Giovedì 08 Ottobre 2026

Economia

Cibo prodotto in laboratorio, Coldiretti Liguria: "Restano interrogativi su salute, ambiente e sostenibilità"

di R.S. ·

Cibo prodotto in laboratorio, Coldiretti Liguria: "Restano interrogativi su salute, ambiente e sostenibilità"

Accanto alla posizione sui cibi prodotti in laboratorio, Coldiretti rilancia anche la propria iniziativa contro gli alimenti ultraformulati

Restano aperti interrogativi sulla sicurezza, le caratteristiche nutrizionali e la sostenibilità ambientale dei cibi prodotti in laboratorio. È quanto sottolinea Coldiretti Liguria, richiamando uno studio realizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, Campus di Piacenza, al quale hanno contribuito oltre dieci scienziati.

Secondo Coldiretti, la ricerca confermerebbe la necessità di ulteriori approfondimenti prima di considerare le produzioni ottenute in laboratorio come un’alternativa consolidata al cibo proveniente dalle filiere agricole e zootecniche tradizionali.

L’organizzazione agricola torna così a ribadire la propria posizione sui cosiddetti cibi da colture cellulari, contestando anche la narrazione secondo cui queste produzioni sarebbero necessariamente più economiche, sostenibili e sicure. Coldiretti evidenzia inoltre le difficoltà economiche incontrate da diverse realtà del settore, tra costi elevati, problemi legati alla produzione su scala industriale e startup che hanno dovuto ridimensionare le proprie attività o cercare nuovi sbocchi, anche nel comparto del pet food.

«Avevamo denunciato fin dall’inizio il rischio che dietro la promessa di un’alimentazione più conveniente e sostenibile si nascondessero soprattutto interessi finanziari, con l’obiettivo di mettere in discussione il futuro della zootecnia e delle filiere agroalimentari tradizionali», commentano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.

«La nostra posizione è sempre stata chiara: prima di introdurre sul mercato nuovi alimenti è necessario garantire massima trasparenza, controlli rigorosi e solide evidenze scientifiche sulla sicurezza per i cittadini e sulla reale sostenibilità delle produzioni».

Coldiretti ricorda inoltre il percorso che ha portato nel 2023 all’approvazione della normativa italiana sui prodotti ottenuti da colture cellulari, sottolineando l’impegno dell’organizzazione anche a livello europeo per chiedere trasparenza, controlli e studi clinici e preclinici prima di eventuali autorizzazioni.

Il focus sulla Liguria - «Anche in Liguria – sottolineano Boeri e Rivarossa – difendere il cibo vero significa tutelare il lavoro degli agricoltori e degli allevatori, la biodiversità, le produzioni locali e un modello alimentare fondato sulla qualità e sulla trasparenza».

Per Coldiretti, il patrimonio agroalimentare ligure, composto da produzioni identitarie, piccole aziende, allevamenti e filiere locali, rappresenta un valore economico, ambientale e sociale per i territori. «Non possiamo accettare che questo patrimonio venga messo in secondo piano da modelli produttivi sui quali restano ancora aperti importanti interrogativi», aggiungono.

La battaglia contro gli alimenti ultraformulati - Accanto alla posizione sui cibi prodotti in laboratorio, Coldiretti rilancia anche la propria iniziativa contro gli alimenti ultraformulati, sempre più presenti sulle tavole e nelle mense. L’organizzazione richiama gli studi scientifici che hanno evidenziato possibili associazioni tra un elevato consumo di questi prodotti e alcuni effetti negativi sulla salute, in particolare tra i più giovani.

«La difesa della salute passa anche dalla promozione di un'alimentazione basata su prodotti freschi, stagionali e di qualità, valorizzando il patrimonio della Dieta Mediterranea e il rapporto diretto tra consumatori e agricoltori», concludono Boeri e Rivarossa.

L’attività proseguirà anche in Liguria attraverso la rete di Campagna Amica, i mercati contadini, le iniziative di educazione alimentare e le attività dedicate alla valorizzazione delle produzioni locali. «Difendere la salute dei cittadini significa anche difendere il reddito degli agricoltori, la biodiversità e la possibilità di scegliere consapevolmente ciò che portiamo sulle nostre tavole», concludono i rappresentanti di Coldiretti Liguria.

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