Impatto
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F. Ser ·
di R.S. ·
Alle 18, nell'atrio del museo, la deposizione di un mazzo di fiori e un minuto di silenzio per ricordare il giovane operaio albanese morto nel crollo del 2003
Genova si prepara a ricordare Albert Kolgjegja, il giovane lavoratore albanese che perse la vita nel tragico crollo dell'ala Est del Galata Museo del Mare, avvenuto l'8 novembre 2003, quando la struttura era ancora in fase di costruzione. Oggi, 8 novembre 2026, ricorre il ventitreesimo anniversario di quella tragedia, che provocò anche il ferimento di cinque operai.
In quella mattina fredda e piovosa, il crollo trasformò un normale giorno di lavoro in una tragedia. Il corpo di Kolgjegja fu recuperato dai Vigili del Fuoco soltanto nella notte successiva, lasciando una ferita profonda nella memoria della città e di quanti vissero quei momenti.
Come ogni anno, il Comune di Genova, l'Istituzione Mu.MA – Musei del Mare e delle Migrazioni, il Consolato dell'Albania in Liguria, la Fondazione Promotori Musei del Mare, Socio Culturale, il Consorzio Nazionale Servizi CNS e tutto il personale del museo si uniranno nel ricordo della vittima, rinnovando la propria vicinanza alla famiglia e alla comunità albanese.
La commemorazione si svolge alle ore 18 nell'atrio del Galata Museo del Mare. Saranno presenti la direttrice del Mu.MA e del Galata Museo del Mare Elena Putti, il presidente del Mu.MA Marco Ansaldo, il presidente della Fondazione Promotori Musei del Mare Maurizio Daccà, l'assessore comunale al Welfare, Servizi Sociali, Famiglie, Terza Età e Disabilità Cristina Lodi e il console onorario dell'Albania in Liguria Giuseppe Durazzo.
I rappresentanti delle istituzioni deporranno un mazzo di fiori sotto la targa dedicata ad Albert Kolgjegja. Seguirà un minuto di silenzio in memoria della vittima e per rinnovare l'impegno collettivo nella prevenzione degli incidenti sul lavoro.
Saranno presenti anche i familiari di Albert e i membri della comunità albanese di Genova.
A distanza di ventitré anni, quella tragedia resta una pagina dolorosa nella storia del museo, ma anche un richiamo alla responsabilità e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Una ferita che non può essere dimenticata, soprattutto davanti a una piaga che continua a colpire lavoratori italiani e stranieri, spesso impegnati nella ricerca di un futuro migliore.
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