotti per gli ospiti delle strutture. “A non essere garantiti sono trasporti, visite mediche specialistiche, pocket money e distribuzione del vestiario”, spiegano.
Replica – La Cooperativa San Carlo respinge però ogni responsabilità diretta sulle criticità emerse. In una nota precisa di aver “sempre assicurato il servizio con professionalità e continuità” e sostiene che i problemi derivino dal mancato pagamento delle spettanze da parte della Prefettura di Genova.
Contenzioso – La cooperativa riferisce di vantare circa 2 milioni di euro di crediti, di cui oltre 730mila euro relativi a fatture già approvate. Sul fronte legale, il Tribunale Civile di Genova avrebbe già emesso un decreto ingiuntivo nei confronti della Prefettura per oltre 614mila euro. Parallelamente è in corso anche un ricorso al Tar contro il commissariamento disposto ad aprile.
Gestione – San Carlo chiarisce inoltre che il provvedimento prefettizio riguarda soltanto alcuni contratti e non l’intera attività della cooperativa, che resta affidata al proprio Consiglio d’amministrazione.
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