Il programma
Liguria: parte la campagna di vaccinazione antinfluenzale, al via con ultrasessantenni, bambini e fragili
R.P. ·
di Redazione ·
Per due giorni Portofino diventa la capitale della chirurgia del futuro. Il 23 e 24 ottobre, sotto la direzione scientifica del dottor Stefano Cappato, i chirurghi ospedalieri italiani dell'ACOI e i rappresentanti delle istituzioni sanitarie si interrogano sui cambiamenti epocali che stanno trasformando la medicina moderna. Dalle sfide dell'intelligenza artificiale e della robotica avanzata fino alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale, il borgo ligure ospita un confronto strategico tra clinici, scienziati e decisori pubblici. I lavori si articoleranno tra le sessioni scientifiche al Teatrino e gli appuntamenti aperti alla cittadinanza in Piazzetta, tra cui il talk Agorà, i laboratori per i giovani e la diretta tv sulla Global Surgery. L'obiettivo comune è governare l'innovazione tecnologica tutelando l'umanità della cura e garantendo cure tempestive, sicure ed eque a ogni cittadino.
Non un congresso tradizionale, ma un laboratorio sul futuro della chirurgia.
È questo l’obiettivo del Forum ACOI – Portofino, promosso dall'ACOI (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani), la società scientifica che riunisce i chirurghi degli ospedali italiani e che da oltre quarant'anni promuove formazione, ricerca, aggiornamento professionale e sviluppo della chirurgia ospedaliera, con la partnership del COMUNE DI PORTOFINO
Il 23 e 24 ottobre l'iniziativa riunirà a Portofino chirurghi, ricercatori, ingegneri, giuristi, istituzioni, imprese e giovani professionisti per affrontare una domanda che non può più essere rimandata: come cambierà la chirurgia nei prossimi anni e quale sarà il ruolo del chirurgo in un mondo sempre più tecnologico?
Intelligenza artificiale, robotica, realtà aumentata, digital twin, chirurgia data-driven, nuove forme di formazione e simulazione, cybersecurity e medicina globale saranno alcuni dei temi affrontati nel Forum.
Ma la tecnologia non sarà l'unico centro della discussione.
Il futuro della chirurgia sarà infatti affrontato attraverso quattro grandi pilastri: tecnologia, formazione, responsabilità e sostenibilità.
Perché un robot più evoluto non significa necessariamente una chirurgia migliore.
Perché l'intelligenza artificiale non potrà sostituire la responsabilità del medico.
Perché formare il chirurgo del futuro significa prepararlo a lavorare insieme alle macchine senza perdere la capacità di decidere.
E perché nessuna innovazione sarà realmente sostenibile se non sarà sostenibile anche per il paziente, per il professionista e per il sistema sanitario.
Il Forum uscirà dai tradizionali spazi congressuali.
Portofino diventerà per due giorni un vero palcoscenico pubblico sul futuro della medicina, con incontri, dialoghi, dimostrazioni, momenti di divulgazione e confronto aperti anche a chi non appartiene al mondo sanitario.
Nella Piazzetta prenderà forma l'Agorà di Portofino, un format pensato per portare la discussione fuori dalle sale congressuali e avvicinarla alla società.
Per offrire una visione davvero completa e plurale sul futuro della chirurgia e della medicina , il dibattito vedrà il coinvolgimento attivo di filosofi, eticisti, matematici e medici, pronti a dialogare e a condividere prospettive differenti.
HIRURGHI PER UN GIORNO
Attraverso l’iniziativa Chirurghi per un giorno, il Forum offrirà un’opportunità unica a studenti universitari e delle scuole superiori per avvicinarsi direttamente al mondo della medicina e della chirurgia di domani.
I ragazzi saranno coinvolti in simulazioni pratiche e interattive, sperimentando in prima persona l'uso delle moderne tecnologie chirurgiche e dei sistemi avanzati di formazione.
Saranno inoltre organizzati talk e momenti di confronto diretto con esperti chirurghi, pensati per raccontare la professione, le sue sfide umane e tecnologiche e per ispirare le nuove generazioni.
Un momento simbolico del Forum sarà la sessione di Agorà dedicata all’accesso alle cure chirurgiche nei paesi in via di sviluppo, e , che porterà a Portofino voci diverse per affrontare una questione essenziale: il futuro della chirurgia non può essere pensato soltanto nei sistemi sanitari più avanzati.
Innovazione, accesso alle cure, formazione e cooperazione internazionale dovranno procedere insieme.
È questo lo spirito con cui il Forum vuole aprire una discussione che vada oltre i confini della sala operatoria e oltre i confini nazionali.
Il Forum si concluderà con la presentazione di un Manifesto e di un decalogo programmatico per la chirurgia del futuro.
Dieci principi per mettere a fuoco le grandi questioni che la chirurgia dovrà affrontare nei prossimi anni: dall'intelligenza artificiale alla formazione, dalla responsabilità civile e penale alla sostenibilità, dalla gestione dei dati alla relazione tra uomo e tecnologia.
Non una previsione del futuro.
Una discussione su quale futuro vogliamo costruire.
Portofino, per due giorni, diventerà così un luogo in cui la chirurgia incontrerà la tecnologia, la scienza incontrerà la società e l'esperienza del chirurgo incontrerà le generazioni che stanno arrivando.
E se tra dieci anni il chirurgo entrasse in sala operatoria insieme a un'intelligenza artificiale, a un robot e a un “gemello digitale” del paziente?
Non è fantascienza. È una trasformazione già iniziata.
È da questa domanda che nasce il Forum ACOI – Portofino, organizzato dall'Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI), la società scientifica che riunisce i chirurghi degli ospedali italiani e che da oltre quarant'anni promuove formazione, ricerca, aggiornamento professionale e sviluppo della chirurgia ospedaliera.
Il 23 e 24 ottobre, Portofino diventerà così il luogo in cui la comunità chirurgica italiana si confronterà non soltanto sulle tecnologie che stanno entrando nelle sale operatorie, ma soprattutto su chi sarà il chirurgo quando quelle tecnologie saranno diventate parte normale della medicina.
Robotica, intelligenza artificiale, realtà aumentata, digital twin, analisi dei dati, simulazione, cybersecurity e nuove frontiere della formazione saranno alcuni dei temi al centro dell'incontro.
Ma la domanda più importante sarà un'altra:
l Forum nasce con un'ambizione diversa dal tradizionale congresso medico.
Non vuole soltanto presentare le innovazioni che stanno arrivando, ma discuterne le conseguenze.
Perché una macchina più intelligente non significa automaticamente un medico più bravo.
Perché un algoritmo dovrà comunque essere interpretato.
Perché dietro ogni dato continuerà ad esserci un paziente.
E perché, anche quando a decidere sarà un sistema tecnologicamente sofisticato, qualcuno dovrà assumersi la responsabilità della decisione.
Il futuro della chirurgia sarà quindi discusso attorno a quattro grandi questioni: tecnologia, formazione, responsabilità e sostenibilità.
Per due giorni la chirurgia uscirà dalle sale congressuali.
La Piazzetta di Portofino diventerà un'Agorà dedicata al futuro, con incontri e conversazioni capaci di coinvolgere non soltanto medici e specialisti, ma anche cittadini, studenti e giovani.
Ci saranno momenti dedicati all'intelligenza artificiale e alla robotica, alla formazione del chirurgo di domani, alla responsabilità professionale nell'epoca delle macchine intelligenti e alla sostenibilità dei sistemi sanitari.
E ci sarà spazio anche per personaggi e storie lontane dal tradizionale congresso medico, attraverso le “Pillole di futuro – Dialoghi da Portofino”.
Una parte del Forum sarà dedicata alle nuove generazioni.
Studenti universitari e delle scuole potranno avvicinarsi alla chirurgia attraverso esperienze pratiche e momenti di confronto, per capire come una professione antichissima stia entrando in una fase completamente nuova.
Portofino ospiterà inoltre una sessione dedicata alla Global Surgery, perché parlare di futuro significa anche chiedersi chi potrà realmente accedere alla chirurgia del futuro.
Esperienze e prospettive diverse si confronteranno su accesso alle cure, formazione, innovazione e cooperazione internazionale.
DIECI PRINCIPI PER LA CHIRURGIA CHE VERRÀ
Al termine del Forum sarà presentato un Manifesto della chirurgia del futuro, costruito attorno a un decalogo di principi.
Non una profezia e nemmeno un elenco di tecnologie.
Un tentativo di mettere nero su bianco le domande alle quali la chirurgia dovrà rispondere nei prossimi anni:
chi decide quando decide l'intelligenza artificiale?
Chi è responsabile di un errore di un sistema intelligente?
Come si formerà il chirurgo?
Chi controllerà i dati?
E quanto sarà sostenibile la medicina tecnologica?
Sono domande che riguardano i medici, ma anche i pazienti e la società.
Il messaggio che attraverserà il Forum sarà semplice: la tecnologia cambierà profondamente la chirurgia, ma non eliminerà la necessità del chirurgo.
Anzi, potrebbe renderla ancora più complessa.
Il chirurgo del futuro dovrà conoscere la tecnologia, ma anche saperle dire di no. Dovrà saper leggere i dati, ma continuare a leggere il paziente. Dovrà lavorare con le macchine senza diventare una macchina.
Portofino non proverà quindi a raccontare come sarà la chirurgia del futuro.
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