Domenica, 27 maggio 2018 ore 10:39

Un mare di opportunità/3 – Il “ministro” del Mare c’è già ed ha una medaglia sul Pettorino

2018-05-16T08:11:25+00:00

A riassumere in due parole la vicenda, con la schiettezza che gli è propria, è l’amministratore delegato di Psa, il terminal di Voltri, Gilberto Danesi: “Un ministro del Mare? Ben venga, ma solo se è una persona competente e capace”, aggettivi che già escludono la maggior parte dei candidati e degli autocandidati i cui nomi sono girati in questi giorni.

E da qui, dalle parole di Danesi, parte la nuova tappa della Puntina nel mondo del Mare, salpata con la premessa di Renzo Piano sul Porto come elemento imprescindibile di Genova, con il racconto del ritorno delle navi di Costa crociere sotto la Lanterna e con lo splendido discorso di Giuseppe Bono a Sestri Ponente per il varo della Seabourn, e continuato con il racconto della bandiera bianca, rossa e verde che sventola sulle navi di Costa e di Moby, Tirrenia e Toremar e con la scelta del gruppo Onorato di imbarcare solo marittimi italiani e con le firme “pesanti” e trasversalissime sul patto proposto al Forum del lusso di Porto Cervo dal presidente di Federagenti Yacht Giovanni Gasparini nel corso di “Mediterraneo in bottiglia”, il secondo dei due giorni – con Marco Paifelman nel ruolo del Paolo Sorrentino della situazione, regista visionario –  dedicati agli agenti marittimi che ha visto Gian Enzo Duci rieletto unanimemente presidente nazionale di Federagenti, uno dei pochi genovesi in posizioni associative apicali, insieme a Vincenzo Spera per Assomusica e a Stefano Messina per AssArmatori.

E continueremo nei prossimi giorni parlando di diga foranea e di shopping nello shipping, per poi chiudere il nostro viaggio circolare ancora con Bono e Fincantieri, che – tanto per cambiare – hanno portato a casa nuove commesse.

Ma oggi è il turno del ministero del Mare, suggestione, anche molto positiva, lanciata nelle scorse settimane da Confindustria.

Già nella scorsa legislatura si era parlato dell’ipotesi di un sottosegretariato al Mare, che le categorie interessate avevano pensato di affidare a una genovese, deputata di Scelta Civica e poi di Civici e Innovatori (giuro che esistevano, erano i partiti di Mario Monti e giuro che esisteva anche Mario Monti), che aveva tutte le caratteristiche giuste: giovane, bella, donna, spedizioniera e quindi esponente del settore.

Insomma, Roberta Oliaro.

Però, poi la sventurata rispose alla presidente della Camera Laura Boldrini il giorno in cui, quando si votava la fiducia al governo di Matteo Renzi, le disse: “È iscritta a parlare l’onorevole Oliaro, ne ha facoltà”.

Ma quella performance oratoria non fu particolarmente memorabile, per usare un eufemismo, Roberta – che bella e brava lo è sul serio – lesse il suo fogliettino con un’intonazione non propriamente da Eleonora Duse e Renzi non venne impressionato dalla prestazione. Ergo, nessun sottosegretario al Mare.

Peccato, perchè poi la Oliaro su altre cose ha fatto anche bene, come certificato dal rating di Confartigianato Liguria, da Luca Costi, Giancarlo Grasso e dai loro presidenti provinciali, che l’hanno eletta unanimente “Miss interrogazione”, titolo che vale ancor di più perchè Costi è un buongustaio, un esteta.

Ora ci si riprova.

Ma, come sempre, a raccontare come stanno le cose, come un grillo parlante della saggezza e del buon governo è Giovanni Pettorino, comandante del Corpo delle Capitanerie di Porto, che a Genova conosciamo molto bene.

Nel suo intervento a Porto Cervo, Pettorino ha ammonito sui tempi necessari per l’istituzione del ministero del Mare e i rischi connessi, ricordando invece la positiva esperienza dell’istituzione del Dipartimento della Protezione Civile presso la presidenza del Consiglio, che in qualche occasione venne rinforzato con l’attribuzione del ruolo di sottosegretario al suo titolare, ma che ha funzionato sempre benissimo anche come “semplice” Dipartimento.

Insomma, il Dipartimento del Mare potrebbe essere davvero la soluzione giusta.

Con proprio il Corpo delle capitanerie di Porto come scheletro e corpo, anche con la minuscola, di questa struttura.

Io il nome di “mister Mare” ce l’avrei anche: ed è proprio Pettorino, persona perbene se ce n’è una, che ha dimostrato anche da commissario a Palazzo San Giorgio che un tecnico può essere più decisionista e attivo di tanti politici, venuti prima e dopo di lui.

È un civil servant, l’ammiraglio, un leale servitore dello Stato che pensa ai cittadini e ai suoi uomini prima che a se stesso.

Un identikit perfetto per sollevare il Mare con un dito di saggezza.

Andando a fondo ai problemi e non facendoli andare a fondo.