Venerdì 09 Ottobre 2026

Politica

Stabilicum, ecco come voteremo alle elezioni del 2027: premio di maggioranza al 42% e ritorno delle preferenze

di Redazione ·

La riforma reintroduce le preferenze, fino a tre, rispettando alternanza di genere. Il capolista resta bloccato

Lo Stabilicum diventa legge e si prepara a sostituire il Rosatellum, l’attuale sistema elettorale misto basato su collegi uninominali e ripartizione proporzionale. La nuova legge introduce un sistema proporzionale con premio di maggioranza per chi raggiunge almeno il 42% dei voti.

La soglia del 42% è il punto centrale della riforma: chi la raggiunge alla Camera e al Senato ottiene un premio pari a 70 deputati e 35 senatori in più, con l’obiettivo di garantire una maggioranza parlamentare. Sono previsti, tuttavia, dei limiti: il numero massimo è fissato a 220 deputati e 113 senatori, per tutelare le maggioranze qualificate necessarie, tra l’altro, per le modifiche costituzionali.

Se nessuna forza politica raggiunge il 42%, non scatta il premio di maggioranza e non è previsto alcun ballottaggio. I seggi vengono assegnati con il sistema proporzionale e la maggioranza dovrà essere costruita in Parlamento.

Restano le soglie di sbarramento: il 3% per i singoli partiti e il 10% per le coalizioni. All’interno di una coalizione è prevista una salvaguardia per il primo partito che non raggiunge la soglia.

La riforma reintroduce inoltre le preferenze. Il capolista resta bloccato, mentre gli elettori potranno esprimere fino a tre preferenze, rispettando l’alternanza di genere.

Prima delle elezioni dovrà essere indicato il candidato alla presidenza del Consiglio, il cui nome, però, non comparirà sulla scheda elettorale. La nomina del presidente del Consiglio resterà infatti una prerogativa del Presidente della Repubblica.

Cambiano anche le regole per il voto dei fuorisede. Gli studenti e i lavoratori che si trovano in una regione diversa da quella di residenza da almeno nove mesi potranno votare nel luogo in cui vivono, presentando un’apposita richiesta. Per chi deve sottoporsi a cure mediche fuori dalla propria regione, il periodo minimo previsto scende a tre mesi.

La maggioranza sostiene che il nuovo sistema possa favorire la stabilità dei governi, mentre le opposizioni contestano la riforma, definendola una «legge truffa».

Per l’entrata in vigore definitiva resta ora necessario il passaggio della firma del Presidente della Repubblica.

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