La sorpresa
Benvenuti in Liguria a Montegrosso Pian Latte: 110 abitanti e la resistenza della gente di montagna
Redazione ·
di Luca Pandimiglio ·
"L’azienda è parte integrante della città, ne fa parte delle caratteristiche ed è molto sostenuta dalla città" ha dichiarato Piantedosi
GENOVA – Tutelare il sito genovese dell’ex Ilva mentre si lavora a una soluzione complessiva per la filiera siderurgica italiana. È la posizione espressa dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Genova, dove ha incontrato gli operatori del settore e raccolto le loro istanze.
«L’azienda è parte integrante della città, ne fa parte delle caratteristiche ed è molto sostenuta dalla città», ha dichiarato Piantedosi, sottolineando la specificità del legame tra lo stabilimento e il territorio.
L’obiettivo è garantire la continuità dell’attività genovese anche nell’ambito di una vertenza più ampia, che riguarda il futuro dell’acciaio in Italia. «Siamo interessati al salvataggio complessivo della filiera, ma intanto cercheremo di non penalizzare la città», ha assicurato il ministro.
Le richieste degli operatori incontrati sono state raccolte in un documento che sarà trasmesso ai colleghi di governo, per portare all’attenzione dell’esecutivo le preoccupazioni e le aspettative del territorio.
La crisi dell’ex Ilva preoccupa anche per le possibili conseguenze sul piano occupazionale e sociale. «Si parla di posti di lavoro e di un’attività economica importante, che ha segnato la storia del nostro Paese», ha osservato Piantedosi, richiamando l’attenzione sulle ricadute per migliaia di lavoratori e famiglie.
Il governo, ha aggiunto, segue con particolare attenzione la vicenda e non intende lasciare che siano soltanto le dinamiche del mercato a determinarne l’esito. Piantedosi ha infine evidenziato l’impegno della presidente del Consiglio e dell’esecutivo, esprimendo fiducia nella possibilità di arrivare «a qualcosa di positivo» in tempi brevi.
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