Amazzonia, la deforestazione crolla del 36%: è il livello più basso mai registrato
di Redazione
Le politiche adottate dal governo brasiliano sembrano iniziare a produrre risultati concreti nella lotta alla deforestazione dell’Amazzonia. I dati relativi agli ultimi dodici mesi mostrano infatti un forte calo della superficie di foresta abbattuta, raggiungendo il livello più basso dall’inizio delle rilevazioni.
Nel periodo compreso tra agosto 2025 e luglio 2026 sono stati disboscati circa 2.874 chilometri quadrati di foresta amazzonica. Si tratta di una riduzione del 36% rispetto ai 4.495 chilometri quadrati registrati nei dodici mesi precedenti.
Il monitoraggio attraverso i satelliti
I dati sono stati raccolti attraverso il Deter, il sistema brasiliano per il rilevamento quasi in tempo reale della deforestazione. Il programma utilizza immagini satellitari per individuare le aree interessate dal disboscamento e consentire alle autorità di intervenire con controlli e ispezioni.
Le informazioni del Deter vengono utilizzate anche dall’Ibama, l’agenzia federale brasiliana per la protezione ambientale. Il sistema presenta però alcuni limiti legati alla risoluzione delle immagini satellitari.
Per questo motivo i dati vengono successivamente verificati e integrati attraverso il Prodes, un altro sistema di monitoraggio che fornisce una stima annuale più dettagliata della superficie effettivamente disboscata.
Dal picco del 2022 al forte calo attuale
Il risultato assume particolare rilevanza se confrontato con i dati degli anni precedenti. Nel 2022, ultimo anno della presidenza di Jair Bolsonaro, la superficie disboscata aveva raggiunto 10.278 chilometri quadrati, uno dei livelli più elevati mai registrati.
Da allora la tendenza è cambiata. Secondo il Brazilian Climate Observatory, nei quattro anni del terzo mandato di Luiz Inácio Lula da Silva l’area interessata dagli allarmi di deforestazione ha raggiunto complessivamente 19.642 chilometri quadrati, il 41% in meno rispetto ai 33.400 chilometri quadrati registrati nel periodo 2019-2022.
Una differenza enorme, equivalente a una superficie paragonabile a quella del Belgio.
Lula: «Possiamo azzerare la deforestazione illegale entro il 2030»
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha accolto positivamente i nuovi dati, sottolineando come il mantenimento dell’attuale ritmo possa consentire al Paese di raggiungere uno degli obiettivi principali fissati dal suo governo: azzerare la deforestazione illegale entro il 2030.
Durante la presentazione dei risultati, avvenuta presso l’Istituto nazionale per la ricerca spaziale (Inpe), Lula ha evidenziato l’importanza di mantenere nel tempo le politiche adottate e di garantire le risorse necessarie per continuare i controlli e la tutela della foresta.
Una sfida che riguarda tutto il Sud America
Nonostante i progressi registrati in Brasile, la protezione dell’Amazzonia resta una sfida che va oltre i confini nazionali. La foresta si estende infatti su un territorio che interessa nove Paesi sudamericani.
La sua tutela rappresenta una questione cruciale non soltanto per la biodiversità e gli ecosistemi locali, ma anche per gli equilibri climatici globali. La vegetazione amazzonica svolge infatti un ruolo importante nell’assorbimento dell’anidride carbonica e nella regolazione del clima.
Il forte calo della deforestazione registrato in Brasile rappresenta quindi un segnale positivo, ma il risultato dovrà essere consolidato negli anni e accompagnato da un’azione coordinata tra i diversi Paesi che condividono il territorio della grande foresta tropicale.
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