La pensione dell’ex procuratore Zucca: “Legge uguale per tutti? Nel penale i ricchi sono favoriti”  

di Gilberto Volpara

Dialogo tra i vicoli di Genova dove vive da oltre 20 anni chi ha indagato sulle violenze del G8

 

Parole a cuore aperte dell’ex procuratore generale di Genova, Enrico Zucca, tra i vicoli di Genova dove ha scelto di risiedere oltre due decenni fa.

 

Dichiarazioni in libertà di un neo pensionato: “Condizione privilegiata, la mia. I 70 anni sono un limite, ma quando ne sei consapevole, il limite può pure aiutare” dice chi ha seguito in prima persona casi simbolo come il processo Bilancia o il G8.

 

Sul futuro personale, c’è una certezza: “Non farò politica, sono contrario alle porte girevoli. Tuttavia, sarei contrario a immettere un divieto assoluto. Un tempo si diceva che fosse un arricchimento fare politica perché potevi portare la tua visione da professionista in parlamento. Al governo è altra storia. Oggi, comunque è differente e le proporzioni sono forse squilibrate con un centinaio di avvocati e due magistrati presenti tra Camera e Senato”.   

 

Zucca sostiene che nella distanza tra elettori e politica, i sistemi giudiziari non riescano ad attutire le diseguaglianze: “Il sistema penale agevola le classi più abbienti. Non scontare la pena in carcere è più facile per chi ha possibilità economiche. L’uguaglianza delle legge è un principio, un’ispirazione. Talvolta, però, questa diventa sogno e il sogno può trasformarsi in menzogna”.

 

Io ministro? “No, rifiuterei” dice Zucca che aggiunge: “Un ruolo da politici, non da tecnici. Serve visione generale”.

 

E Genova vista da chi la vive in mezzo ai vicoli? “Il tema prioritario resta la sicurezza, la città non sta peggio di altre. Il rimedio non può essere solo la coercizione”.  

 

Infine, il processo che ha garantito la maggiore visibilità all’ex procuratore: il G8. La sintesi: “Quanto successo è qualcosa di eccezionale, siamo riusciti a far superare la narrazione che i responsabili fossero solo alcune mele merce. Non è stato così. Tuttavia, i corpi di polizia sono rimasti impenetrabili. Gli anticorpi andrebbero prodotti all’interno” conclude con amarezza, Enrico Zucca.  

 

 

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