Il progetto
Nuovo Gaslini, l'11 novembre completamento strutturale del Padiglione Zero
m.m. ·
di R.S. ·
Infantino (FP Cgil) e Vannucci (Uil FP) "Non intendiamo attendere un grave evento avverso per vedere riconosciuta l'insostenibilità di questa situazione"
Dopo la denuncia formale di FP CGIL e UIL FPL, la protesta al Pronto Soccorso dell'E.O. Ospedali Galliera arriva a un punto di svolta: gli infermieri del reparto hanno depositato una richiesta collettiva di trasferimento verso altre unità operative. Nella lettera, indirizzata alle Direzioni Generale, Sanitaria e delle Professioni Sanitarie, gli operatori dichiarano di non essere più disposti a "considerare normale ciò che normale non è".
Il reparto - sottolineano i sindacalisti - è allo stremo. Il sovraccarico fisico, cognitivo ed emotivo aumenta il rischio di ritardi, omissioni ed errori clinici, tanto che gli infermieri si trovano a dover scegliere, a ogni turno, quali priorità assistenziali rinviare. Il Pronto Soccorso lavora stabilmente con 6 infermieri per turno, una dotazione dimezzata rispetto agli altri presidi cittadini a parità di accessi, e viene costantemente superato il limite di 84 persone tra operatori e degenti fissato dalla SCIA aziendale, in violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. La carenza di posti letto nei reparti prolunga il boarding e immobilizza i mezzi del 118 sul territorio. A ciò si aggiungono la chiusura del servizio "See & Treat" per le basse complessità, l'esclusione del personale dall'armonizzazione stipendiale promessa e il crescente numero di aggressioni fisiche e verbali da parte di un'utenza esasperata.
"Non intendiamo attendere che si verifichi un grave evento avverso per vedere riconosciuta l'insostenibilità di questa situazione", dichiarano Luca Infantino Segretario generale FP CGIL Genova e Marco Vannucci Segretario generale UIL FP Genova - chiediamo alla Direzione un incontro urgente e un riscontro scritto immediato. Le richieste sono l'adeguamento del personale con il ripristino delle dotazioni organiche minime, misure concrete contro il sovraffollamento e la permanenza prolungata dei pazienti in attesa di ricovero, e un protocollo sulla catena di comando che individui chiaramente chi autorizza le deroghe al piano di evacuazione e il superamento dei limiti di affollamento, sollevando i sanitari da responsabilità penali e civili che non competono loro”.
I sindacati avvertono che, in assenza di contromisure immediate, saranno attivate tutte le vie di tutela e valutate azioni di protesta consentite dalla legge.
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