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di R.P. ·
Il mercato di Campagna Amica rischia di lasciare la sua storica collocazione. Coldiretti chiede di non disperdere quindici anni di lavoro
Il futuro del mercato di Campagna Amica in piazza Matteotti e, più in generale, l'utilizzo delle piazze storiche di Genova per mercati, fiere e manifestazioni finiscono al centro del dibattito cittadino. Una questione che ha coinvolto direttamente Coldiretti Genova e l'Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Silvia Salis, ma che ha acceso anche lo scontro politico in Consiglio comunale tra la Lega e la giunta.
Nella giornata odierna si è svolto l'incontro tra i vertici di Coldiretti Genova, il presidente Luca Dalpian e il direttore Andrea Branda, la sindaca Silvia Salis e l'assessora al Commercio Tiziana Beghin. Sul tavolo la presentazione delle attività dell'organizzazione sul territorio, le prospettive dell'agricoltura e della pesca genovesi e soprattutto la permanenza del mercato di Campagna Amica nella sua attuale collocazione.
La posizione dell'Amministrazione, sul punto, è stata chiara: il Comune intende attenersi alle indicazioni della Soprintendenza per tutelare il valore storico, monumentale e architettonico di piazza Matteotti, escludendo il mantenimento delle manifestazioni ricorrenti nell'attuale configurazione. Una prospettiva che Coldiretti non condivide, sottolineando come la presenza del mercato contadino e la salvaguardia della piazza non debbano necessariamente essere considerate incompatibili.
Coldiretti: «Non disperdiamo quindici anni di lavoro»
L'organizzazione agricola chiede di individuare rapidamente una soluzione che non penalizzi le aziende coinvolte e i cittadini che negli anni hanno riconosciuto nel mercato un appuntamento settimanale e un punto di riferimento per l'acquisto di prodotti locali.
«Per le nostre aziende il mercato non è semplicemente un appuntamento settimanale o uno spazio in cui collocare dei banchi. È un'attività economica, un canale di vendita diretta che negli anni ha permesso di costruire un rapporto di fiducia con i cittadini e una clientela affezionata», ha dichiarato il presidente Luca Dalpian.
«Ma è anche un servizio alla comunità: significa offrire alle persone la possibilità di acquistare prodotti freschi, locali e di stagione e compiere scelte alimentari più consapevoli. Spostarlo significa mettere in gioco un patrimonio di relazioni e di lavoro che non può essere disperso».
Per Coldiretti, infatti, non è in discussione soltanto lo spazio a disposizione delle aziende agricole, ma il valore sociale ed economico di un presidio che porta le produzioni dell'entroterra nel cuore della città, rafforzando il legame tra Genova e il territorio circostante.
Nel corso del confronto è stata inoltre manifestata la disponibilità a collaborare con il Comune per promuovere e dare maggiore visibilità al mercato e alle aziende partecipanti. Una proposta accolta favorevolmente dall'Amministrazione.
Il direttore Andrea Branda ha ribadito l'importanza di rafforzare il rapporto tra città e campagna, valorizzando le imprese agricole, la pesca e le produzioni locali anche attraverso nuove forme di collaborazione con Palazzo Tursi.
Lo scontro in Consiglio comunale: la Lega attacca, Beghin replica
La questione è approdata anche in Consiglio comunale, dove la capogruppo della Lega Paola Bordilli ha presentato un'interrogazione a risposta immediata all'assessora Tiziana Beghin per chiedere chiarimenti sulle intenzioni della giunta in merito all'utilizzo delle piazze di pregio, tra cui Matteotti, De Ferrari e Caricamento.
Al centro delle contestazioni ci sono le nuove disposizioni per preservare la percezione urbanistica e architettonica di questi spazi, anche attraverso l'installazione di cordoli e dissuasori per impedire la sosta selvaggia davanti alla scalinata di Palazzo Ducale e il possibile trasferimento di diverse manifestazioni.
Bordilli ha contestato in particolare il rischio che a essere coinvolte siano anche iniziative storiche, come il mercatino di Coldiretti e la fiera dell'antiquariato, organizzata una domenica al mese. La capogruppo leghista ha inoltre lamentato, citando indiscrezioni di stampa, la mancanza di un reale confronto preventivo con le associazioni di categoria e i soggetti interessati.
Di diverso avviso l'assessora Beghin, che ha richiamato la delibera contenente le linee guida dell'Amministrazione, assicurando che le decisioni adottate sono state condivise con le associazioni di categoria. Resta tuttavia da chiarire quali manifestazioni potranno continuare a svolgersi nelle piazze monumentali e quali dovranno invece trovare una sede alternativa.
Tra le possibili collocazioni sono stati indicati, in linea teorica, i giardini di Brignole, Piccapietra e la Darsena. Secondo quanto emerso nel dibattito, potrebbero invece essere confermati i mercatini di Natale in piazza Matteotti anche per il 2026 e il Mercatale di CNA in piazza De Ferrari.
Bordilli ha sollevato anche il tema della Festa dell'Unità a Caricamento, chiedendosi ironicamente come potrà essere organizzata il prossimo settembre alla luce dei nuovi indirizzi. Beghin ha ribadito la linea della giunta: «La nostra volontà è mantenere inalterata la prospettiva delle piazze di pregio».
Un confronto ancora aperto sul futuro delle piazze genovesi
Il nodo resta dunque quello di trovare un equilibrio tra la tutela del patrimonio storico e monumentale della città e la continuità delle attività economiche, commerciali e associative che animano il centro di Genova.
Da una parte Coldiretti chiede di salvaguardare il lavoro costruito in quindici anni con il mercato di Campagna Amica; dall'altra l'Amministrazione Salis rivendica la necessità di rispettare le indicazioni della Soprintendenza e preservare l'identità architettonica delle piazze.
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