Giovedi, 27 giugno 2019  

Scontro terminalisti-autotrasportatori, a Genova lo spettro dei “gilet arancioni”

Guerra aperta sugli indennizzi per le attese ai gate, ora dovrà decidere l'Autorità Portuale
2018-12-12T09:28:13+00:00

E’ guerra aperta fra terminalisti del porto di Genova e autotrasportatori. Tutto ruota intorno al meccanismo degli indennizzi previsti per questi ultimi in caso di attese e code ai gate portuali per caricare e scaricare la merce che arriva via mare. Dopo aver minacciato uno sciopero che sarebbe dovuto iniziare questa settimana, gli autotrasportatori avevano deciso di sedersi intorno a un tavolo di confronto aperto dall’Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale con tutte le parti interessate. L’accordo sembrava ormai essere stato raggiunto, mancavano gli ultimi dettagli, ma alla fine non si è trovata l’intesa: i terminalisti infatti, pur non opponendosi in toto alle richieste degli autotrasportatori, non vorrebbero prendersi la responsabilità delle code e delle attese, rimandando ad un tavolo nazionale la questione prevedendo meccanismi organizzativi diversi.

In Francia ci sono i gilet gialli, a Genova potrebbero arrivare i gilet arancioni con uno sciopero proprio sotto Natale“, è il leit motiv che serpeggia in queste ore fra gli autotrasportatori, contrariati per questo nulla di fatto. A risolvere la situazione potrebbe essere un’ordinanza dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che avrebbe i poteri per imporre la tassa ai terminalisti.

“Spediporto ha fatto e proposto tutto quello che era in suo potere – è il commento del direttore generale dell’associazione Giampaolo Botta – Per noi è fondamentale garantire servizi alla merce, che resta la prima cliente del Porto. Se il tema degli indennizzi, di una nuova organizzazione, della certificazione non dovesse vincere le resistenze resta da percorrere la strada degli indennizzi previsti dall’art. 5 comma 3 del DL Genova. Un percorso da non trascurare. Non giriamo le spalle a questa soluzione e sopratutto lavoriamo a migliorare la qualità dei servizi con regole certe, tempi tracciati e nuovi modelli organizzativi”.

TELENORD