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Turismo, vacanze in Liguria più brevi e cresce l'uso degli appartamenti

di Pietro Roth

Raggiunti i 100mila posti, contro i 150mila dell'offerta 'tradizionale'

Vacanze più brevi e maggiore attenzione alle soluzioni di ospitalità non tradizionali, come gli appartamenti ammobiliati. E' questa la tendenza del turismo in Liguria nel 2019, già cominciata negli anni scorsi ma oggi sempre più chiara. E' quanto emerge, segnala la Regione Liguria in una nota, dai dati sul flusso turistico a luglio e (provvisori) ad agosto, e dalle stime sulle presenze negli appartamenti ammobiliati a uso turistico, sui quali la Regione sta facendo da tempo un lavoro di censimento e regolarizzazione.

Rispetto alla nuova offerta, "stiamo parlando di 25.000 appartamenti che offrono 100.000 posti letto, a fronte di un'offerta alberghiera ed extra alberghiera di 150.000 posti - afferma l'assessore al Turismo Gianni Berrino -. Quindi ogni 3 posti in alberghi, bed & breakfast, agriturismi e altre tipologie consolidate corrispondono 2 posti negli appartamenti ammobiliati a uso turistico, che il dipartimento del turismo regionale, con grande impegno e ottimi risultati, sta censendo e regolarizzando da tempo". Nei primi sette mesi del 2019 si è vista una flessione nelle strutture alberghiere ed extra alberghiere tradizionali del 3,2% tra le presenze, e dell'1,6% per gli arrivi. Rispetto però al contesto, con il crollo del ponte Morandi, i danni della mareggiata ancora in corso di sistemazione e la ripresa di mercati come il Mar Rosso e la Francia, "avrei firmato a gennaio per un risultato come questo", commenta Berrino. Dopo un ottimo giugno, a luglio le presenze sono state -4,87% rispetto al 2018 (con un fine settimana in meno) e gli arrivi -2,68%. I turisti continuano ad arrivare, insomma, ma si fermano un po' di meno. E nel complesso in quattro anni il trend è in crescita, con 8,133 milioni di presenze nei primi sette mesi del 2015 e 8,5 milioni nei primi sette mesi di quest'anno, dopo un picco nello stesso periodo del 2017 (8,92 milioni).

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