Espansione
Porto di Göteborg: maggiore capacità presso il terminal intermodale Arken
R.P. ·
di R.P. ·
Sul futuro degli investimenti è arrivata la rassicurazione dell’amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana, Aldo Isi
Ammontano a circa 2 miliardi di euro i contratti di lavori sulla rete ferroviaria acquisiti dalle imprese associate Anceferr negli ultimi tre anni che ancora faticano a trasformarsi in cantieri. È l’allarme lanciato oggi dal presidente Vito Miceli all’Assemblea annuale, “Convergenze – Dalla condivisione alla responsabilità del fare”, in corso all’Acquario Romano. L’Associazione nazionale costruttori edili ferroviari riuniti associa oggi 90 imprese, per un valore complessivo della filiera di oltre 6 miliardi di euro. Un titolo, quello scelto per l’Assemblea, che indica anche la strada proposta dall’Associazione per il dopo Pnrr: far convergere imprese, committenti, istituzioni e lavoratori su una programmazione stabile e sulla responsabilità di trasformare investimenti e progetti in opere.
L’Assemblea si è aperta con un momento di cordoglio per il tragico incidente ferroviario avvenuto in Spagna, prima del confronto sul futuro della filiera e sulla fase che si apre dopo la stagione straordinaria del Pnrr.
Secondo le stime dell’Associazione, circa il 30% dei contratti aggiudicati alle imprese associate negli ultimi tre anni non è ancora partito: per metà a causa della mancanza di finanziamenti sugli accordi quadro e per metà per i tempi della progettazione esecutiva. Negli ultimi cinque anni, intanto, il fatturato medio delle imprese associate è cresciuto di circa il 50%, il personale del 30%, mentre gli investimenti hanno superato in media i 3 milioni di euro l’anno per impresa.
“Le nostre aziende hanno investito, assunto e aumentato la propria capacità produttiva per rispondere alla sfida del Pnrr. Ora dobbiamo evitare che questo patrimonio venga disperso- ha sottolineato Miceli -. Dopo il Pnrr deve iniziare una nuova stagione industriale, con continuità degli investimenti, programmazione e tempi certi per l’avvio dei cantieri. E non possiamo permetterci un ritorno alle logiche del massimo ribasso: qualità, competenze, specializzazione e sicurezza devono avere un valore. Competere soltanto sul prezzo significa mettere a rischio gli investimenti e la qualità delle opere. Convergenze significa proprio questo: ruoli e responsabilità diversi che si incontrano su obiettivi comuni e diventano decisioni, programmi e cantieri. Dalla condivisione dobbiamo passare alla responsabilità del fare”.
Sul futuro degli investimenti è arrivata la rassicurazione dell’amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana, Aldo Isi. “Sono stati 15 anni importanti di grande trasformazione: siamo cresciuti insieme e abbiamo creato una realtà industriale a supporto di un’altra grande realtà industriale che è il Gruppo FS. Chiudiamo un’era straordinaria di investimenti, che valgono circa 12 miliardi nel 2026, e stiamo lavorando a un piano industriale che prevede la stessa cifra nel 2027 e nel 2028. Dobbiamo lavorare insieme accettando questa sfida e guardando con fiducia al futuro”. Per Isi, “la priorità dei prossimi anni sarà migliorare la capacità di realizzare le infrastrutture, con una crescente attenzione alla sicurezza del personale, dell’esercizio e delle infrastrutture stesse”.
Ai lavori è giunto anche il messaggio del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, che ha richiamato la necessità di “trasformare le risorse disponibili e i programmi di investimento in opere realizzate, con tempi certi, qualità progettuale, sicurezza nei cantieri e competenze adeguate”. Rixi ha sottolineato il ruolo della filiera rappresentata da Anceferr e l’importanza di un confronto costante con le imprese.
Il filo conduttore delle ‘convergenze’ ha attraversato anche la tavola rotonda dedicata al lavoro, che ha riunito imprese e organizzazioni sindacali sui temi della sicurezza, della formazione e delle competenze. Al centro, anche la difficoltà di attrarre i giovani e reperire le professionalità necessarie a sostenere la crescita della filiera. Da qui la necessità di rilanciare la formazione e rafforzare il rapporto con scuole, istituti tecnici e università, ma anche di raccontare meglio il settore ferroviario, le sue professionalità e le opportunità che offre. Una sfida di attrattività che riguarda l’intera filiera: investire sulle persone e avvicinare una nuova generazione a un comparto sempre più tecnologico, specializzato e strategico per il Paese.
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook