Domenica 08 Novembre 2026

Transport

Addio a Cesare Vaciago: scompare il manager che ha guidato la trasformazione delle grandi imprese pubbliche

di R.C. ·

Addio a Cesare Vaciago: scompare il manager che ha guidato la trasformazione delle grandi imprese pubbliche

Per lui, il compito di un city manager era chiaro: tradurre le visioni della politica in progetti concreti e scadenze rigorose.

 Si è spento Cesare Vaciago, figura di spicco del management italiano, nato a Torino il 3 ottobre 1946. Laureatosi in ingegneria nucleare al Politecnico nel 1969, aveva avviato la sua carriera l’anno successivo alla Olivetti, dedicandosi alla formazione. Da quel momento, le persone, lo sviluppo delle competenze e l’organizzazione del lavoro sono rimasti il fulcro di tutto il suo percorso professionale. 
Dopo l’esperienza al Censis, era passato all’Isfol (l’istituto per la formazione professionale), assumendone la direzione generale nel 1978. Successivamente erano arrivati gli incarichi nella grande industria: la gestione delle relazioni industriali alla Montedison sotto la guida di Mario Schimberni e la vicepresidenza della Standa. 
Proprio Schimberni, insieme a Lorenzo Necci, è stato uno dei suoi grandi punti di riferimento. Con entrambi aveva condiviso l’esperienza nelle Ferrovie dello Stato, dove era entrato nel 1989 fino a diventare, nel 1993, direttore generale della holding. Erano gli anni cruciali della ristrutturazione e della privatizzazione dell’impresa pubblica, segnati da complessi negoziati sindacali e prepensionamenti. Di recente, in un’intervista rilasciata al nostro settimanale Mobility Magazine, Vaciago aveva difeso con fermezza quel percorso, ribadendo come il cambiamento aziendale potesse e dovesse passare attraverso la concertazione. La sua profonda conoscenza delle relazioni industriali e il rispetto per la controparte gli avevano guadagnato la stima degli stessi sindacati. 
Parallelamente all’impegno nelle Ferrovie, aveva assunto la guida del trasporto pubblico romano durante l’amministrazione del sindaco Francesco Rutelli, ricoprendo la presidenza di Atac e l’amministrazione straordinaria di Cotral. Nel 1997 era poi passato alle Poste, accompagnandole nella delicata transizione verso la società per azioni. 
Il legame con la sua terra si era rinnovato nel 1998, quando il sindaco di Torino Valentino Castellani, suo ex collega al Politecnico, lo aveva scelto come direttore generale del Comune. Per Vaciago era stato un autentico onore servire la propria città, che definiva sempre «ironica, bellissima e un capolavoro». Successivamente era stato confermato nell’incarico da Sergio Chiamparino, con il quale aveva trovato una perfetta sintonia d’intenti. Per lui, il compito di un city manager era chiaro: tradurre le visioni della politica in progetti concreti e scadenze rigorose.
La sua ultima missione era stata dedicata alla scrittura di un libro e all’insegnamento all’Università di Milano-Bicocca, confermando fino all’ultimo la sua storica fiducia nel valore della formazione. 

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