Giovedì 22 Ottobre 2026

Transport

Osservatorio componentistica automotive italiana: 2.110 imprese con 53,5 mld di fatturato e 166mila addetti

di R.P. ·

Osservatorio componentistica automotive italiana: 2.110 imprese con 53,5 mld di fatturato e 166mila addetti

Il saldo della bilancia commerciale è rimasto positivo per 7,36 mld di euro, con un valore dell’export (24,7 mld di euro) a +0,3% sul 2024

Presentati a Palazzo Birago i dati dell’edizione 2026 dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana e sui servizi per la mobilità, indagine realizzata ogni anno dalla Camera di commercio di Torino e da ANFIA (Associazione
Nazionale Filiera Industria Automobilistica).

“Il 2025 ha confermato le difficoltà che la filiera automotive sta affrontando in una fase di profonda trasformazione del settore, segnata dall’instabilità dei mercati, dalle tensioni internazionali, dal rallentamento della domanda e dalle incertezze legate alla transizione: un
panorama che inevitabilmente scoraggia nuovi investimenti e scelte strategiche – spiega Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino. – Il Piemonte mantiene il proprio ruolo strategico come principale polo italiano della componentistica, alla guida di una filiera che, nonostante l’attuale fase complessa, conserva competenze, capacità innovative, vocazione internazionale e competitività”.

“Nel 2025 la componentistica ha risentito del tracollo della produzione nazionale di autoveicoli, a -19,9%, dei cambiamenti di strategia delle Case auto e del rapido ingresso dei Costruttori cinesi in UE – afferma Marco Stella, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica).

Il saldo della bilancia commerciale è rimasto positivo per 7,36 mld di euro, con un valore dell’export (24,7 mld di euro) a +0,3%
sul 2024 e un posizionamento della Cina come secondo Paese di origine delle importazioni (quota: 10%). In fatto di decarbonizzazione, confidiamo che l’UE arrivi presto a garantire una neutralità tecnologica ‘made in Europe’ a salvaguardia della competitività e della capacità
produttiva della filiera automotive europea, messe a rischio da politiche industriali e commerciali aggressive in Paesi terzi”.

Nel 2025 l’economia mondiale ha mostrato una capacità di tenuta superiore alle attese, con una crescita del PIL globale del 3,5%: il progressivo rallentamento dell’inflazione ha favorito il recupero dei redditi reali e l’allentamento delle condizioni finanziarie, mentre il commercio internazionale ha mantenuto una dinamica sostenuta, anche grazie all’anticipazione degli scambi in vista dell’introduzione di nuovi dazi. In questo contesto, nel 2025 la domanda mondiale di autoveicoli ha raggiunto 99,5 milioni di unità, in crescita del 4,6% rispetto
al 2024. Si conferma il progressivo spostamento del baricentro del mercato automobilistico mondiale verso l’Asia, ancora trainato dalla Cina (+9,2%), che rappresenta ormai oltre un terzo della domanda globale, e dall’India (+6,5%). Più contenute le dinamiche in Nord America (+2,1%) e Giappone (+3,2%), mentre l’Europa, allargata ad EFTA e Regno Unito, registra una lieve flessione (-0,7%). Nel complesso, l’area Asia-Pacifico concentra il 51% della domanda mondiale, con oltre 50,7 milioni di autoveicoli venduti.

Le prospettive per il 2026 indicano tuttavia un rallentamento del mercato globale, con vendite attese al di sotto dei 97 milioni di unità (-2,5% rispetto al 2025), principalmente per effetto dell’indebolimento della domanda cinese e delle persistenti tensioni geopolitiche e commerciali. In Italia, il mercato degli autoveicoli ha chiuso il 2025 a 1,75 milioni di unità (-2,6%), un livello ancora inferiore del 18,1% rispetto al 2019. Per il 2026, ANFIA prevede una ripresa delle immatricolazioni, che dovrebbero raggiungere 1,89 milioni di unità
(+8,3%).
Sul fronte produttivo nel 2025 la produzione mondiale di autoveicoli ha superato i 96 milioni di unità (+3,2% rispetto al 2024), sostenuta soprattutto dall’espansione dell’industria cinese. Con 34,8 milioni di veicoli prodotti, la Cina concentra il 36,2% della produzione globale, consolidando ulteriormente la propria leadership (+10,2%). In crescita anche il Giappone (+2,1%), mentre arretrano il Nord America (-3,6%) e l’area UE-EFTA-UK (-1,4%). Per il 2026 si prevede una contrazione dei volumi mondiali a 93,2 milioni di unità (-3%): i lievi incrementi produttivi attesi in Europa, Giappone e India non saranno sufficienti a compensare le flessioni previste in Cina e Nord America.

L’industria automotive italiana nel 2025 ha registrato un’ulteriore contrazione della produzione domestica, scesa a circa 473 mila autoveicoli (-19,9%). Per il 2026, le stime ANFIA indicano un possibile recupero a oltre 520 mila unità (+11,2%), pur su livelli ancora significativamente inferiori a quelli degli anni precedenti.

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