Tav, tutto rinviato. Conte: "Decideremo entro venerdì". Il governo si spacca

di Pietro Roth

Rixi prova a fare il mediatore, Boccia (Confindustria): "Grandi opere fondamentali"

Tav, tutto rimandato. Il primo vertice di governo chiamato a decidere sulla realizzazione del collegamento alta velocità Torino-Lione si chiude con un nulla di fatto, anzi con il premier Conte che riconvoca tutti per mercoledì e assicura che entro venerdì arriverà una risposta definitiva, a costo di lavorare anche di notte. Epperò proprio sul tema infrastrutture il governo gialloverde rischia di vacillare. Da una parte c'è il Movimento 5 Stelle, contrario all'opera da sempre e pronto a lasciare l'esecutivo nel caso in cui l'infrastruttura andasse avanti (come ha detto il sottosegretario pentastellato Stefano Buffagni), dall'altra la Lega, che per voce dello stesso Matteo Salvini "spera che prevelga il buon senso", insomma che la Tav venga realizzata.

Il viceministro Edoardo Rixi, puntualizzando di non voler sprecare 300 milioni di euro di finanziamento comunitario che sarebbero a rischio, prova a trovare un punto di mediazione. "Il sistema logistico italiano si deve preparare ad avere un grande afflusso di merci in arrivo nel Mar Mediterraneo, bisogna smetterla col fatto di pensare i corridoi logistici europei come una sorta di Arlecchino, dove se ne fa una parte e si lascia un'altra parte non fatta, non abbiamo alcun corridoio completato. La Tav va realizzata, non vanno persi i 300 milioni - ha detto il viceministro - Bisogna anche pensare che prima del 2030, anno in cui si ipotizza l'apertura del valico ferroviario, abbiamo da realizzare le connessioni tra i porti del Tirreno e il completamento della Genova-Rotterdam, altrimenti il nostro sistema portuale sarà isolato dalle dinamiche europee. Io mi auguro che per il bene del Paese il governo vada avanti, perché una crisi di governo non fa bene alle imprese. Detto questo, abbiamo sempre trovato una soluzione e penso la troveremo ancora. E' chiaro che in questo momento è importante riuscire a partire con i bandi sulla Tav perché questo significa non rinunciare a 300 milioni di euro di fondi europei e credo che in questo momento dobbiamo portarci a casa tutto quello che possiamo: sarà che sono genovese ma io 300 milioni per la strada non li lascio".

Sulla necessità di andare avanti con le infrastrutture, Tav e non solo, spinge Confindustria, che proprio a Genova, a palazzo San Giorgio, ha organizzato un incontro sul tema. "Se la priorità del Paese è il lavoro e l'occupazione, sostenere e non subire il rallentamento dell'economia globale, il resto è una conseguenza: è evidente che il lavoro passa attraverso i cantieri e le infrastrutture che non aumentano il debito pubblico - ha detto - Il nostro Paese deve ridare centralità al lavoro e all'occupazione, termini ignorati da troppo tempo, - denuncia - se decidessimo che la grande priorità del Paese è l'occupazione, uno studio della Bocconi dice che se si attivassero tutti i cantieri oggetto della Tav, solo quelli comporterebbero 50 mila posti di lavoro. La stessa Associazione nazionale costruttori - ha concluso - individua in oltre 26 miliardi le risorse già stanziate per opere di lavoro oltre i cento milioni di euro, che creerebbero centinaia di migliaia di posti di lavoro".