Il commento
La seduzione della merce
Paolo Becchi ·
di R.P. ·
Beghin: "La cessazione della destinazione mercatale non significa rinunciare al valore di questo spazio, ma riconoscere la necessità di ripensarne la funzione"
Il mercato comunale coperto del Carmine si prepara a una nuova fase. La Giunta comunale ha approvato la cessazione definitiva della destinazione mercatale dell'immobile e il conseguente trasferimento al patrimonio indisponibile del Comune di Genova. L'obiettivo è trasformare la conclusione di un'esperienza commerciale che non ha raggiunto risultati duraturi in un'opportunità per l'intero quartiere, individuando una nuova funzione per uno spazio che possa continuare a essere un punto di riferimento per la vita sociale e collettiva.
Il provvedimento, proposto dall'assessore al Commercio, Artigianato e Marketing territoriale, Tiziana Beghin, di concerto con l'assessore al Patrimonio, Davide Patrone, apre un percorso finalizzato a individuare nuove modalità di utilizzo e valorizzazione della struttura, mantenendone la destinazione a funzioni pubbliche e di interesse generale.
"Chi abita al Carmine e chi vuole vivere questo quartiere - spiega la sindaca Silvia Salis - vuole sapere quale sarà il destino del mercato. Dopo anni di incertezze, proviamo a costruire un futuro diverso per questo luogo. Vorremmo che diventasse uno spazio pensato anche per le persone che fanno più fatica a trovare occasioni per uscire di casa e avere momenti di socialità. A Genova, come in tutte le grandi città, c'è sempre più bisogno di spazi di aggregazione, luoghi di incontro".
"La cessazione della destinazione mercatale - sottolinea la Beghin - non significa rinunciare al valore di questo spazio, ma riconoscere la necessità di ripensarne la funzione". Per Patrone "il patrimonio comunale deve essere amministrato nell'interesse della città, con l'obiettivo di garantire che gli immobili pubblici possano esprimere concretamente il loro valore sociale e territoriale". Il passaggio dal demanio comunale al patrimonio indisponibile non comporta la rinuncia alla funzione pubblica dell'immobile, ma modifica il regime patrimoniale in conseguenza del superamento della specifica destinazione a mercato.
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