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Tafida, la mamma al Gaslini: "Qui ho trovato una speranza"

di Eva Perasso

La bambina inglese di 5 anni è arrivata a Genova per sostenere le cure. I medici: "Prima di tutto la dignità umana"

Dopo un volo in aeroambulanza di ieri pomeriggio da oggi la piccola Tafida, in coma dopo una grave emorragia cerebrale, è in cura al Gaslini di Genova. L'arrivo all'ospedale pediatrico genovese è avvenuto grazie alla vittoria in tribunale dei genitori che hanno chiesto e ottenuto dall'Alta Corte britannica il suo trasferimento in Italia. Per i medici inglesi infatti, Tafida non ha speranza di vita.  Per poter essere curata come un bambino italiano, è stata fatta una petizione in cui veniva chiesta per lei la cittadinanza italiana.

Nella mattina di mercoledì 16 ottobre i genitori di Tafida e i medici che hanno accompagnato la piccola nel viaggio da Londra a Genova e che ora la cureranno hanno incontrato la stampa. 

Le parole di Shelina

"Sono commossa per tutto questo impegno; è stata una battaglia dolorosa e siamo grati a tutti per la vittoria ottenuta. Come ho detto ai medici del Gaslini, adesso Tafida è nelle vostre mani", queste le parole di Shelina, la mamma di Tafida. "A Londra dal primo ricovero continuavano a dirmi che non ce l'avrebbe fatta. Qui invece mi hanno dato una grande speranza", continua, commuovendosi, la donna. "Questa mattina sono andata da Tafida: era stabile, era sveglia. Ogni genitore in una situazione del genere non si sarebbe arreso e sarebbe andato avanti", racconta la mamma rispondendo alle molte domande dei giornalisti italiani e britannici giunti a intervistarla. Sulla scelta del Gaslini rispetto ad altri ospedali, Shelina risponde: "Ci hanno consigliato il Gaslini una coppia di amici il cui figlio è stato ricoverato qui per una terapia genetica. 'Andate lì, vi troverete bene'". 

Il viaggio

L'aeroambulanza che trasportava Tafida ha toccato il suolo ligure martedì 15 alle ore 19.28. Dopo i saluti con le autorità regionali e comunali, immediato il trasferimento in ambulanza al Gaslini. La mamma, accompagnata dall'avvocato che ha seguito le pratiche per l'arrivo in Italia, ha invece raggiunto con una auto privata il centro di accoglienza dove sarà ospitata a poca distanza dall'ospedale.

"Il trasporto di Tafida era uno degli elementi critici, abbiamo continuato con la ventilazione meccanica come già accadeva a Londra e la bambina è rimasta stabile per tutto il viaggio. Per preparare l'aereo ad accoglierla ci sono volute sei ore di lavoro e durante il tragitto è stata assistita da una équipe di tre medici di cui due del Gaslini e un medico di bordo oltre alla nostra infermiera", racconta il primario di rianimazione del Gaslini Andrea Locatelli, che ha viaggiato con la piccola.

Una volta giunta al Gaslini, il commiato anche dei poliziotti che hanno scortato l'ambulanza dall'aeroporto all'ospedale. Una poliziotta della scorta ha consegnato al direttore generale Paolo Petralia una rosa: "Questa è per Tafida", ha detto commuovendosi e facendo commuovere tutti.

La cura

"Ora il nostro compito è quello di trasferire Tafida a un livello di intensità inferiore", continua Moscatelli. "La alimenteremo con tubicini attraverso lo stomaco e non attraverso il naso perché questa è una delle cose più fastidiose per chi è in reparto intensivo. Mettiamo al centro la dignità della bambina. Cerchiamo una vera alleanza terapeutica con la famiglia". Quali sono le differenze con le cure inglesi? Il livello di cure è molto alto anche in Gran Bretagna, non c'è mai stata contraddizione sulle cure con i medici inglesi. Quel che cambia è la modalità in cui la assistiamo. Noi mettiamo in atto alcuni passi che possano rendere più confortevoli i trattamenti intensivi.C°erchiamo di lavorare sui supporti vitali in modo da rendere le cure più umani e confortevoli".