Energia dal mare e autonomia strategica: dai giovani imprenditori il progetto per un parco energetico del mar Ligure
di Redazione
GENOVA - Trasformare il Mar Ligure in una piattaforma strategica per l’autonomia energetica del Paese, facendo leva sulle competenze industriali, marittime e scientifiche del territorio. È la visione al centro del “Parco energetico del Mar Ligure”, il progetto presentato oggi dai Giovani Imprenditori di Confindustria nell’ambito della tappa territoriale genovese di CONFRONTI.
L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con l’Università di Genova, prefigura una piattaforma offshore collocata a circa 50-60 chilometri dalla costa e capace di integrare diverse tecnologie: solare, eolico, moto ondoso e, in prospettiva, piccoli reattori modulari di nuova generazione. Accanto alla produzione continua di energia elettrica e termica e ai sistemi di accumulo, il concept comprende una funzione di ricerca e monitoraggio del mare e la possibilità di favorire nuovi habitat artificiali. Una proposta di lungo periodo, ancora da sottoporre alle necessarie valutazioni tecniche, ambientali, economiche e autorizzative, che punta a convertire un vincolo geografico in un vantaggio competitivo.
«Se in Italia si aprirà una nuova stagione dell’innovazione energetica, Genova ha tutte le competenze per esserne ambasciatrice», ha affermato Fabiano Gollo, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Liguria. «Il progetto nasce dalla volontà di pensare in grande e di mettere in rete la leadership ligure nell’economia del mare con una filiera della ricerca e dell’industria energetica di assoluto rilievo».
La base scientifica della proposta è stata illustrata da Guglielmo Lomonaco, professore associato di Impianti nucleari dell’Università di Genova. L’isola energetica consentirebbe di combinare fonti programmabili e non programmabili, produzione elettrica e termica e sistemi di accumulo. Particolare attenzione è riservata alla sicurezza passiva dei futuri Small Modular Reactors e all’impiego dell’ambiente marino come risorsa per il raffreddamento. «L’obiettivo è integrare tecnologie mature e soluzioni che guardano al 2040-2050 in un sistema a emissioni operative prossime allo zero, capace di produrre energia in modo continuo e sostenibile», ha spiegato Lomonaco, richiamando il patrimonio di competenze presente a Genova nei settori navale, nucleare e dell’ingegneria avanzata.
Il confronto, moderato da Pietro Straccia, expert panel per lo Sviluppo dei territori, ha collegato il progetto alle principali variabili della competitività: costo e sicurezza degli approvvigionamenti, crescita della domanda elettrica, transizione dei porti, sviluppo dei data center e dell’intelligenza artificiale, tenuta della manifattura europea.
CONFRONTI | Tappa territoriale di Genova | 2 ottobre 2026
Mario Zanetti, Special Advisor per l’Economia del Mare di Confindustria e CEO di Costa Crociere, ha sottolineato il valore di una proposta “fuori dagli schemi” avanzata dalla componente più giovane del sistema confindustriale. «Il fabbisogno energetico cresce proprio mentre lo scenario geopolitico rende le fonti più scarse e costose. L’elettrificazione delle banchine è un passaggio decisivo, ma pone una domanda altrettanto decisiva: come produciamo l’energia necessaria? Idee come questa hanno il merito di portare nel presente i problemi che determineranno la competitività di domani».
Per Antonio Gozzi, vicepresidente di Confindustria per l’Autonomia strategica europea, il Piano Mattei e la Competitività e presidente di Duferco, la Liguria deve tornare a esprimere grandi progetti per evitare una progressiva marginalizzazione industriale e logistica. «È una proposta entusiasmante e orientata nel verso giusto della storia. I consumi elettrici sono destinati ad aumentare, tra mobilità, industria e intelligenza artificiale: la questione dell’approvvigionamento non può più essere rinviata». Gozzi ha inoltre richiamato la necessità di una politica energetica nazionale, di infrastrutture capaci di superare l’isolamento logistico regionale e di regole europee che accompagnino la decarbonizzazione senza indebolire il sistema manifatturiero.
Dal comparto nautico è emersa una convergenza sulla complementarità tra innovazione energetica, leadership industriale e sostenibilità. Barbara Amerio, CEO di Amer Yachts, ha evidenziato quanto il costo dell’energia incida sulla costruzione delle unità di maggiori dimensioni e ha indicato nella dimensione transfrontaliera con Francia e Principato di Monaco una possibile leva di sviluppo e sperimentazione. «Condividere l’innovazione significa far crescere l’intero settore e difendere il primato italiano», ha osservato, richiamando anche la necessità di nuovi spazi produttivi per la cantieristica.
Carla Demaria, Advisor to the Chairman di Sanlorenzo Yachts, ha ricordato il peso occupazionale e tecnologico della nautica di lusso, che in Italia conta circa 17 mila addetti, e la necessità di superare letture stereotipate del settore. «Il nucleare può essere complementare alle rinnovabili. Se affidiamo ai giovani il futuro del pianeta, dobbiamo dare loro anche la possibilità di contribuire alle scelte sul territorio e sull’industria». Il riferimento alle esperienze di isole energetiche in fase di sviluppo nel Mare del Nord ha rafforzato la prospettiva europea del progetto ligure.
Il dialogo con i deputati liguri Alberto Pandolfo e Matteo Rosso ha esteso l’analisi alle condizioni abilitanti per la crescita regionale: semplificazione dei procedimenti autorizzativi, ricambio generazionale, dimensione d’impresa, infrastrutture fisiche e digitali e raccordo stabile tra territorio e Governo. Pandolfo ha definito essenziale considerare il mare come infrastruttura energetica e ha espresso interesse per un mix capace di valorizzare il know-how regionale. Rosso ha richiamato l’importanza di rafforzare le reti tra imprese, rappresentanti parlamentari e territorio, affinché i progetti innovativi possano trovare interlocuzione e strumenti adeguati a livello nazionale.
«La Liguria può ambire a diventare un hub energetico se saprà trasformare le proprie eccellenze in una strategia condivisa», ha concluso Jacopo Callà, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Genova. «Con questo progetto non presentiamo una soluzione precostituita: apriamo un percorso di fattibilità nel quale industria, Università e istituzioni possano misurarsi con dati, tecnologie e impatti. È questo il contributo che i Giovani Imprenditori vogliono offrire alla crescita del territorio».
La giornata è proseguita con un light lunch al MOG – Mercato Orientale e con le visite al Salone Nautico presso Sanlorenzo Yachts e Amer Yachts, a conferma del legame tra la riflessione strategica e le filiere produttive che fanno di Genova e della Liguria un presidio nazionale dell’economia del mare.
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