Spettacolo
Teatro: 'Anche gli uomini parlano d’amore', Paolo Castagnola tra poesie, musica e nuove consapevolezze
R.C. ·
di steris ·
Dal 3 al 5 novembre tre donne, tre generazioni e un mistero che torna dal passato nello spettacolo premiato dall'Associazione Nazionale Critici Teatrali nel 2025
re donne, tre generazioni diverse e una vicenda dolorosa che riaffiora dopo vent'anni. È il cuore di Misurare il salto delle rane, la nuova dark comedy di Carrozzeria Orfeo, in scena al Teatro Eleonora Duse di Genova da martedì 3 a giovedì 5 novembre.
La compagnia mantovana, tra le realtà più apprezzate del teatro italiano contemporaneo, torna sul palcoscenico dopo i successi e i numerosi sold-out ottenuti con spettacoli come Cous Cous Klan, Miracoli Metropolitani e Thanks for Vaselina, quest'ultimo diventato anche un film interpretato da Luca Zingaretti.
Scritto da Gabriele Di Luca, che firma la drammaturgia e la regia insieme a Massimiliano Setti, lo spettacolo vede protagoniste Noemi Apuzzo, Elsa Bossi e Chiara Stoppa, candidata al Premio Le Maschere del Teatro 2026 come miglior attrice non protagonista.
Un lavoro che ha già ottenuto importanti riconoscimenti: il Premio dell'Associazione Nazionale Critici Teatrali 2025 come miglior spettacolo e il Premio Le Maschere del Teatro 2026 per la miglior novità italiana.
Ambientata negli anni Novanta in un piccolo paese di pescatori circondato da un lago, Misurare il salto delle rane racconta le esistenze di Lori (Elsa Bossi), Betti (Chiara Stoppa) e Iris (Noemi Apuzzo), tre donne appartenenti a generazioni differenti ma legate da un tragico avvenimento accaduto vent'anni prima.
Le loro storie si intrecciano tra assenze, lutti, rinascite, alleanze e desideri di fuga. Tre percorsi esistenziali che si specchiano l'uno nell'altro, mentre ciascuna protagonista cerca di sottrarsi alle etichette e ai ruoli imposti dalla società.
Attraverso dialoghi taglienti, situazioni paradossali, linguaggio senza filtri e un umorismo nero capace di alternare sarcasmo e sensibilità, Carrozzeria Orfeo costruisce un racconto intimo e allo stesso tempo universale, che mette in luce nevrosi, contraddizioni e fragilità del presente.
L'autore definisce il lavoro «un'indagine poetica e tragicomica sulla condizione umana contemporanea», nella quale il tema della trasformazione personale si intreccia con quello della libertà femminile e della violenza di genere.
Nelle note di drammaturgia, Gabriele Di Luca spiega il significato simbolico del titolo. La rana, creatura anfibia che vive tra due mondi, rappresenta la metamorfosi, la capacità di adattamento e la resilienza. Il suo salto diventa metafora del cambiamento, del passaggio da una condizione a un'altra e della possibilità di rompere con il passato.
Per Lori il salto è quello che non riesce a compiere per superare il lutto e uscire dalla propria immobilità emotiva. Per Betti, ossessionata dalle gare di salto, ogni piccolo traguardo della sua rana Froggy rappresenta una vittoria contro un destino che l'ha marchiata come pazza. Iris, invece, ha già abbandonato una vita agiata per seguire l'impulso di consegnare un messaggio, ma deve ancora decidere se affrontare una verità potenzialmente distruttiva o rifugiarsi nelle convenzioni.
Misurare questi salti è un'impresa impossibile, perché significa provare a quantificare il coraggio, la disperazione e la speranza.
Il salto assume anche un significato politico: in una società che ha normalizzato la violenza di genere, scegliere di non restare immobili e rifiutare il ruolo imposto diventa un atto di ribellione. Le tre protagoniste, ciascuna a modo proprio, cercano così di superare i confini delle convenzioni.
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook