Sabato, 20 luglio 2019  

Un operatore sanitario su due vittima di violenza fisica o psicologica: proposta di legge per la loro sicurezza

Solo 1200 le aggressioni annue dichiarate. UIL alla raccolta firme per un testo di legge che protegga chi lavora in ospedali e sanità
2019-07-09T16:55:49+00:00

Ci sono 4mila casi all’anno di violenza sui posti di lavoro di cui 1200 riferiti alla parte sanitaria: sono violenze fisiche e aggressioni denunciate da parte di medici, infermieri, operatori OSS a contatto con i pazienti, e riguardano in particolar modo chi lavora nei reparti di pronto soccorso, al SERT, in psichiatria, nei servizi di accoglienza. Non è tutto: il dato ufficiale racconta solo parzialmente la situazione italiana, perché non vi è compresa la violenza psicologica, la minaccia verbale, e qui i numeri salgono. Un operatore su due, secondo i dati raccolti dalla Federazione degli ordini dei medici nazionale, è stato infatti aggredito con minacce non fisiche.

Se ne è parlato a Genova all’ospedale Galliera martedì 9 luglio, nel corso di un incontro organizzato da Uil Fpl: dalla sigla sindacale arriva la proposta di una legge di iniziativa popolare per tutelare tutti i lavoratori dipendenti della pubblica amministrazione che lavorano in sanità. La proposta sta ora raccogliendo le firme: al suo interno si parla della costituzione di un gruppo di lavoro in ogni ente e struttura che tuteli maggiormente i dipendenti, ma anche nuove indennità per i dipendenti a rischio, più personale nelle fasce orarie pomeridiane e notturne, un presidio della polizia negli ospedali.

TELENORD