Lunedi, 21 gennaio 2019  

Terzo Valico, Toninelli: “Può solo andare avanti, ma non così com’è”

Il ministro su Fb rivela l'esito dell'analisi costi-benefici. Svolta sul raddoppio Finale-Andora
2018-12-14T12:27:19+00:00

“Il Terzo Valico non può che andare avanti. Ma farlo andare avanti non significa condurlo a termine così com’è, bensì rendere l’opera efficiente rispetto agli scopi”. Lo annuncia il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli rendendo noto su Facebook l’esito dell’analisi costi-benefici sull’opera, che verrà a breve pubblicata integralmente: il costo dell’opera a finire “supererebbe i benefici per 1 miliardo e 576 milioni”, ma “il totale dei costi del recesso ammonterebbe a circa 1,2 mld di soldi pubblici”.

“L’analisi costi benefici, che insieme alla connessa analisi giuridica verrà a breve pubblicata integralmente, ci dice questo: il costo dell’opera a finire, attualizzato a 30 anni, supererebbe i benefici per una cifra di 1 miliardo e 576 milioni. Dentro questo miliardo e mezzo ci sono varie voci, per esempio i minori ricavi dei concessionari autostradali oppure 905 milioni di euro di accise sulla benzina che non verrebbero incassate dallo Stato per via del cambio modale da strada a ferrovia”, spiega Toninelli.

Sul versante giuridico, l’analisi svolta fa “una previsione sui costi di abbandono dell’opera. Al miliardo e mezzo già speso, per lavori già eseguiti, che non è contemplato nell’analisi giuridica, ma che a quel punto sarebbe speso per nulla, va aggiunto almeno un decimo del valore residuo del contratto: parliamo quindi di 463 milioni da risarcire al contraente generale che sta costruendo l’infrastruttura, ossia Cociv. Abbiamo detto almeno un decimo, perché si tratta di una stima prudenziale. Poi ci sono i lavori che il contraente generale affida a terzi. Dunque – prosegue -, stiamo parlando almeno di un altro mezzo miliardo. Rimanendo prudenti, siamo già di fronte a 1 miliardo di costi stimati derivanti da un eventuale recesso contrattuale unilaterale, a cui si sommano circa 200 milioni per il ripristino dei luoghi”.

“Se vogliamo rimediare almeno in parte ai danni del passato, rendendo il Terzo Valico una infrastruttura utile dal punto di vista logistico e adatta a migliorare anche il servizio regionale sulla tratta parallela, bisogna innanzitutto che esso sia davvero ben collegato con Genova: dunque, i binari devono arrivare fin dentro il porto”, sottolinea quindi Toninelli, che aggiunge: “bisogna poi rendere pienamente operativo lo snodo retroportuale di Alessandria che peraltro insiste su un’area di proprietà di Rfi e Mercitalia”.

“Inoltre, e ci tengo particolarmente, dovremo fare in modo che si vada avanti nell’opera senza ulteriori sprechi di danaro e in assoluta sicurezza sul piano della tutela della natura e del paesaggio”, prosegue il ministro che aggiunge “tutta una serie di azioni a corredo che sono di vitale importanza: il potenziamento dei servizi regionali per migliorare i collegamenti delle località intermedie con l’area metropolitana genovese, la riduzione dei tempi di viaggio per i passeggeri fra Genova e le città di Milano e Torino, il possibile raddoppio della linea Andora-Finale Ligure ed interventi sul nodo ferroviario di Genova per ridurre il traffico su gomma”.

“Noi abbiamo a cuore la sostenibilità e gli interessi dei cittadini, non gli appetiti di certe lobby o comitati d’affari”, sottolinea Toninelli, evidenziando che il Terzo Valico dei Giovi, con i suoi circa 53 chilometri di lunghezza, prevalentemente in galleria, dal costo di 6,2 miliardi (di cui 1,5 miliardi già spesi), è “un’opera complessa e molto onerosa, interamente pagata con soldi pubblici, sulla quale il MoVimento 5 Stelle ha posto sin dal suo avvio forti dubbi”: “uno dei tanti dossier avvelenati che ci hanno lasciato i professionisti della politica, ma che abbiamo affrontato senza pregiudizi”.

Intanto il Governo ha accolto “un ordine del giorno che lo impegna a valutare la possibilità di finanziare già dal 2019 i lavori di raddoppio della ferrovia Andora-Finale Ligure”. Lo annuncia Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, firmatario del documento. “Si tratta – ha spiegato – di un impegno fondamentale per lo sviluppo del ponente ligure che mi vede accanto ai sindaci, a cominciare dal primo cittadino di Andora Mauro Demichelis. L’opera di cui parliamo rappresenta una tappa indispensabile e non più rinviabile per lo sviluppo del territorio e sono certo che il governo darà seguito al finanziamento già nel 2019: da parte mia assicuro tutti che vigilerò affinché ciò avvenga”, conclude Mulè.

RADDOPPIO FERROVIARIO A PONENTE, IL GOVERNO VALUTA IL FINANZIAMENTO NEL 2019

“Dopo 150 anni e grazie a uno straordinario lavoro di squadra in Commissione Trasporti, l’odissea della tratta ferroviaria Andora-Finale Ligure è a una svolta. Ora il raddoppio della linea è più vicino. Ringrazio i colleghi di Forza Italia e in particolare il portavoce Giorgio Mulè, che ha dimostrato una particolare sensibilità sul tema”. Così Diego Sozzani, capogruppo di Forza Italia nella IX Commissione di Montecitorio, dopo l’approvazione di un ordine del giorno che prevede il completamento del raddoppio della tratta ferroviaria.

“Tutti conoscono la situazione critica dei collegamenti tra la Liguria e il resto d’Italia e in particolare dopo il crollo del ponte Morandi. Il documento impegna il governo a reperire i fondi per la realizzazione dei lavori a partire dal 2019. Si tratta di un’opera fondamentale, che presidieremo fin dai primi giorni di gennaio. Occorre agire in fretta e trovare i finanziamenti per realizzare l’opera. Mentre nel lontano 1868 ci sono voluti solo 4 anni per costruire l’intera linea (Savona-Ventimiglia), ci sono voluti quasi 150 anni per proporre e approvare un ordine del giorno di importanza fondamentale. Cose italiane di cui vergognarsi”.

“La vicenda del Terzo valico è l’emblema della nostra onestà e della nostra trasparenza: abbiamo sempre detto che sulle grandi opere avremmo deciso solo dopo un’attenta analisi costi benefici, come scritto chiaramente nel contratto di Governo, e così stiamo facendo. Al di là di tutte le polemiche strumentali che giornalmente riempiono le pagine dei giornali di partito italiani, questa è l’ennesima dimostrazione che non siamo quelli che dicono ‘No’ a tutto”. Così in una nota i portavoce del M5s in Commissione Trasporti alla Camera dei deputati.

“È chiaro che se a suo tempo ci fossimo stati noi, non avremmo mai realizzato l’opera in questo modo: allo stato attuale però, l’avanzamento dei lavori e i suoi costi non ci permettono altra scelta che quella di concludere l’opera, sempre seguendo però i più stringenti criteri di sostenibilità economica e ambientale. Vigileremo con il governo affinché in fase esecutiva siano rispettate alla lettera le prescrizioni ambientali e le modifiche tecniche e logistiche”, concludono.

“La cosa grave è che Toninelli ha perso 6 mesi per dimostrare una cosa già dimostrata nei fatti. E cioè che il valico è fondamentale e deve andare avanti esattamente come è stato progettato. Quanto alla realizzazione del retro porto di Alessandria non servono discorsi a vuoto ma risorse per realizzare bonifica bellica e ambientale. E lo sblocco delle opere collaterali. Non ho visto traccia di queste risorse nella manovra del governo. E oggi anziché chiedere scusa per avere perso 6 mesi, Toninelli continua a raccontare bugie”.

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