Imballaggi, nuove regole Ue già in vigore: dal 12 agosto cambiano produzione, riciclo e riuso
di Redazione
Sono già entrate in applicazione, dal 12 agosto 2026, le prime disposizioni del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio, il Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). La normativa introduce un cambio di approccio nella gestione dei rifiuti: non si interviene soltanto sul riciclo, ma già nella fase di progettazione e produzione delle confezioni.
Il tema riguarda una quantità enorme di materiali. Nel 2021 ogni cittadino dell’Unione europea ha prodotto in media 189 chili di rifiuti da imballaggio, il 20% in più rispetto a dieci anni prima. Complessivamente, nello stesso anno, nell’Ue sono state generate 84,3 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio.
Il nuovo regolamento europeo, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue nel gennaio 2025, sostituisce la precedente normativa del 1994. Trattandosi di un regolamento, le disposizioni sono direttamente applicabili negli Stati membri, senza la necessità di un recepimento attraverso specifiche leggi nazionali.
Meno rifiuti entro il 2040
Uno degli obiettivi principali del Ppwr è ridurre la quantità di rifiuti prodotti. Gli Stati membri dovranno diminuire i rifiuti da imballaggio pro capite, prendendo come riferimento i livelli del 2018.
La riduzione prevista è del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040.
La strategia europea non riguarda però soltanto la quantità dei rifiuti. Il regolamento introduce infatti nuovi requisiti sulla riciclabilità degli imballaggi, sull’impiego di materiali riciclati e sulla riduzione dell’utilizzo di materie prime vergini.
Cambia la progettazione degli imballaggi
Una delle principali novità riguarda la fase di progettazione. Gli imballaggi immessi sul mercato dovranno essere riciclabili e rispettare criteri armonizzati per valutare la loro effettiva riciclabilità.
Le aziende dovranno inoltre ridurre, quando possibile, peso e volume delle confezioni, evitando elementi non necessari. Anche etichette, chiusure e componenti realizzati con materiali diversi dovranno essere progettati tenendo conto della possibilità di separazione e del successivo processo di riciclo.
L’obiettivo è quindi intervenire direttamente all’origine, facendo in modo che l’imballaggio sia concepito fin dall’inizio per avere un impatto ambientale più contenuto.
Più materiale riciclato e restrizioni sui Pfas
Il Ppwr stabilisce inoltre percentuali minime di plastica riciclata post-consumo, che varieranno in funzione della tipologia di imballaggio.
Particolare attenzione viene riservata anche alle sostanze considerate pericolose o problematiche. Tra queste rientrano i Pfas, per i quali il nuovo regolamento introduce limiti specifici, soprattutto negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti.
Le nuove regole potrebbero avere conseguenze anche sulle confezioni multistrato difficili da separare, soprattutto quando la loro composizione non consente un riciclo efficace o non rispetta i nuovi requisiti chimici.
Stop ad alcuni imballaggi monouso
Il regolamento interviene anche sulle modalità di utilizzo delle confezioni, prevedendo il divieto di alcune categorie di imballaggi monouso.
Tra gli esempi figurano determinate piccole confezioni utilizzate per salse, zucchero e detergenti, oltre ad alcune confezioni monouso per frutta e verdura.
Parallelamente, l'Unione europea punta a favorire sistemi di riutilizzo, ricarica e refill, introducendo obiettivi specifici per comparti come ristorazione, distribuzione e logistica.
Sono previste anche limitazioni allo spazio vuoto negli imballaggi multipli, nelle confezioni utilizzate per il trasporto e negli imballaggi destinati all’e-commerce.
Etichette uniformi in tutta Europa
Tra le novità c’è anche l’introduzione progressiva di un sistema di etichettatura armonizzato a livello europeo. Lo scopo è fornire ai consumatori informazioni più chiare sulla composizione dell’imballaggio e sulle modalità corrette di conferimento.
Potranno essere utilizzati anche strumenti digitali, come i QR code, per fornire ulteriori informazioni.
Il nuovo sistema punta inoltre a contrastare il greenwashing, limitando le dichiarazioni ambientali generiche e favorendo indicazioni standardizzate, verificabili e supportate da dati oggettivi.
Le regole già operative dal 12 agosto
Con l’entrata in applicazione del regolamento, dal 12 agosto 2026 sono diventate operative diverse disposizioni di base. Tra queste rientrano i nuovi requisiti relativi all’etichettatura, le restrizioni su alcune sostanze pericolose e sui Pfas negli imballaggi a contatto con gli alimenti, gli obblighi di tracciabilità delle informazioni tecniche e le valutazioni sulla riciclabilità secondo criteri comuni.
Gli imballaggi non conformi ai requisiti previsti non potranno essere immessi sul mercato.
Il 2030 rappresenterà un'altra scadenza fondamentale. Entro quella data l'obiettivo è garantire che tutti gli imballaggi siano riciclabili in modo economicamente sostenibile e raggiungere i livelli minimi di materiale riciclato previsti per gli imballaggi in plastica.
Per carta, cartone, vetro e metalli il regolamento non stabilisce invece percentuali minime obbligatorie di contenuto riciclato, ma introduce requisiti di riciclabilità e misure per favorire prevenzione e riciclo.
Nel 2040 la riduzione dei rifiuti dovrà arrivare al 15%
Dopo il 2030 il percorso proseguirà con obiettivi progressivi. La principale scadenza è fissata al 2040, quando i rifiuti da imballaggio pro capite dovranno essere ridotti del 15% rispetto ai livelli del 2018.
In questa fase assumeranno un ruolo sempre più importante i sistemi di riutilizzo e refill, con quote crescenti differenziate in base ai settori e alle tipologie di imballaggio.
Il nuovo regolamento europeo segna quindi un cambiamento profondo nel modo di affrontare il problema dei rifiuti: non soltanto riciclare meglio, ma produrre meno imballaggi, renderli più facilmente riciclabili e favorirne il riutilizzo. Una trasformazione che coinvolgerà nei prossimi anni aziende, distribuzione e consumatori.
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