Il caso
Senzatetto a Carignano, oltre trecento firme raccolte contro la presenza molesta dei clochard
Maria Mantero - Stefano Rissetto - Filippo Serio ·
di Maria Mantero - Stefano Rissetto - Filippo Serio ·
La presenza di persone senza dimora nel quartiere preoccupa residenti e commercianti
La presenza di persone senza dimora a Carignano è al centro delle preoccupazioni di residenti e commercianti, che segnalano situazioni di degrado, difficoltà igienico-sanitarie e alcuni episodi di disturbo. Una realtà sulla quale è intervenuta aTelenord durante Liguria Live Daniela Marziano, consigliera municipale del Centro Est, che ha riferito la presenza abituale di almeno una dozzina di persone nel quartiere.
"La situazione ha iniziato a manifestarsi circa un anno fa, ma le criticità sono aumentate soprattutto da maggio", ha spiegato Marziano, sottolineando come il fenomeno non riguardi più soltanto il centro storico, ma anche quartieri residenziali come Carignano, caratterizzati dalla presenza di famiglie, bambini, scuole e attività sportive.
La consigliera ha ricordato le numerose segnalazioni effettuate alla polizia locale, alla polizia di Stato e ai servizi sanitari, evidenziando però la necessità di superare una gestione legata alle singole emergenze. Il problema, ha osservato, non può essere risolto semplicemente offrendo un posto letto o un intervento occasionale.
"Vedere una persona per terra, avvicinarla, darle conforto o una coperta è importante, ma non risolve il problema", ha affermato Marziano, chiedendo un investimento concreto delle risorse sociali e una strategia capace di affrontare le nuove forme di marginalità. "Non c'è più soltanto la persona senza fissa dimora che si trova in una situazione di fragilità dovuta a separazioni, divorzi o perdita del lavoro. Qui si tratta di fragilità completamente diverse, che devono essere affrontate in modo diverso".
Alle richieste della consigliera ha risposto l'assessora comunale alle Politiche sociali Cristina Lodi, che ha riconosciuto il disagio di cittadini e commercianti, precisando tuttavia che non si registra un aumento complessivo delle persone senza dimora in città, ma la presenza di alcune situazioni particolarmente complesse, soprattutto sotto il profilo sociosanitario.
Lodi ha illustrato il percorso di riorganizzazione dei servizi, realizzato in collaborazione con il Terzo settore e con le strutture sanitarie. L'obiettivo è superare un sistema fondato prevalentemente sulla disponibilità di posti nei dormitori e costruire percorsi di presa in carico più efficaci, capaci di raggiungere anche chi inizialmente rifiuta l'assistenza.
"Ci sono persone che di fronte a un dormitorio dicono no. E allora dobbiamo trovare il modo per cui queste persone vengano prese in carico a prescindere da un no iniziale", ha spiegato l'assessora, annunciando che "da gennaio entreranno in campo dei servizi innovati". Già da luglio, ha aggiunto, sono stati attivati nuovi interventi di bassa soglia.
Particolare attenzione viene riservata alle situazioni nelle quali le problematiche sanitarie, anche di natura psichiatrica, rendono insufficienti gli strumenti ordinari dei servizi sociali. "Di fronte a delle complessità psichiatriche importanti l'intervento sociale non basta, ma nemmeno il dormitorio serve", ha sottolineato Lodi, ricordando il lavoro avviato con Regione e ATS Liguria per coinvolgere direttamente la sanità.
L'assessora ha inoltre rivendicato i risultati dell'attività svolta: "Abbiamo attivato più di 700 interventi su strada", spiegando che è in costruzione un nuovo sistema di accesso ai servizi e di accompagnamento delle persone più fragili.
Per quanto riguarda specificamente Carignano, il Comune ha chiesto un incontro in Prefettura, con il coinvolgimento dei servizi sanitari, per approfondire le singole situazioni e individuare risposte condivise.
Le posizioni di Marziano e Lodi convergono dunque sulla necessità di affrontare un fenomeno complesso, anche se con accenti diversi: la consigliera chiede che ai progetti di lungo periodo si affianchino risposte immediate e verificabili, mentre l'assessora rivendica il percorso di rinnovamento già avviato e annuncia nuovi strumenti operativi.
Il nodo resta quello di trovare un equilibrio tra la tutela della vivibilità del quartiere e la necessità di garantire un'assistenza adeguata a persone che vivono condizioni di grave marginalità. "Tutte le istituzioni devono entrare in campo", è la linea indicata da Lodi per affrontare situazioni che non possono essere risolte né con interventi isolati né con il semplice trasferimento delle persone da un quartiere all'altro.
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