Giovedi, 19 settembre 2019  

Valpolcevera, parte il concorso: caccia a 180 milioni per la rigenerazione

Tursi: "Così ripartiremo dopo il crollo", obiettivo inizio lavori ad aprile 2020. Telenord a Milano per il lancio
2019-04-14T17:20:36+00:00

Un’area di 430mila metri quadrati, costo previsto 180 milioni di euro di cui 12 già pronti per il primo lotto e un obiettivo: aprire i cantieri del nuovo ‘parco del ponte’ ad aprile del 2020. Sono i numeri del concorso internazionale per la rigenerazione del ‘Quadrante Valpolcevera’, l’area intorno al ponte Morandi dove sorgerà il nuovo viadotto, presentato a Milano in diretta su Telenord nell’ambito del Fuorisalone e promosso dall’ordine degli architetti. Il bando sarà pubblicato il 30 aprile e la selezione sarà articolata in due fasi in modo da appaltare i lavori nei primi mesi dell’anno prossimo.

IL PROGETTO

Le linee guida prevedono la realizzazione di una piazza e di un memoriale delle 43 vittime al posto degli edifici abbattuti – una sorta di Ground Zero genovese –, un parco che comprende anche parte del versante della collina a levante, la riqualificazione di via Fillak, passerelle ciclabili e pedonali e servizi sportivi. Il progetto completo, da attuare in una fase successiva, arriva alla sponda opposta con la creazione di una ‘green factory’, un distretto di imprese hi-tech ed ecosostenibili al posto dei capannoni attualmente in zona rossa. “Vogliamo che diventi un esempio di rigenerazione per tutta l’Italia”, ha commentato il presidente dell’ordine degli architetti, Giuseppe Cappochin.

Questo progetto farà ripartire la zona di Genova colpita dal crollo. Sono sei mesi che lavoriamo insieme a tutti soggetti interessati per elaborare il progetto preliminare che determinerà le linee guida di questo concorso. Precisiamo che non è un concorso di idee, quindi il progetto si farà. È un progetto vero”, ha commentato l’assessore all’urbanistica del Comune di Genova, Simonetta Cenci.

I COSTI

Il costo stimato per l’intero progetto è di 180 milioni di euro, al momento quasi tutti da reperire. Tursi ha già trovato poco meno di 1 milione per la progettazione e circa 12 milioni per i primi interventi. “Adesso abbiamo il budget per fare il concorso di progettazione e il primo lotto. Vedremo poi a seconda di come andranno le tempistiche della gara. L’importante è che si parta con la rigenerazione appena finiranno i lavori del nuovo ponte”, spiega l’assessore Cenci.

“Le coperture? Dovete chiederlo al Comune di Genova”, risponde il viceministro Edoardo Rixi. “Nel decreto abbiamo già stanziato 2 miliardi. Questo è un punto di partenza importante, ma è chiaro che ci vorranno fondi pubblici e privati. Spetterà all’amministrazione comunale decidere quanto spazio sarà destinato al verde, quanto alle attività produttive e quanto al residenziale”. Plausibile partire nel 2020? “Credo di sì, spero non ci sia nessuno che blocchi il ponte. Finora siamo riusciti a risolvere tutti i problemi legati alle deroghe, speriamo di mantenere questo trend”.

I TEMPI

Il bando per il ‘Masterplan’ – questo il nome tecnico del progetto – si aprirà il 30 aprile con le manifestazioni di interesse. La prima fase si chiuderà il 10 giugno, data entro una super giuria di esperti individuerà le prime sei proposte. I finalisti avranno accesso alla seconda fase e dovranno redigere il masterplan e lo studio di fattibilità tecnico-economico. Il 16 settembre sarà indicato il gruppo vincitore, in modo da arrivare entro il 17 febbraio a consegnare il progetto esecutivo del primo lotto per poter appaltare le opere entro i primi mesi del 2020.

IL DIALOGO COL TERRITORIO

“Non succederà come il Blue Print perché stavolta coinvolgeremo prima tutti gli attori interessati”, ribadiscono gli architetti genovesi. Le linee guida infatti impongono che il vincitore del concorso, nei tre mesi previsti per la progettazione delle opere da appaltare, istituisca due laboratori di lavoro, in collaborazione con gli abitanti del quartiere e il Comitato Parenti Vittime di Ponte Morandi. “Tutti i soggetti del territorio potranno interfacciarsi direttamente coi progettisti”, ha ribadito l’assessore Cenci.

“Lo abbiamo chiamato il parco del ponte, ma non dobbiamo immaginarlo come sarebbe a Londra, Parigi o New York – ha detto Anna Iole Corsi, direttrice dello Urban Lab di Genova – perché avrà le caratteristiche tipiche del territorio ligure. Non sarà uniforme, ma metterà insieme paesaggi diversi. Dovrà servire a connettere spazi che oggi sono separati”.

TELENORD