Alstom lancia Innovation Station negli USA per accelerare l’innovazione nella mobilità ferroviaria
R.S. ·
Transport
di R.S. ·
I porti dell’Adriatico orientale stanno guadagnando terreno rispetto agli scali tirrenici, sostenuti dagli investimenti dei terminalisti, dalle compagnie di navigazione e dalla crescente domanda dei mercati dell’Est Europa. È quanto emerge dall’ultimo Economic Outlook di Fedespedi, che evidenzia in particolare la forte crescita di Koper-Capodistria e Rijeka-Fiume.
Nel primo semestre 2026 gli scali adriatici, italiani ed esteri, hanno movimentato complessivamente 1,855 milioni di Teu, contro gli 1,718 milioni dello stesso periodo del 2025. I porti tirrenici si sono invece attestati a 2,084 milioni di Teu, in lieve calo rispetto ai 2,103 milioni dell’anno precedente.
Tra le performance più significative spicca Rijeka-Fiume, che ha movimentato 380 mila Teu, con una crescita del 35,7%, superando così Trieste, fermo a 367 mila Teu (-4,1%). Anche Koper-Capodistria ha registrato una crescita, raggiungendo 656 mila Teu (+5,2%).
Positivi anche diversi scali italiani dell’Adriatico occidentale: Venezia ha movimentato 264 mila Teu (+4,6%), Ravenna 113 mila (+1,5%) e Ancona 75 mila (+3%).
Nel complesso, i principali porti italiani hanno mantenuto nel primo semestre 2026 una sostanziale stabilità dei traffici, con una variazione del -0,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Sul versante tirrenico hanno registrato cali Genova (-1,5%) e Savona (-8%), mentre sono cresciuti La Spezia (+3,5%), Marina di Carrara (+18,9%) e Civitavecchia (+6,9%).
Il dato conferma il crescente peso dell’Adriatico nella geografia portuale del Mediterraneo, con Fiume e Capodistria sempre più competitivi nei traffici destinati ai mercati dell’Europa centro-orientale.
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