La dinamica
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R.C. ·
di R.C. ·
Bruciato un carro armato di cartone davanti a Confindustria. Il presidente del Consiglio regionale condanna e richiama gli organizzatori alle proprie responsabilità
Protesta dai toni forti questa mattina a Genova, dove un gruppo di studenti che partecipavano allo sciopero nazionale della scuola promosso dal movimento Opposizione studentesca d’alternativa (Osa) ha collocato due sagome della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara a testa in giù, accanto ai bidoni della spazzatura, lanciando contro di esse delle uova. La scena, accompagnata dal coro «Il maresciallo Tito ce l’ha insegnato, uccidere il fascista non è reato», richiama quanto accaduto a Benito Mussolini il 29 aprile 1945 a piazzale Loreto, a Milano.
L’episodio si è verificato in via dei Santi Giacomo e Filippo, nelle vicinanze delle sedi della Prefettura di Genova, della Città metropolitana e dell’Ufficio scolastico regionale. La mobilitazione, denominata “No Meloni Day”, è stata organizzata per contestare il decreto Valditara, il caro vita e il caro carburanti, oltre alla riforma degli istituti tecnici e professionali. Tra le rivendicazioni dei manifestanti anche la richiesta di destinare più risorse alla scuola pubblica anziché alla guerra.
Centinaia di studenti sono scesi in piazza con bandiere e striscioni. Davanti alla sede di Confindustria Genova è stato inoltre bruciato un carro armato realizzato in cartone, nell’ambito di una protesta che ha preso di mira le politiche del Governo e le scelte in materia di istruzione e spesa pubblica. Al momento non si registrano particolari tensioni, mentre la manifestazione ha provocato disagi alla circolazione nel centro cittadino.
Sull’accaduto è intervenuto il presidente del Consiglio regionale della Liguria, Stefano Balleari, che ha condannato il gesto e invitato gli organizzatori a prendere le distanze da comportamenti ritenuti intimidatori.
«La libertà di manifestare e di esprimere il proprio dissenso è un principio fondamentale della nostra democrazia, che deve sempre esercitarsi nel rispetto delle persone e delle istituzioni», ha dichiarato Balleari, ricordando come episodi analoghi si siano già verificati in passato, dall’occupazione del Rettorato dell’Università ai fatti del 4 aprile 2025 in piazza Corvetto, quando immagini di rappresentanti del Governo erano state utilizzate come bersagli (nella foto).
Per il presidente dell’assemblea legislativa ligure, gli organizzatori delle manifestazioni, a partire dai collettivi studenteschi coinvolti, hanno «una precisa responsabilità nel promuovere un confronto civile e nel prendere le distanze da comportamenti intimidatori».
«Non basta rivendicare il diritto di manifestare: occorre esercitarlo nel rispetto delle regole democratiche. La condanna di ogni forma di violenza deve essere unanime, indipendentemente dalle appartenenze politiche», ha concluso Balleari.
Dichiarazioni di Marco Bucci - "Il diritto a manifestare deve sempre essere garantito a chiunque, così come il diritto e il dovere dei ragazzi a impegnarsi per costruire una società migliore. Detto questo, la protesta degli studenti oggi a Genova ha trasceso quel limite. Ho provato profonda amarezza ad apprendere che sono stati portati in piazza manichini e immagini di figure istituzionali come il premier Giorgia Meloni e il ministro Giuseppe Valditara, usati come bersaglio e mostrati a testa in giù. Anche i cori inneggianti al maresciallo Tito non rendono merito principalmente a un'istituzione come la scuola che ha tra i compiti prioritari quello di insegnare la storia e le tragedie che hanno coinvolto il popolo italiano. Il rispetto per le istituzioni e per momenti drammatici del passato del nostro Paese deve essere un valore non negoziabile". Lo dichiara il presidente della Regione Liguria Marco Bucci in merito alla manifestazione studentesca di oggi a Genova.
Foscolo, Garibaldi e Biasi (Lega Regione) - “La premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara a testa in giù. Ma anche slogan inneggianti al ‘macellaio’ Tito, responsabile con i suoi partigiani comunisti del genocidio degli italiani in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia, sventolando però le bandiere Pro-Pal per ricordare il sedicente ‘genocidio’ dei palestinesi. Una mattinata di odio e violenza in piazza, quella registrata stamane a Genova, che non è stata soltanto un attacco alla democrazia. E’ l’odio che spesso viene fomentato da chi non condanna questo tipo di atti inaccettabili e pericolosi. Perché manifestare è un diritto sacrosanto, ma travalicare i limiti e usare la violenza, in gesti e parole, non è mai un diritto. Stigmatizziamo atti e comportamenti di taluni studenti genovesi in piazza perché sono pericolosi e diseducativi. Esprimiamo massima solidarietà e sostegno alla premier Meloni e al ministro Valditara. Ma ci chiediamo, inoltre, perché il Pd e il sindaco di Genova Silvia Salis non condannano mai odio e violenze e usano sempre due pesi e due misure?”. Lo hanno dichiarato i consiglieri regionali della Lega Sara Foscolo, Sandro Garibaldi e Armando Biasi.
Bordilli e Bevilacqua (Lega Comune) - «Manifestare è un diritto, ma quanto visto oggi a Genova, con il lancio di uova contro le immagini di Giorgia Meloni e del ministro Valditara, dimostra come una protesta studentesca possa trasformarsi nell’ennesima occasione di propaganda contro il Governo. Ci chiediamo quanti ragazzi conoscano davvero i contenuti del decreto Scuola che contestano, comprese le risorse stanziate per il personale, le famiglie e il contrasto alla dispersione scolastica. La piazza è un luogo di democrazia, non un terreno sul quale alimentare tensioni. Ci auguriamo che nessuno stia soffiando sul fuoco per trasformare il dissenso in conflitto, riportando il Paese a un clima che ricorda gli anni più bui della nostra storia. La scuola deve insegnare a pensare, non a ripetere slogan. Servono responsabilità, lucidità e rispetto delle istituzioni, non nuove contrapposizioni ideologiche», dichiarano i consiglieri comunali della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua.
Bianchi, Gandolfo e Vacalebre (FDI) - “La manifestazione studentesca di oggi contro Governo, Presidente del Consiglio e Ministro dell’Istruzione ha mostrato una radicalizzazione che supera il normale dissenso. A Genova si è visto un corteo senza la bandiera italiana, mentre comparivano bandiere palestinesi e simboli di schieramento politico: un segnale di contrapposizione identitaria. Ancora più grave è l’esposizione di sagome del Presidente del Consiglio e del Ministro dell’Istruzione a testa in giù, accompagnate da slogan violenti e richiami espliciti a episodi drammatici della storia italiana. Gesti del genere non appartengono alla dialettica democratica: sono intimidazioni politiche che non possono essere normalizzate. Preoccupa inoltre che slogan riconducibili a un estremismo di sinistra trovino spazio tra gli studenti, trasformando luoghi di formazione in ambienti di pressione ideologica. È legittimo interrogarsi su come certe dinamiche riescano a radicarsi, anche alla luce delle notizie circolate in passato su forme di incentivazione economica legate ad alcune mobilitazioni. La scuola deve restare un presidio di crescita, non un terreno di condizionamento. Fratelli d’Italia difenderà sempre i valori della nostra comunità, della democrazia e delle istituzioni repubblicane senza arretrare di un passo” così Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale unitamente ai consiglieri Nicholas Gandolfo e Valeriano Vacalebre.
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