Tributo
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Gilberto Volpara ·
di Gilberto Volpara ·
Alla scoperta delle radici personali e politiche di Silvia Salis, sindaca di Genova. A svelare il privato della politica più gettonata della scena nazionale è ‘Io’, il format di Telenord che racconta il lato nascosto degli intervistati.
La prima cittadina di Genova parla a cuore aperto nella sala da pranzo a casa di nonna Luciana, assieme a mamma Tamara e in compagnia del piccolo Eugenio: quattro generazioni di famiglia in cui il ruolo femminile risulta predominante.
“C’è una grande nostalgia per la mancanza dei nostri uomini, dolore per la perdita di papà andato via all’inizio della campagna elettorale nonché del nonno. Il primo era profondamente di sinistra, l’altro di destra. Che discussioni. Ma alla base c’era un grande rispetto e tanta stima, quello scambio ha influito sulla mia formazione. Oggi, che siamo rimaste senza di loro, tuttavia, restiamo solide e unite” rivela Silvia Salis.
Confessioni ripensando al passato in famiglia con lo sguardo ben rivolto al futuro. Nonna Luciana ricorda i tempi da operaia alla Pane Angeli, mamma Tamara i decenni da dipendente pubblica vivendo e gli anni felici a Villa Gentile davanti alla pista d’atletica dove la figlia è diventata olimpionica. Il tutto senza dimenticare il legame con la terra umbra delle due donne, cucina compresa: “Gli strangozzi sono il mio piatto” precisa la nonna. La mamma rilancia: “Io sono più brava con le verdure”. La sindaca: “No, mio marito non l’ho conquistato, certo, con una ricetta gastronomica”.
Si va in profondità a casa Salis dove la nonna sembra essere a capo di un fans club di pensionate in favore della prima cittadina: “Alcune si lamentano per la spazzatura. Ma dobbiamo essere noi a dar l’esempio e conferire in modo corretto”.
C’è spazio anche per gli accenti caratteriali: “Io me la tiro? Francamente, non capisco cosa voglia dire. Una donna, comunque, viene giudicata. Se troppo espansiva si dice che sia sguaiata altrimenti diventa altezzosa. Il tema è rimanere quello che si è e svolgere al meglio il proprio lavoro”.
Poi, la riflessione sul divano di nonna vira sui modelli tra politica e sport. A livello globale, Silvia Salis cita Obama. Tina Anselmi, Enrico Berlinguer e Roberta Pinotti sul fronte nazionale, l’ex ministra menzionata anche per aver avviato la sua candidatura a Genova assieme ad Andrea Orlando. Ma in ambito sportivo i nomi non sono scontati: Usain Bolt e l’astista Elena Gadžievna Isinbaeva nonché Roger Federer per il suo stile.
A proposito di emozioni agonistiche, non tralascia i momenti epici della sua Sampdoria e sul nuovo stadio anticipa: “Lo vedrò da sindaca”.
Quando si arriva all’attualità, la sindaca di Genova rimarca senza tentennamenti: “Cosa voterò alle prossime elezioni? Pd”. Poi sul futuro: “Impressionante l’attenzione nazionale su di noi, qualcosa senza precedenti. Ma se ottenessimo risultati come stiamo facendo, pronta al secondo mandato”.
Rispetto a quanto già fatto, la sottolineatura: “Su Amt, un piano epocale senza aver licenziato una persona. Ovvio, non mi ha fatto piacere sia toccato a me mettere uno stop all’utilizzo di società partecipate viste come bancomat”. Errori amministrativi? Potevamo affrontare subito il tema della tassa d’imbarco su cui abbiamo avuto ragione anche a livello giuridico, comunicare meglio il ritocco Imu anche se il dialogo con i proprietari di casa è tornato produttivo lavorando insieme all’argine degli affitti brevi in città“.
Tuttavia, ad ‘Io’, l’aspetto personale resta portante e il pensiero conclusivo è rivolto alla madri del domani: “Quale bivio di vita prenderei in modo differente? Nessuno. Certo, mi sarebbe piaciuto avere prima dei figli. Ma non può essere un rammarico, i bambini si fanno quando è possibile. In un paese contrassegnato dalla scarsa natalità, dopo la mia esperienza personale, raccontata anche nel libro, contraddistinta da difficoltà per avere Eugenio, dico alle coppie di ricorrere alla pratica del congelamento. E dobbiamo metterci in una condizione, come Stato, di garantirlo non a basso costo, gratis”.
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