Venerdì 23 Ottobre 2026

Economia

Anpan, Lorenzo Sanna nuovo presidente: al centro la competitività delle imprese navali

di R.P. ·

Anpan, Lorenzo Sanna nuovo presidente: al centro la competitività delle imprese navali

L’amministratore delegato di Monti & Barabino succede a Vittorio Parmigiani, alla guida dell’associazione per oltre quattro anni

Lorenzo Sanna, amministratore delegato della Monti & Barabino, è il nuovo presidente dell’ANPAN, l’Associazione Nazionale Provveditori e Appaltatori Navali. L’elezione è avvenuta nel pomeriggio di oggi, durante l’assemblea privata riunita al Grand Hotel dei Castelli di Sestri Levante. Sanna succede a Vittorio Parmigiani, della Marine Consultant and Services, che ha ricoperto l’incarico per oltre quattro anni (nella foto, a sinistra Parmigiani e a destra Sanna).

La nomina è arrivata al termine di una giornata dedicata alle principali sfide del comparto marittimo e alle richieste rivolte alle istituzioni europee, nazionali e locali. Nel corso dell’assemblea pubblica del mattino, Parmigiani ha tracciato un bilancio del lavoro svolto, sottolineando la necessità di proseguire sulla strada della semplificazione burocratica per tutelare la competitività delle imprese.

ANPAN, associazione aderente a Confindustria e presente su tutto il territorio nazionale, riunisce oltre 70 aziende, con un fatturato aggregato superiore ai 2 miliardi di euro e più di 3.000 addetti, senza contare l’indotto.

Tra i temi centrali della relazione di Parmigiani, la necessità di evitare un eccessivo accumulo di norme e regolamenti che, secondo il presidente uscente, rischia di appesantire l’attività delle imprese e limitarne la capacità di competere sui mercati internazionali.

Nel mirino, in particolare, il sistema europeo di scambio delle emissioni ETS, che a suo giudizio potrebbe mettere a rischio la tenuta dello shipping italiano, e il Protocollo Alto Mare, considerato un esempio di eccessivo carico amministrativo.

«Il contesto internazionale è già abbastanza sfidante per un business come il nostro, che si gioca su uno scacchiere globale», ha osservato Parmigiani, chiedendo alle istituzioni un approccio improntato al buon senso e al pragmatismo.

Per quanto riguarda il Protocollo Alto Mare, ANPAN propone di tornare alla dichiarazione cartacea del comandante o dell’armatore, almeno per le navi internazionali. L’obiettivo è ricondurre le procedure a un sistema più semplice e proporzionato, in linea con quanto avviene negli altri Paesi europei, riducendo gli oneri amministrativi a carico degli operatori.

Ampio spazio è stato dedicato anche al nuovo Codice doganale dell’Unione europea e al relativo Regolamento (UE) 2026/2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 19 settembre.

Secondo Parmigiani, per gli appaltatori navali non emergono, al momento, particolari criticità rispetto al passato. Restano tuttavia alcune questioni da chiarire, soprattutto in relazione all’allegato B predisposto dalla DG TAXUD, la direzione generale della Commissione europea competente per fiscalità e unione doganale.

Il documento contiene indicazioni operative che riguardano direttamente lo ship chandling, ovvero la fornitura di merci e materiali alle navi. Attualmente sono ammessi tre codici aggregati per le dichiarazioni di esportazione e riesportazione, una modalità che ANPAN chiede di mantenere anche nel nuovo quadro normativo.

La richiesta è che la DG TAXUD confermi espressamente la validità dell’allegato B e l’utilizzo dei codici aggregati. Un eventuale passaggio a dichiarazioni analitiche, ha avvertito Parmigiani, potrebbe creare difficoltà operative e ritardi, soprattutto nelle forniture dell’ultimo minuto, imponendo alle imprese ulteriori adempimenti senza benefici proporzionati.

Nella relazione del presidente uscente sono stati affrontati anche altri temi rilevanti per il settore, a partire dalla tassa sui passeggeri istituita a Genova. Parmigiani l’ha definita un provvedimento intempestivo, ritenendo che possa frenare la crescita del comparto.

Un passaggio è stato dedicato inoltre al percorso di semplificazione normativa, rispetto al quale ANPAN guarda con interesse agli ultimi sviluppi e al lavoro avviato anche dal CIPOM, il Comitato interministeriale per le politiche del mare.

Tra le criticità segnalate figurano infine i tempi di attesa nei terminal, che in molti casi si prolungano oltre misura, con conseguenti costi aggiuntivi e perdite di tempo per le aziende.

Con l’elezione di Lorenzo Sanna si apre ora una nuova fase per l’associazione, chiamata a proseguire il confronto con le istituzioni sui temi della semplificazione, dell’efficienza operativa e della competitività internazionale della filiera delle forniture navali.

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