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R.P. ·
di R.C. ·
Durante un'attività addestrativa i militari del Nucleo Carabinieri subacquei di Genova hanno individuato un'anfora romana integra a oltre 40 m di profondità
Un importante sito archeologico sommerso è stato scoperto dai Carabinieri a Camogli, Punta Chiappa. Durante un'attività addestrativa i militari del Nucleo Carabinieri subacquei di Genova hanno individuato un'anfora romana integra di tipo 'Dressel 1' a oltre quaranta metri di profondità, nelle acque dell'Area Marina Protetta di Portofino. La scoperta è stata segnalata alla Soprintendenza Belle Arti per la Liguria e le successive immersioni di studio e perlustrazione, condotte con il supporto del servizio tecnico di Archeologia subacquea (Stas) della Soprintendenza, hanno permesso di individuare una concentrazione di anfore e ipotizzare la presenza di un relitto. La prima mappatura subacquea ha consentito di censire nove anfore concentrate in uno spazio ristretto lungo le spaccature della falesia, saldate al fondale roccioso e ricoperte da consistenti concrezioni coralligene. Sono state recuperate due anfore che, per la loro esposizione, sarebbero risultate vulnerabili data l'alta frequentazione della zona di immersione. Le coordinate del ritrovamento suggeriscono un'ipotesi storica affascinante e riaprono un dossier del 1961: l'area coincide con il sito archeologico segnalato negli anni '50 dal pioniere della subacquea italiana Duilio Marcante (1914-1985).
"La 'riscoperta' di questo contesto subacqueo riapre un dossier quasi dimenticato - ha detto Vincenzo Tiné, soprintendente Liguria - e ci permette di comprendere quanto ancora la ricerca archeologica subacquea può e deve fare per giungere ad una conoscenza ottimale del nostro patrimonio sommerso, anche in zone che consideriamo ben studiate e battute da migliaia di subacquei ogni anno".
"La scoperta di un relitto e, nel caso presente, il plusvalore dell'identificazione con un brano quasi mitologico della storia della subacquea, ci proietta in un corto circuito temporale che azzera la distanza narrativa connettendoci con le grandi figure dei pionieri della subacquea e dell'archeologia: Duilio Marcante e Nino Lamboglia, insieme ai carabinieri subacquei di allora e di oggi - ha detto Alessandra Cabella, storica dell'arte subacqueo scientifico Stas Liguria -. Scoperto, perduto, riscoperto. Una storia che si riconnette e che ci proietta nella consapevolezza della tutela non solo come azione materiale ma come agnizione e trasmissione di valori universali".
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