Notizie di Genova e della Liguria | TELENORD Le ultime notizie di Telenord.it https://telenord.it/ it Telenord srl <![CDATA[io - Cristiano Berlanda]]> https://telenord.it/io-cristiano-berlanda-110326 https://telenord.it/io-cristiano-berlanda-110326 Fri, 23 Oct 2026 19:40:00 +0200  
Cristiano Berlanda è il primo e unico golfista paralimpico a competere in importanti circuiti e tornei negli Stati Uniti. Tra i principali traguardi spiccano la Ryder Cup Paralimpica, dove nel 2025 è stato il primo italiano a essere convocato e a giocare nella Ryder Cup Paralimpica, e la Midwestern Adaptive Open, dove nel settembre 2026 ha vinto nella categoria G1 al Red Tail Golf Club in Illinois, diventando il primo italiano a entrare nel ranking americano.
 
E' Ambasciatore nel mondo per la Liguria in tema di golf.
 
Ma, soprattutto, Cristiano Berlanda è un uomo che a 'Io', il format di Telenord che scava nelle profondità degli intervistati, è una persona che convive con la disabilità dalla nascita: da quando è nato non dopo un incidente, distinzione tutt'altro che banale per l'atleta. 
 
A cuore aperto racconta dei costi delle protesi, della disabilità giornaliera quando non sei un campione, risponde al sindaco di Isola del Cantone che guida la sua comunità in sedie a rotelle ed è contrario alla mitizzazione di modelli alla Bebe Vio. Insomma, una chiacchierata senza fronzoli che si apre e si chiude da un punto fermo: "Datemi dello sciancato, ma ditemi anche cosa fareste voi al posto mio". 
 
 
 
]]>
<![CDATA[io - Antonio Uccelli]]> https://telenord.it/io-antonio-uccelli-109952 https://telenord.it/io-antonio-uccelli-109952 Fri, 16 Oct 2026 07:15:00 +0200  

Tutti a chiedergli di Erzelli, riforme accademiche e priorità di mandato. In realtà, a Telenord, il neo rettore dell’Università di Genova parla più volentieri di Vallescrivia: il suo paradiso. E, comunque, conferma: "Ingegneria sulla collina del ponente non resta un sogno, ci andremo. Si vedrà qualcosa di concreto dal 2028". 

Antonio Uccelli, il neurologo e neuroscienziato eletto alla guida dell’Ateneo ligure per il mandato 2026-2032 si confessa a 'Io'. Lo fa nel verde della sua casa sopra Casella. Noto a livello internazionale per la ricerca traslazionale sulle malattie neurodegenerative, in particolare la sclerosi multipla e l'uso di cellule staminali, il sessantunenne è stato direttore scientifico dell’ospedale San Martino di Genova e si insedierà nel nuovo incarico a partire da novembre.

Nel curriculum spicca una prolungata esperienza in America. Lì ha conosciuto sua moglie Michele, una signora di Chicago, e assieme, nel 2021, hanno compiuto quella che è stata una scelta di cuore: “In pieno Covid, abbiamo lasciato Albaro per insediarci in modo permanente alla Gorra di Valbrevenna in quella che era stata, negli anni Settanta, la casa costruita da mio padre, medico di famiglia in servizio anche presso l’ex Standa di Casella. A distanza d’oltre un lustro dalla primaria sperimentazione, siamo ancora qui più felici che mai nonostante un primo inverno all’insegna di abbondanti nevicati peraltro, ahimè, mai più avvenute”. 

Il rettore cita i ricordi di gioventù. Ricorda che quello con Gorra non fu proprio amore a prima vista. “Papà, che è mancato da tempo per un cancro, era un uomo classe 1936 sfollato di guerra. Giunse alla Pieve di Borgo Fornari frequentando le elementari a Villa Borzino di Busalla. Circa 50 anni fa convinse la famiglia Parodi di Valbrevenna a cedergli l’unico terreno in piano del paese. Lì costruì casa, ma per un ragazzo dell’epoca, che vedeva i coetanei seguire i genitori nella montagna firmata o tra le spiagge della Sardegna, il nulla di valle non era esattamente il massimo”.

Tuttavia, il giovane Antonio rivalutò quella scelta nel tempo tanto che, assieme a Michele, decisero un matrimonio post America alla Cappelletta di Costa delle Americhe, confine tra Valbrevenna e Montoggio: “Fummo i primi a sposarci lì. Una modalità che consentì la partecipazione anche a papà già gravemente malato. Il catering del pranzo fu a cura di Angelino di Ternano, un po’ remake della tradizionale festa di fine agosto. Immancabili le pizzette di Pietro del Bar Ristorante Centrale di Casella, locale della mia prima comunione quando affittammo un’intera carrozza del Trenino per permettere a parenti e amici genovesi la salita in Vallescrivia. Sempre lì, lo scorso anno ho festeggiato il mio sessantesimo compleanno con tanti colleghi italiani”.

L’uomo giusto, a prescindere dall’attuale ruolo, per giocare una battaglia di civiltà e buon senso perché quel Treno, simbolo dell’intero entroterra, non finisca sepolto sotto i debiti di Amt: “Pronto a metterci la faccia e quelle che possono essere le mie competenze. Qualcosa mi hanno raccontato, molto voglio approfondire nei prossimi mesi. Un simile collegamento, che approda nel cuore di Genova, non può essere anacronistico semmai una gemma preziosa che pochi contesti al mondo possono vantare”.  

Antonio Uccelli, padre di un ragazzo nato in Colombia e al momento residente a Torino, parla con cognizione di storia locale. Dai massimi sistemi alla vita spicciola d’ogni giorno: “La mia spesa? Ad Avosso, pane e frutta tra Reggiardo e Michele, carne a Casella dal Castoro, formaggi tra La Piana e la Chiara dei Casoni. Qualche volta sconfino, pure, al mercato di Terralba”.

Ridurre le distanze, fisiche e mentali. Ecco, uno degli obiettivi del mandato in una regione azzoppata da infrastrutture trasportistiche e, spesso, digitali. Dunque, inevitabile per chi si mostra innamorato di Valbrevenna e dintorni calare sul tavolo la carta Senarega. Un castello oggi abbondonato o quasi, domani centro di ricerca? “Nessuna fuga in avanti, zero promesse. Dico solo che conosco bene quel gioiello e piange il cuore, anche a me, vederlo in un simile stato”.

]]>
<![CDATA['Io' con Moni Ovadia: "Innamorato di Genova e Gilberto Govi, i dialetti non moriranno"]]> https://telenord.it/io-moni-ovadia-innamorato-genova-gilberto-govi-dialetti-109649 https://telenord.it/io-moni-ovadia-innamorato-genova-gilberto-govi-dialetti-109649 Sat, 10 Oct 2026 09:10:00 +0200 Il viaggio? “Deve essere sempre verso l’altro”. L’ha detto Moni Ovadia davanti a una platea di studenti genovesi citando Ulisse e Abramo come figure centrali del percorso per la civiltà
occidentale. L’età contemporanea, nel paese Italia, annovera poi il viaggio dei ragazzi in cerca di futuro: “E quella è la parte migliore di noi che deve andare altrove per sfuggire a nepotismo e corruzione”.

 

Confessioni di Moni Ovadia a ‘Io’, la rubrica di Telenord che scava nella profondità personale dell’ospite. Davanti alla chiesa di Carignano, l’attore aggiunge: “Sono innamorato di Genova e qui volevo venire ad abitare, ma è troppo scomoda in tema di collegamenti. Ricordo Gigi Picetti dell’Osteria da Banchi, ma anche i Camalli e il Trallalero. Poche città hanno persone, ancora, con volti autentici e non di plastica. E, poi, per me vegetariano, la vostra cucina è perfetta”.

 

Genova per Moni Ovadia è pure teatro: “Dovevano ammazzarmi per togliermi dalla visione di Govi. In fondo, quanto sta facendo Solenghi è davvero importante e lo apprezzo anche per le sue posizioni extra palco. A dirla tutta, in tema di teatro leggero, il Trio è stata una delle pagine indimenticabili del panorama nazionale”.


Davanti alle telecamere di Telenord, la tv che ogni settimana esalta il dialetto con la trasmissione Scignoria!, Ovadia non ha dubbi: “Non moriranno le parlate locali, sono l’anima dei popoli. Io parlo 9 lingue e 3 dialetti, ma non capisco perché istituzionalmente non si lavori alla loro tutela”.


Chi continua a definirsi anti sionista ed etichetta la guerra come casa di morte in ogni caso, regala le dediche finali al mondo delle nuove generazioni e alla scuola: “Gli insegnanti sono i custodi del futuro. E’ una vergogna che siano così deprezzati. Un tempo insegnava gente come Platone”. Cosa dico ai ragazzi? “Quando sentite un anziano parlare male di voi, giratevi. Sappiate che è un uomo indegno”.

 

]]>
<![CDATA[io - Enrico Zucca]]> https://telenord.it/io-enrico-zucca-109584 https://telenord.it/io-enrico-zucca-109584 Thu, 08 Oct 2026 10:05:00 +0200 <![CDATA[io - Paolo Zangrillo]]> https://telenord.it/io-paolo-zangrillo-109005 https://telenord.it/io-paolo-zangrillo-109005 Fri, 25 Sep 2026 10:30:04 +0200

]]>
<![CDATA[io - Massimo Nicolo']]> https://telenord.it/io-massimo-nicolo-108222 https://telenord.it/io-massimo-nicolo-108222 Mon, 07 Sep 2026 12:09:05 +0200

]]>
<![CDATA[io - Claudio Scajola]]> https://telenord.it/io-claudio-scajola-107294 https://telenord.it/io-claudio-scajola-107294 Fri, 07 Aug 2026 10:09:05 +0200

]]>
<![CDATA[Giustini (EcoEridania) a 'Io' di Telenord: ""Rifiuti? Lo risolvo io il problema Liguria, ma in politica farei una strage..."]]> https://telenord.it/io-andrea-giustini-107029 https://telenord.it/io-andrea-giustini-107029 Thu, 30 Jul 2026 06:35:00 +0200 Sostiene che i suoi collaboratori non lo portino mai in giro perché fa troppi danni diplomatici: “Sono tre anni che non vado a Roma. Almeno, evito di litigare con qualcuno”.

 

Il dogma è quello delle cose semplici, linguaggio diretto e scarsa burocrazia seppur in un settore estremamente complesso come quello dei rifiuti speciali, in modo particolare, provenienti da strutture sanitarie.

 

Storia di Andrea Giustini, fondatore di Eco Eridania ormai 40 anni fa. Oggi è l’autore di un’operazione senza precedenti per la Liguria: “La piattaforma del gruppo Cvc Capital ha acquisito la quota di maggioranza del nostro gruppo al termine di un percorso in cui si sono confrontati oltre 20 investitori”. Quotazione dell’azienda: un miliardo e cento milioni di euro.

 

Il leader investirà parte dei proventi accrescendo la propria partecipazione fino al 40% e resterà presidente nonché amministratore delegato.

 

A "Io", il format di Telenord, Andrea Giustini si racconta tra attualità e futuro: “Genova sta vivendo il dramma della rumenta? La visione dovrebbe differente da quella locale. Ammetto che noi abbiamo fatto una proposta che mette insieme ambiente, riciclo e altissima tecnologia. Evidentemente, concetti troppo complessi per essere compresi. Ma non sono qui per fare polemiche. Noi continuiamo ad esserci se vogliono risolvere questo problema, ma non certo per andare sui giornali a caccia di visibilità”.

 

Schietto, senza fronzoli e lontano dalle mediazioni. Lo stesso per i suoi rapporto con la politica: “Inesistenti”. L’imprenditore di Arenzano rilancia: “I miei colleghi genovesi? “Tanta ricchezza, pochi imprenditori. Non mi pare che questa città brilli per distribuzione di ricchezza, sinonimo di fare impresa”.

 

Andrea Giustini, resta il vertice di un’azienda fondata con la sorella e avviata in via Eridania, ma senza alcun legame con la vecchia Eridania. In tema di provocazione politica risponde secco anche su un’eventuale candidatura per la Regione: “Se le portassero le chiavi di piazza De Ferrari e i partiti dicessero fai tu, noi facciamo un passo indietro? Non potrà mai succedere perché la politica è priva di strategia e dove manca questo ingrediente, io non mi appassiono. Inoltre, la politica mi fa incazzare e non può essere un uomo a ribaltare un processo culturale. Questi si sputano addosso da mattina a sera, per loro è normale così. Io? Farei una strage, ma non potrei fare un secondo mandato perché non avrei più consenso. Certo, ribalterei la Liguria. Non so se in meglio, ma la ribalterei. E farei le cose semplici”.

 

La sua semplicità parla di asilo o baby-sitter offerto alle lavoratrici di Eco Eridania per 18 mesi post maternità: “Tutelare il nostro personale, oltre che un segnale di vicinanza in un Paese senza figli, risulta un vantaggio economico per l’azienda. Decisamente meglio rispetto a improduttivi turnover vari”. Significa, anche, Fondazione Eco Eridania: “Mille ragazzi disabili in Italia fanno calcio grazie al nostro gruppo. Un’opportunità unica per le famiglie, una scommessa diventata certezza che garantisce reddito a 200 lavoratori d’altissimo livello. Noi diciamo che il più scemo lì dentro è uno psicoterapeuta, questo per capire l’alto profilo del team con un suo regolare bilancio di entrate e uscite”.

 

Alla domanda su una figura modello nazionale o internazionale, Giustini non risponde. Lo fa in seconda battuta: “Il Papa, questo Papa forse meno mediatico di altri, ma è il mio Papa. Io e la religione? Prego molto, frequento poco”.

 

Dopo un pensiero dedicato al suo Genoa – “non mi capacito che, in un contesto internazionale come questo, il Grifone non sia una big d’Europa” – la dedica finale è per i giovani: “Osate e fallite, senza paura”.

 

 

]]>
<![CDATA[io - Lorenzo Sommariva]]> https://telenord.it/io-lorenzo-sommariva-106887 https://telenord.it/io-lorenzo-sommariva-106887 Fri, 24 Jul 2026 12:09:04 +0200

]]>
<![CDATA[io - Bill De Blasio]]> https://telenord.it/io-bill-de-blasio-106682 https://telenord.it/io-bill-de-blasio-106682 Sat, 18 Jul 2026 10:12:03 +0200

]]>
<![CDATA[io - Giorgia Cenni]]> https://telenord.it/io-giorgia-cenni-106358 https://telenord.it/io-giorgia-cenni-106358 Thu, 09 Jul 2026 12:09:04 +0200

]]>
<![CDATA[io - Claudio Ranieri]]> https://telenord.it/io-claudio-ranieri-106082 https://telenord.it/io-claudio-ranieri-106082 Thu, 02 Jul 2026 10:51:04 +0200

]]>
<![CDATA[io - Cardinale Angelo Bagnasco]]> https://telenord.it/io-cardinale-angelo-bagnasco-105917 https://telenord.it/io-cardinale-angelo-bagnasco-105917 Fri, 26 Jun 2026 20:45:06 +0200

]]>
<![CDATA[io - Enzo Maresca]]> https://telenord.it/io-enzo-maresca-105694 https://telenord.it/io-enzo-maresca-105694 Fri, 19 Jun 2026 21:09:03 +0200

]]>
<![CDATA[Io - Giuseppe Conte]]> https://telenord.it/io-giuseppe-conte-105420 https://telenord.it/io-giuseppe-conte-105420 Fri, 12 Jun 2026 19:00:00 +0200  

È Giuseppe Conte, l’ospite della seconda puntata di ‘Io”, il format di Telenord che incontra i
personaggi all’esterno dagli ambienti formali.


In mezzo al verde di un parco genovese, l’ex premier conferma le sue passioni per lettura
e film: “Ma i giardinetti, per me, possono attendere” precisa all’inizio della conversazione.
Rifiuta un titolo come ‘Il Camaleonte’ per descrivere la sua carriera politica e cita, invece,
come testi del cuore ‘Saggio sulla lucidità’ di Josè Saramago o ‘Il Barone Rampante' di
Italo Calvino: “Ma, Io, resto con i piedi ben piantati per terra”. Tra le pellicole
cinematografiche, emerge ‘La Dolce Vita’.


Tuttavia, Giuseppe Conte non si sottrae alla visione politica: “Di primarie non abbiamo
parlato noi, semmai tutto il Pd e subito dopo si sono preoccupati”. All’osservazione che il
centro sinistra abbia vinto solo con un federatore, la replica: “Oggi di Prodi, in giro, non ne
vedo. È sicuro? Se ci fosse, lo avreste scritto voi giornalisti”.

 

Da qui, il passo obbligato alle alleanze e i dissapori con Matteo Renzi non paiono del tutto
superati. Nel ricordare il celebre invito di don Andrea Gallo a Claudio Burlando – “per
vincere imbarca tutti - Conte tira il freno a mano: “Vedremo, in politica la sommatoria non
vale. Serve condivisione del progetto, affidabilità e non accettazioni strumentali”. Poi,
prova a lasciare uno spiraglio: “In questa fase, non pongo veti”.


Guarda la telecamera e si emoziona nel ripensare all’Io più personale, quello che
recentemente l’ha visto alle prese con la malattia: “Certo, pensi di non farcela e di poter
dare dolore a chi ti vuole bene. Dico altrettanto a chi sta passando questi momenti, mai
mollare”.


Infine, lo sguardo su Genova e la Liguria: “Certi palazzi sono straordinari come i vostri
caruggi. Sant’Ilario? Certo che la conosco, anche alcuni dei suoi abitanti”.


Ecco, appunto: c’è possibilità di pace con Beppe Grillo, magari, davanti a un piatto di trofie
al pesto? “E’ lui che ha avviato la guerra della giurisprudenza, noi ci difenderemo. Poi, se
volesse fermarsi ci sarebbe la disponibilità a parlarne, ma con lui non ho alcun rammarico.
Credo d’essere stato sempre rispettosissimo. È rimasto sempre a Genova e voleva essere
aggiornato, quando abbiamo avviato la democratizzazione del Movimento, perché non
poteva lasciare le cose così con tutto quel potere a Casaleggio, lui si è messo contro la
comunità. Non contro Conte”.

 

 

]]>
<![CDATA[Io, Marco Bucci: “Non mi ricandiderò, mica sono De Luca. Vicenda Toti? A me non succederà. Nessun euro passa da me"]]> https://telenord.it/io-marco-bucci-105166 https://telenord.it/io-marco-bucci-105166 Sun, 07 Jun 2026 06:20:00 +0200 È piatto il mare davanti a Genova: “Ma i veri velisti viaggiano, anche, senza vento”. Inizia così la chiacchierata con Marco Bucci a bordo di Frally, la barca del governatore con un nome che trae origine dai diminutivi del figlio e della figlia. 

Accanto a lui, in una giornata di sole, utile a ricaricare le batterie dell’uomo e del politico, ci sono la moglie Laura e gli amici di una vita. 

Tra loro, Adelmo, uno degli skipper più esperti di Liguria, e il capo di gabinetto, Massimiliano Nannini, già contrammiraglio della Marina Militare. 

Se per le onde bisogna aspettare, davanti alle coste del levante genovese, il ciclone delle notizie diventa Marco Bucci.

Ai microfoni di Telenord, che torna in barca a distanza di due anni e mezzo dall’intervista dell’autunno 2023, il numero uno di Regione Liguria non si fa pregare: “Mi trovavo meglio in Comune, un ruolo che sentivo più mio. Oggi, sono stato chiamato per un compito che, comunque, svolgo con passione. Riesco a divertirmi, pure, in questo incarico. Certo, non farò il secondo mandato. Alla fine del mio incarico, solo vela”. 

Può sempre tornare in Comune? “Non esageriamo, c’è riuscito solo De Luca. Lui è il più bravo”. 

Ecco lì, l’antipasto mediatico corredato da quello gastronomico all’insegna dell’immancabile focaccia con relativa lezione su come debba essere mangiata: “C’è un metodo che va seguito per gustarla appieno, lo insegno a tutti quelli che salgono qui sopra”. 

Tra vita amministrativa e confessioni personali, in barca è un Marco Bucci disteso: “La malattia non mi ha cambiato, poi, così tanto. Ma potete sempre chiedere agli assessori cosa ne pensino alla fine delle riunioni di giunta. Certo, qualche volta, anch’io, ho pensato di non farcela”. 

Diretto, come un pugno nello stomaco. 

Poi, il racconto dell’esperienza da nonno: “Cinque mesi sono ancora pochi per una vera interazione”. Il rapporto con la moglie: “Comanda lei”. E lei, la signora Laura: “Ultimamente, dice che è preoccupato perché litighiamo poco”. 

Il momento dei ragionamenti politici, però, arriva: “Avrei voluto fare di più, mi spiace molto per aver perso tempo con le tante falsità delle opposizioni”. 

Le priorità si chiamano Diga portuale, sanità, waterfront e termovalorizzatore: “Nessuna preclusione, ma farlo a Genova porterebbe un risparmio. Ai sindaci che si oppongono dico che dovranno spiegare ai residenti i motivi degli aumenti della Tari. Io, da primo cittadino, avevo scritto alla Regione per dare la mia disponibilità. Tutto agli atti”. 

Verso l’estate tra prestazioni sanitarie e incubo Autostrade: “Le chiacchiere stanno a zero davanti ai numeri. Agenas ci indica come Regione tra le più performanti. Restiamo tra i più bravi nei casi d’alta complessità, dobbiamo migliorare nei percorsi quotidiani non gravi. Viabilità? Entro fine mandato, via alle Autostrade del Mare con le merci che viaggeranno via mare alleggerendo A10 e A12”. 

Ancora, il capitolo stadio: “C’è da lavorare, signori. Non mi pare che le due squadre abbiano la forza per procedere in autonomia”. 

Immancabile, il riferimento a Silvia Salis: “L’ho invitata più volte in barca, in occasione delle Millevele ha preferito, giustamente, l’imbarcazione del presidente dello Yacht Club. Ma, poi, abbiamo vinto noi. L’invito resta valido, i rapporti umani sono buoni anche se noto un rallentamento di tanti cantieri e un inferiore utilizzo della bandiera di San Giorgio che rappresenta il nostro orgoglio, su Frally resta un tutt’uno”. 

Rifiuta l’etichetta di maschilista, Marco Bucci. Ne spiega le motivazioni. Davanti alla Fiera del Mare trova il tempo per parlare di giovani: “Visione sbagliata pensare che se un ragazzo va all’estero è un nostro fallimento. Lo sarebbe se quella fosse l’unica alternativa. Ma Genova e la Liguria sono pieni di lavoro”. 

Infine, quello che non ti aspetti. Tra sindaco e presidente, oggi, esiste un gergo bucciano: dalla vision alla best option, indimenticabili alcune sue uscite mediatiche. È il caso del celebre ‘Veda un po’ lei’ o ‘Genova non è in ginocchio’ all’indomani della tragedia del Morandi. Ma in quella classifica c’è, anche, il primo commento sul caso Toti: ‘Ma è un arresto?’ Quell’interrogativo giunse alle prime luci dell’alba. Oggi, a distanza di due anni, come rilegge la vicenda del predecessore? 

“C’è poco da dire. Giovanni ha patteggiato, dunque, contento lui, contenti tutti. Io? Non voglio fare paragoni. Dico solo che non potrebbe mai capitarmi una cosa del genere perché nessun euro passa da me, ed è per questo che non faccio il politico. E la sua campagna elettorale? Mi sono fatto aiutare dai partiti, ma capisco che questa situazione dovrà essere messa a posto a livello nazionale altrimenti continuerà a generare confusione”. 

 

 

]]>