Giovedì 05 Novembre 2026

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Carceri liguri, il SAPPE presenta il conto dell'emergenza: 700 aggressioni e 460 atti di autolesionismo

di Redazione ·

Carceri liguri, il SAPPE presenta il conto dell'emergenza: 700 aggressioni e 460 atti di autolesionismo

Sanremo e Imperia in grave difficoltà. Capece: «700 aggressioni, 560 violazioni penali e 460 episodi di autolesionismo, la Polizia Penitenziaria non può essere lasciata sola». Tristaino e Giangrande chiedono più personale

Carceri liguri sempre più in affanno, con sovraffollamento fino al 145%, centinaia di aggressioni e una situazione di tensione che mette quotidianamente a dura prova la sicurezza degli istituti e il lavoro della Polizia Penitenziaria. È il grido d'allarme del SAPPE, che denuncia condizioni insostenibili e chiede interventi urgenti prima che l'emergenza peggiori.

A Sanremo si contano 280 detenuti su 216 posti effettivi (sovraffollamento del 130%), mentre a Imperia 77 persone occupano una struttura da 53 posti (145%). «Non possiamo aspettare che gli istituti raggiungano il 150% per intervenire. Sanremo e Imperia sono già in condizioni di grave criticità e il sovraffollamento incide direttamente sulla sicurezza, sull'organizzazione del lavoro e sulla gestione quotidiana delle sezioni», evidenzia Giuseppe Giangrande, dirigente sindacale SAPPE in Liguria.

Preoccupa anche una circolare dell'Ufficio Detenuti e Trattamento del Provveditorato, che autorizzerebbe i trasferimenti solo al raggiungimento del 150% di presenze. Donato Capece, segretario generale SAPPE, esprime forte apprensione: «Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria lavorano quotidianamente in condizioni di grande difficoltà, affrontando aggressioni, proteste, autolesionismo e situazioni di emergenza, spesso con organici insufficienti. I dati dimostrano una situazione di continua tensione che richiede interventi immediati».

Dall'inizio dell'anno si registrano: 700 aggressioni, 560 violazioni penali, 460 episodi di autolesionismo, 370 danneggiamenti, 280 invii urgenti in ospedale, 270 rinvenimenti di oggetti o sostanze illecite, 220 infrazioni disciplinari e 184 proteste.

«Dietro questi numeri ci sono operatori che devono garantire sicurezza, ordine e legalità in un contesto sempre più difficile. La Liguria ha bisogno di una strategia specifica, di più personale e di interventi strutturali. Chiediamo la riapertura del Provveditorato regionale penitenziario a Genova, per restituire al territorio un riferimento autonomo senza dipendere più dal Piemonte, e la realizzazione di una nuova struttura detentiva nella provincia di Savona, nelle aree della Valbormida», sottolinea Capece.

Vincenzo Tristaino, segretario SAPPE per la Liguria, evidenzia le carenze regionali: «Ogni giorno il personale affronta aggressioni, tensioni e carichi di lavoro sempre più pesanti, spesso con risorse insufficienti. Servono più agenti, investimenti, formazione e strutture adeguate. La Polizia Penitenziaria è una componente essenziale del sistema penitenziario e del percorso rieducativo previsto dalla Costituzione».

Tristaino ribadisce le priorità per alleggerire la pressione sugli istituti: «La dignità dei detenuti e quella della Polizia Penitenziaria non sono in contrapposizione. Un carcere più umano è anche un carcere più sicuro. Non possiamo continuare a lasciare detenuti e operatori soli ad affrontare un'emergenza quotidiana».

Il SAPPE chiede a Governo e Amministrazione Penitenziaria risposte immediate su organici, sovraffollamento, Provveditorato a Genova e nuovo carcere in Valbormida. «La sicurezza delle carceri e la dignità del lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria – concludono Capece, Tristaino e Giangrande – non possono più essere rinviate. Servono risposte concrete e tempi certi».

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