Sentenza
Naufragio 'Al Salam Boccaccio 98', Rina condannato a pagare 60 milioni alle famiglie delle 1.071 vittime. Società: "Disaccordo col verdetto"
R.S. ·
di R.C. ·
Gli ultrasessantacinquenni sono passati da 56 mila nel 1881 a oltre 441 mila nel 2024, mentre i ragazzi sotto i 15 anni sono scesi da 281 mila a 156 mila
La Liguria è la regione italiana con uno dei più marcati squilibri demografici tra giovani e anziani. Nel 2024 si contano 283 persone con almeno 65 anni ogni 100 giovani sotto i 15 anni, contro una media nazionale di 208. Un dato record che racconta la portata dell'invecchiamento della popolazione ligure, profondamente cambiata rispetto alla fine dell'Ottocento, quando si registravano appena 20 over 65 ogni 100 giovani.
A rilevarlo è l'Istat nel rapporto Storie di dati - Le trasformazioni delle regioni italiane, che ricostruisce l'evoluzione demografica del Paese e delle sue regioni attraverso oltre un secolo e mezzo di dati.
I numeri evidenziano una trasformazione radicale. Nel 1881 gli ultrasessantacinquenni residenti in Liguria erano 56.559, mentre nel 2024 sono saliti a 441.036. Nello stesso periodo, la popolazione sotto i 15 anni è passata da 281.291 a 155.675 unità, riducendosi quasi della metà.
Secondo l'Istat, l'invecchiamento particolarmente pronunciato della regione è il risultato di due fenomeni concomitanti: la diminuzione della propensione ad avere figli e l'aumento della sopravvivenza. La speranza di vita alla nascita è infatti cresciuta di oltre 11 anni tra il 1974 e il 2025, raggiungendo gli 83,7 anni, in linea con la media nazionale.
Anche l'andamento complessivo della popolazione ligure racconta un cambiamento significativo. Dai circa 829 mila residenti censiti nel 1861, la regione ha registrato una crescita progressiva fino a superare 1,85 milioni di abitanti nel 1971, anno del massimo storico.
Da quel momento è iniziata una fase di declino, che ha portato la popolazione a poco più di 1,5 milioni di residenti nel 2024. Fino ai primi anni Settanta, la crescita ligure era stata più sostenuta rispetto alla media italiana, grazie soprattutto alle migrazioni interne legate allo sviluppo industriale e portuale.
Il quadro è cambiato nei decenni successivi. Già dagli anni Ottanta la popolazione residente ha cominciato a diminuire, mentre l'invecchiamento ha accelerato il proprio ritmo. La componente naturale, cioè la differenza tra nascite e decessi, è diventata negativa con circa 25 anni di anticipo rispetto alla tendenza nazionale.
A questo si è aggiunta la riduzione dei flussi migratori interni, influenzata anche dalle difficoltà dell'economia regionale.
Negli anni più recenti, l'immigrazione, soprattutto dall'estero, ha contribuito ad attenuare il declino demografico, senza però invertire la tendenza di lungo periodo.
La Liguria si trova così ad affrontare una doppia sfida: una popolazione complessivamente in diminuzione e un rapporto sempre più squilibrato tra generazioni. L'aumento degli anziani e la contrazione dei giovani pongono interrogativi sul futuro del mercato del lavoro, sulla sostenibilità dei servizi sociosanitari e assistenziali e sulla capacità del territorio di trattenere e attrarre nuove generazioni.
I dati Istat restituiscono dunque l'immagine di una regione che, dopo decenni di crescita trainata dall'industria e dalle migrazioni interne, è entrata in una fase demografica profondamente diversa. Un cambiamento strutturale che rappresenta una delle principali questioni economiche e sociali per il futuro della Liguria.
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