Notizie di Genova e della Liguria | TELENORD Le ultime notizie di Telenord.it https://telenord.it/ it Telenord srl <![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Pagnozzi (Biorepack): "Più raccolta e riciclo delle bioplastiche nell’organico per rafforzare l’economia circolare"]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-pagnozzi-biorepack-piu-raccolta-e-riciclo-delle-bioplastiche-nell-organico-per-rafforzare-l-economia-circolare-102817 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-pagnozzi-biorepack-piu-raccolta-e-riciclo-delle-bioplastiche-nell-organico-per-rafforzare-l-economia-circolare-102817 Fri, 10 Apr 2026 14:50:00 +0200 Promuovere una gestione sempre più efficiente e consapevole degli imballaggi in bioplastica compostabile, rafforzando il ruolo dei cittadini e delle amministrazioni locali: è questa la principale sfida per il futuro di Biorepack. A delinearla è Carmine Pagnozzi, direttore generale del consorzio, che traccia gli obiettivi e le strategie per consolidare i risultati già raggiunti.

Biorepack, infatti, ha già superato i target di riciclo fissati dalla normativa vigente, ma guarda avanti con l’intenzione di ampliare ulteriormente la diffusione di comportamenti virtuosi sul territorio. Al centro c’è un messaggio chiaro: gli imballaggi in bioplastica compostabile — come shopper e sacchetti per l’ortofrutta — devono essere conferiti correttamente nella raccolta dell’umido domestico.

“Il nostro obiettivo è promuovere e diffondere ancora di più la raccolta e il riciclo degli imballaggi in bioplastica compostabili all’interno dell’organico”, spiega Pagnozzi. “È fondamentale che questi rifiuti vengano smaltiti correttamente, così da poter essere trasformati in compost e rientrare pienamente nel ciclo dell’economia circolare”.

Per sostenere questo percorso, Biorepack ha introdotto uno strumento concreto rivolto sia ai cittadini sia alle imprese: il nuovo marchio organico Biorepack. Questo contrassegno è applicato sugli imballaggi in bioplastica compostabile certificati secondo lo standard EN 13432 e ha una duplice funzione.

Da un lato, rende evidente quali prodotti contribuiscono al sistema di gestione dei rifiuti attraverso il pagamento dei contributi ambientali, destinati a finanziare le attività di raccolta, trasporto e riciclo svolte dalle amministrazioni locali. Dall’altro, offre ai cittadini un’indicazione immediata e chiara su dove conferire correttamente il rifiuto una volta terminato il suo utilizzo.

“Il marchio organico Biorepack serve proprio a indicare che quel materiale va nell’organico”, sottolinea il direttore generale. “È uno strumento fondamentale per migliorare ulteriormente i risultati già ottenuti e per accompagnare cittadini e imprese verso pratiche sempre più sostenibili”.

L’impegno del consorzio si inserisce in un contesto più ampio, quello della transizione verso un modello di economia circolare, in cui ogni materiale viene valorizzato e reimmesso nel ciclo produttivo. In questo scenario, la corretta gestione degli imballaggi compostabili rappresenta un tassello cruciale.

La sfida, dunque, non è solo tecnologica o normativa, ma soprattutto culturale: diffondere consapevolezza e semplificare i comportamenti quotidiani, affinché ogni gesto — anche il più semplice, come buttare un sacchetto — contribuisca concretamente alla sostenibilità.

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<![CDATA[2° Forum Ecosostenibilita' 2026 - tavola rotonda venerdi 10 aprile]]> https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-tavola-rotonda-venerdi-10-aprile-102805 https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-tavola-rotonda-venerdi-10-aprile-102805 Fri, 10 Apr 2026 14:18:03 +0200

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<![CDATA[Forum Ecosostenibilità di Telenord: chiusura lavori fra transizione ecologica, sfide globali, regole e filiere a confronto]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-di-telenord-chiusura-lavori-fra-transizione-ecologica-sfide-globali-regole-e-filiere-a-confronto-102795 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-di-telenord-chiusura-lavori-fra-transizione-ecologica-sfide-globali-regole-e-filiere-a-confronto-102795 Fri, 10 Apr 2026 12:25:00 +0200 La seconda e conclusiva giornata del II Forum Nazionale Ecosostenibilità, organizzato da TN Events & Media e trasmessa in diretta da Telenord, si è configurata come un momento centrale di approfondimento e confronto tra istituzioni, imprese, consorzi e operatori del settore, con l’obiettivo di mettere a fuoco le principali sfide e opportunità della transizione ecologica.

I lavori si sono aperti con una sessione dedicata al tema strategico delle terre rare e dei materiali critici, con particolare attenzione al recupero dai rifiuti e alla sicurezza degli approvvigionamenti, elemento chiave per l’autonomia industriale europea. A seguire, il focus si è spostato sulle bonifiche ambientali, affrontando gli aspetti legati alla legalità, alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente, attraverso il contributo di esperti istituzionali e giuridici. Si è poi approfondito il rapporto tra sicurezza, tecnologie e responsabilità, evidenziando il ruolo dell’innovazione nei processi ambientali. In questo contesto si inserisce anche un aggiornamento sul passaggio dalla direttiva SUPD al nuovo regolamento PPWR, analizzando criticità e azioni necessarie per accompagnare il settore. I lavori si sono conclusi con una tavola rotonda che riunisce i principali attori del sistema consortile e industriale, con l’obiettivo di andare oltre il confronto e delineare una roadmap condivisa per il futuro, tra sviluppo sostenibile, innovazione e collaborazione pubblico-privato.


Sessione 6: Terre rare e materiali critici: recupero dai rifiuti e sicurezza degli approvvigionamenti.

Fabrizio Longoni, dg CdC RAEE - "La parte più complessa dei RAEE è la raccolta di rifiuti elettronici. Italia molto ben organizzata, il livello del trattamento in Italia è alto ma si tratta di lavorazione complessa ad alta tecnologia: servono sviluppo e investimenti. Un'industria ha bisogno di materia prima e anche in questo caso la raccolta è la base per sviluppare impresa. Occorrono poi regole certe quanto al sistema sanzionatorio".

Roberto Spera, dg Amiu - "Dipende da dove e come i RAE vengono intercettati, il fenomeno dell'abbandono è un problema, la gestione corretta diventa una risorsa sociale. Genova è un laboratorio: negli ultimi due anni abbiamo incrementato il servizio di raccolta RAE: dal servizio di ritiro al piano agli Ecovan, fino al centro del riuso di via Bologna. Gli oggetti vanno poi cercati anche nelle case, nei cassetti, tra cellulari e computer portatili, secondo la logica della 'miniera urbana'".

Sessione 7: Le bonifiche ambientali tra legalità, sicurezza e tutela dell’ambiente.

Ten. col. Aldo Papotto, Sub Commissario Bonifiche: "Ci sono 36mila siti contaminati in Italia, il 2% della superficie nazionale è di siti contaminati. Di 17mila non sappiamo nulla, ne ignoriamo il contenuto. I siti di interesse nazionale cubano 144mila ettari. Questi dati danno la misura del lavoro da fare. Ci siamo trovati con problemi gravi legati alla presenza di amianto in discariche dove operare diventa difficilissimo. La sensibilità italiana verso questo argomento è tuttavia alta: solo nell'ex corpo forestale ora assorbito dai carabinieri ci sono 8mila persone dedicate alla questione ambientale".

Cinzia Pasquale, Presidente della Camera Forense Ambientale: "Le principali criticità giuridiche legate alle bonifiche ambientali riguardano soprattutto il peso della burocrazia, che rappresenta un ostacolo rilevante per imprese e soggetti proponenti. Nonostante i tentativi di semplificazione da parte del legislatore, persistono difficoltà operative legate sia ai tempi normativi sia alle inefficienze dell’apparato amministrativo, che andrebbe rafforzato per rendere più efficace l’azione della pubblica amministrazione. In questo contesto, digitalizzazione e intelligenza artificiale possono offrire un supporto importante anche nel sistema giuridico, ma non possono sostituire completamente l’intervento umano. I dati prodotti richiedono infatti interpretazione e validazione, soprattutto in ambito giurisprudenziale. Il settore è quindi in evoluzione, ma resta ancora molto lavoro da fare.".

Sessione 8: Sicurezza, tecnologie e responsabilità

Silvia Paparella, general manager di Remtech: "Le nuove tecnologie stanno avendo un impatto significativo sul ciclo dei rifiuti, in un mercato nazionale dinamico e fortemente innovativo. Sono già disponibili numerose soluzioni utilizzate dalle imprese, soprattutto nel risanamento ambientale e nella riqualificazione, all’interno di un settore che vale circa 92 miliardi di euro e conta oltre 1.500 operatori qualificati. Si tratta di aziende solide e orientate all’innovazione, spesso impegnate nello sviluppo e nella brevettazione di nuove tecnologie. Per favorire ulteriori progressi è fondamentale investire nella diffusione della conoscenza, nella comunicazione, nel partenariato pubblico-privato e nella formazione, elemento chiave per sostenere la crescita del settore".

Sessione 8.1: Aggiornamenti sul passaggio tra SUPD e PPWR: criticità e azioni conseguenti

Antonello Ciotti, chairman PETCORE EUROPE: "Rappresentiamo l’intera filiera del PET, includendo bottiglie, medicale e vaschette, con circa 160 membri tra cui grandi aziende internazionali. Il settore del riciclo è oggi in difficoltà a causa della direttiva SUPD, che dal 2025 impone il 25% di materiale riciclato nelle bottiglie. Questo materiale proviene però soprattutto da Paesi extraeuropei, penalizzando i riciclatori europei. La crisi è dovuta sia all’ampia disponibilità di materiale estero a basso costo, sia agli elevati costi di raccolta in Europa, molto superiori rispetto a quelli di Paesi come Cina e India. Per questo Petcore Europe propone una moratoria di due anni, per favorire l’uso di materiale riciclato europeo e introdurre regole più eque sulle importazioni".


Tavola rotonda conclusiva: Oltre il convegno, la roadmap per il domani.

Fabio Costarella, Vice Direttore Generale CONAI: "Il grande tema è la competitività del sistema industriale europeo rispetto a quello mondiale, noi giochiamo una partita con regole diverse da quelle del resto del mondo, come nel riciclo delle plastiche. Dobbiamo fare in modo che sia competitivo l'acquisto del prodotto derivato, se oggi siamo i primi e rischiamo di essere vittime del nostro successo è perché abbiamo saputo anticipare i tempi, ora ci troviamo a misurarci in un contesto squilibrato dove la filiera del riciclo diventa diseguale da uno Stato all'altro. Il ragionamento da fare è quindi su una visione complessiva. Bisogna cambiare ragionamento sulla visione dei risultati, tra quelli dei consorzi e quelli degli enti locali".

Federico Fusari, Direttore Generale RICREA (acciaio): "L'acciaio viene sempre considerato fondamentale per infrastrutture, edilizia, automobile. In forma sottile diventa imballaggio, fino a spessore di 1,5 mm come una lamina. Ci occupiamo della raccolta di questo tipo di imballaggi e abbiamo stabilito un rapporto con tutti i protagonisti della filiera e ormai da 4 anni abbiamo superato l'obiettivo europeo dell'80% ma il cammino non si ferma qui. Tra le sfide immediate, il miglioramento della qualità della raccolta e l'attenzione al cosiddetto 'multimateriale leggero'. L'attenzione alla qualità della raccolta è il presupposto per la qualità dell'elaborazione del materiale successivo. Il miglioramento delle tecnologie di selezione genera una maggiore efficienza del sistema".

Riccardo Piunti, Presidente CONOU (olio): "Il registro elettronico sarà un grande risparmio di energie per trattare i dati necessari. Ci sono però molte realtà in Italia che non sono ufficiali e quindi un sistema trasparente che traccia tutto rischia di mettere in difficoltà per esempio il meccanico o colui che cambia l'olio alle auto di famiglia. Abbiamo trovato di recente tre fusti d'olio abbandonati sulla strada, quasi un segnale in arrivo da un mondo grigio che ci dice 'se non venite a ritirare...'. Ora il sistema ha tutte le caratteristiche per funzionare bene, ma ci possiamo trovare a fare i conti con situazioni difficili da controllare, con il rischio di sversamento non gestibile. Noi abbiamo reso gratuito e semplice il ritiro, perché l'alternativa al ritiro è che il materiale finisca nella terra o in un fiume".

Giovanni Bellomi, Direttore Generale COREPLA: "Dobbiamo tenere presente cosa voglia dire imballaggio in plastica, una definizione che racchiude un sistema complesso. Le nuove normative europee, in vigore dal 2026 (con possibili slittamenti al 2027), porteranno il settore del riciclo ad affrontare nuove sfide ma anche opportunità. I cambiamenti riguarderanno soprattutto gli obiettivi e le capacità di riciclo, oltre all’uso delle materie prime seconde. Questo avviene in un contesto complesso, segnato da una crisi del riciclo a livello europeo che sta mettendo in difficoltà diversi impianti, anche in Italia. Per affrontare la situazione sarà fondamentale un impegno coordinato a livello europeo e nazionale, volto a creare un mercato solido e sostenibile per le materie prime seconde, garantendo prospettive di sviluppo nel lungo periodo".

Antonello Ciotti, Chairman PETCORE Europe: "La direttiva all'orizzonte introduce nuove regole e ci saranno da gestire problematiche molto importanti. Alcuni polimeri non hanno la capacità di essere ridotti meccanicamente, come il film che protegge il Parmigiano Reggiano, e qui si apre una prateria. Inoltre l’obbligo di contenere una quota minima di materiale riciclato nelle bottiglie rischia di non sostenere adeguatamente la filiera europea. Il problema si inserisce in un contesto più ampio, in cui i rifiuti stanno diventando una risorsa strategica, ma con forti squilibri a livello globale. I costi di raccolta in Europa restano infatti molto elevati, mentre in altri Paesi sono significativamente più bassi, creando un divario competitivo difficile da colmare anche con tecnologie avanzate".

Carmine Pagnozzi, Direttore Generale BIOREPACK: "La nuova normativa introduce l'obbligo di annoverare tra gli imballaggi anche le capsule per caffè e la plastica compostabile, che finirà nella nostra competenza. Biorepack è il primo consorzio europeo per riciclo della plastica compostabile, c'è un mercato con potenzialità e sfide anche critiche, rispetto al mercato dei materiali. C'è un'innovazione tecnologica che porta novità, come un materiale che a fine vita è compostabile. L'obiettivo è un riciclo coerente con il ciclo precedente, recuperando inoltre prodotti a suo tempo banditi dalla plastica, riportando il cittadino nel ruolo di protagonista del corretto conferimento di un rifiuto a fine vita".

A trarre le conclusioni, Matteo Campora, consigliere delegato città metropolitana: "Capita raramente di vedere tutti i consorzi insieme, per un confronto sulle buone pratiche. Ho ascoltato molti interventi interessanti, dalle prospettive occupazionali ai metodi di coinvolgimento dei cittadini. Occorre fare in modo che ci sia più uniformità operativa fra tutte le regioni". Ci si potrà in futuro occupare delle conseguenze del Decreto Ronchi, poi sostituito dal testo unico. Lo stesso Ronchi potrà raccontare questi trent'anni. Si potrà poi parlare delle prospettive future del riciclo della plastica".

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<![CDATA[2° Forum Ecosostenibilita' 2026 - Sessione 9 venerdi 10 aprile]]> https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-9-venerdi-10-aprile-102792 https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-9-venerdi-10-aprile-102792 Fri, 10 Apr 2026 12:18:03 +0200

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Discariche abusive. Papotto: "Bonificati 81 siti, ora sfida Terra dei Fuochi"]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-discariche-abusive-papotto-bonificati-81-siti-ora-sfida-terra-dei-fuochi-102791 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-discariche-abusive-papotto-bonificati-81-siti-ora-sfida-terra-dei-fuochi-102791 Fri, 10 Apr 2026 12:05:00 +0200 L’Italia chiude una lunga e costosa procedura di infrazione europea sulle discariche abusive: bonificati o messi in sicurezza 81 siti, con un risparmio significativo sulle sanzioni. Ora l’attenzione si sposta su nuovi dossier ambientali strategici, a partire dalla Terra dei Fuochi.

Intervento – Dal 2017 l’Arma dei Carabinieri è stata impegnata in un’operazione complessa di risanamento ambientale, coordinando le attività di bonifica in collaborazione con enti locali e istituzioni. Un lavoro che ha riguardato discariche abusive inserite nella procedura di infrazione europea.

Risultati – “Sono 81 i siti bonificati o messi in sicurezza”, spiega il sub commissario Aldo Papotto. A dicembre 2025 è stato completato anche l’ultimo intervento, con l’invio della documentazione a Bruxelles per la chiusura definitiva del procedimento.

Sanzioni – La procedura è costata al Paese oltre 300 milioni di euro. Le penalità prevedevano 200 mila euro a semestre per ogni sito con rifiuti urbani e fino a 400 mila euro per quelli con rifiuti speciali. La chiusura rappresenta quindi anche un importante risultato economico.

Iter UE – Restano ora gli ultimi passaggi formali: “Stiamo attendendo gli ultimi quattro fascicoli da Bruxelles”, precisa Papotto. Ma la procedura può considerarsi sostanzialmente conclusa, segnando un punto di svolta nella gestione delle criticità ambientali.

Nuovi fronti – Parallelamente, il Commissario unico alle bonifiche è impegnato su altri dossier complessi, tra cui la situazione di Malagrotta, la più grande discarica d’Europa con i suoi 167 ettari, ancora oggetto di attenzione a livello europeo.

Terra dei Fuochi – Da marzo 2025 si è aperto un nuovo capitolo: l’intervento nella Terra dei Fuochi, definito “una sfida importantissima per il Paese”. Un’area simbolo delle emergenze ambientali italiane, dove si concentrano ora gli sforzi operativi.

Prospettive – Dopo anni di interventi, il sistema italiano punta a consolidare i risultati e prevenire nuove criticità, rafforzando controlli e capacità di intervento.

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<![CDATA[2° Forum Ecosostenibilita' 2026 - Sessione 8 venerdi 10 aprile]]> https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-8-venerdi-10-aprile-102790 https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-8-venerdi-10-aprile-102790 Fri, 10 Apr 2026 12:00:17 +0200

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Riciclo plastica, nuove regole UE. Bellomi: “Sfide e opportunità per il sistema nei prossimi anni”]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-riciclo-plastica-nuove-regole-ue-bellomi-sfide-e-opportunita-per-il-sistema-nei-prossimi-anni-102786 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-riciclo-plastica-nuove-regole-ue-bellomi-sfide-e-opportunita-per-il-sistema-nei-prossimi-anni-102786 Fri, 10 Apr 2026 11:15:00 +0200 Il settore del riciclo della plastica si prepara a una fase di cambiamento con l’arrivo delle nuove normative europee previste tra il 2026 e il 2027. Un passaggio che porterà nuove sfide operative, ma anche opportunità di sviluppo per l’intera filiera.

Normative – Le nuove regole, inizialmente previste per agosto 2026 e in possibile slittamento a gennaio 2027, imporranno standard più stringenti su riciclo e utilizzo delle materie prime seconde. Un’evoluzione che richiederà adeguamenti da parte di imprese e operatori.

Scenario – “Il sistema si trova di fronte a nuove sfide e opportunità”, sottolinea Giovanni Bellomi, direttore generale Corepla. Il contesto attuale, però, non è semplice: il settore del riciclo sta attraversando una fase critica a livello europeo, con ripercussioni anche in Italia.

Criticità – La crisi del comparto si riflette su impianti e operatori, chiamati a confrontarsi con costi elevati e mercati instabili. Le difficoltà riguardano soprattutto la capacità di riciclo e la sostenibilità economica dei processi.

Obiettivi – Le nuove normative puntano ad aumentare gli indici di riciclo e a incentivare l’uso di materiali riciclati nei cicli produttivi. Un passo fondamentale per rafforzare l’economia circolare, ma che necessita di condizioni favorevoli.

Mercato – Uno dei nodi principali è la creazione di un mercato solido per le materie prime seconde. “Serve uno sforzo a livello europeo e nazionale per creare il mercato giusto”, evidenzia Bellomi, indicando la necessità di sbocchi stabili e sostenibili nel tempo.

Prospettive – Il futuro del settore dipenderà dalla capacità di coniugare obiettivi ambientali e sostenibilità economica. Senza un equilibrio tra regole e mercato, il rischio è rallentare il percorso intrapreso.

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<![CDATA[2° Forum Ecosostenibilita' 2026 - Sessione 7 venerdi 10 aprile]]> https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-7-venerdi-10-aprile-102784 https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-7-venerdi-10-aprile-102784 Fri, 10 Apr 2026 11:12:04 +0200

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Paparella:"Tecnologie in crescita: un mercato da 92 miliardi traina il settore ambientale"]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-paparella-tecnologie-in-crescita-un-mercato-da-92-miliardi-traina-il-settore-ambientale-102785 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-paparella-tecnologie-in-crescita-un-mercato-da-92-miliardi-traina-il-settore-ambientale-102785 Fri, 10 Apr 2026 11:10:00 +0200 Il settore delle tecnologie applicate al ciclo dei rifiuti sta vivendo una fase di forte espansione in Italia. Innovazione, investimenti e competenze stanno trasformando un comparto strategico, con un valore complessivo che raggiunge i 92 miliardi di euro.

Mercato – “È un mercato estremamente vivace e innovativo”, spiega Silvia Paparella, general manager di RemTech. Le imprese dispongono oggi di un’ampia gamma di tecnologie già disponibili, utilizzate in particolare nei processi di risanamento ambientale e riqualificazione dei territori.

Operatori – Il settore si distingue anche per la solidità degli attori coinvolti: sono circa 1.588 gli operatori iscritti alla categoria 9 dell’Albo nazionale gestori ambientali. Si tratta di aziende strutturate, capaci di investire in ricerca e sviluppo, spesso protagoniste di brevetti e soluzioni avanzate.

Innovazione – Le tecnologie rappresentano un elemento chiave per migliorare l’efficienza del ciclo dei rifiuti, ridurre l’impatto ambientale e favorire il recupero di risorse. Dalla gestione dei siti contaminati ai processi di bonifica, l’innovazione sta ridefinendo standard e prestazioni.

Criticità – Nonostante il dinamismo, resta la necessità di diffondere maggiormente la conoscenza delle soluzioni disponibili. “Dobbiamo lavorare in termini di conoscenza e informazione”, sottolinea Paparella, evidenziando come molte tecnologie non siano ancora pienamente valorizzate.

Collaborazione – Fondamentale anche il rafforzamento dei partenariati tra pubblico e privato. La cooperazione tra istituzioni e imprese può accelerare l’adozione di soluzioni innovative e rendere più efficiente l’intero sistema.

Formazione – Un altro pilastro è la formazione: sviluppare competenze specifiche è essenziale per sostenere la crescita del settore e accompagnare la transizione verso modelli più sostenibili.

Prospettive – Il futuro del ciclo dei rifiuti passa quindi dall’innovazione tecnologica, ma anche dalla capacità di fare sistema e diffondere cultura ambientale.

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Riciclo PET. Ciotti: “Servono regole uguali e stop temporaneo alle importazioni”]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-riciclo-pet-ciotti-servono-regole-uguali-e-stop-temporaneo-alle-importazioni-102781 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-riciclo-pet-ciotti-servono-regole-uguali-e-stop-temporaneo-alle-importazioni-102781 Fri, 10 Apr 2026 11:00:00 +0200 Il settore europeo del riciclo della plastica è a un bivio: tra obiettivi ambientali ambiziosi e una concorrenza globale sempre più aggressiva, i riciclatori chiedono interventi urgenti per restare competitivi. È il messaggio lanciato da Antonello Ciotti, chairman di Petcore Europe, durante un confronto sul futuro della filiera del PET.

Filiera PET – Petcore Europe rappresenta l’intera catena del PET, un materiale che non riguarda solo le bottiglie ma anche packaging alimentare e applicazioni medicali. Con oltre 160 membri, tra cui grandi multinazionali, l’associazione è un punto di riferimento per il settore a livello europeo.

Normativa UE – Al centro del dibattito c’è la direttiva europea sulla plastica monouso (SUPD), che impone dal 2025 una quota minima del 25% di plastica riciclata nelle bottiglie. Una misura pensata per incentivare l’economia circolare, ma che sta mostrando alcune criticità applicative.

Criticità – “Il contenuto riciclato proviene sempre più da Paesi extra europei”, evidenzia Ciotti. Questo fenomeno sta mettendo in difficoltà i riciclatori europei, che si trovano a competere con realtà dove i costi di raccolta e lavorazione sono nettamente inferiori.

Costi – In Europa, il costo medio di raccolta dei rifiuti può arrivare a 400-500 euro a tonnellata, mentre in altri Paesi è fino a dieci volte più basso. Un divario che non può essere compensato solo con tecnologia e innovazione.

Proposte – Per riequilibrare il sistema, Petcore Europe propone una moratoria temporanea di due anni, durante la quale privilegiare l’utilizzo di materiale riciclato proveniente dall’Europa. L’obiettivo è creare condizioni di concorrenza più eque e garantire standard qualitativi uniformi.

Prospettive – Il tema, sottolinea Ciotti, è strategico: “Se i rifiuti diventano il nuovo petrolio, è necessario che il sistema europeo sia messo nelle condizioni di funzionare”. La sfida ora è trovare un equilibrio tra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica.

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<![CDATA[2° Forum Ecosostenibilita' 2026 - Sessione 7]]> https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-7-102773 https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-7-102773 Thu, 09 Apr 2026 17:36:04 +0200

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Napoli, gestione rifiuti, Ruggiero (ASIA): "La città richiede un sistema integrato e soluzioni sempre più intelligenti"]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-napoli-gestione-rifiuti-ruggiero-asia-la-citta-richiede-un-sistema-integrato-e-soluzioni-sempre-piu-intelligenti-102772 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-napoli-gestione-rifiuti-ruggiero-asia-la-citta-richiede-un-sistema-integrato-e-soluzioni-sempre-piu-intelligenti-102772 Thu, 09 Apr 2026 17:25:00 +0200 In una città complessa e in continua trasformazione come Napoli, la gestione dei rifiuti e dell’igiene urbana si confronta ogni giorno con nuove sfide, tra sviluppo economico e innovazione tecnologica.

Complesso urbano – Napoli è oggi un ecosistema dinamico, in cui convivono turismo, attività commerciali, industria, università e ricerca. Questa ricchezza, però, aumenta anche il livello di complessità nella gestione dei servizi pubblici.
“Il sistema di gestione integrato diventa la vera sfida”, spiega l’amministratore unico di ASIA Napoli, Ruggiero Domenico.

Servizi – L’attività dell’azienda spazia dall’igiene urbana al decoro della città, fino alla raccolta differenziata e al corretto recupero dei materiali. Un lavoro che, preso singolarmente, appare semplice, ma che nel contesto urbano diventa articolato per via delle numerose variabili in gioco.

Integrazione – La chiave del futuro è l’integrazione tra diversi settori. ASIA punta a mantenere un dialogo costante con ricerca, industria e innovazione, creando connessioni tra questi mondi per migliorare l’efficienza dei servizi.

Innovazione – L’introduzione di strumenti tecnologici avanzati, come l’intelligenza artificiale, rappresenta uno dei principali assi di sviluppo. L’obiettivo è rendere il sistema sempre più predittivo, capace di anticipare criticità e intervenire in modo tempestivo.

Efficienza – L’idea è quella di passare da una gestione reattiva a una gestione programmata e anticipata degli eventi. “Far sì che le attività avvengano in modo fluido nella città”, sottolinea Ruggiero, evidenziando l’importanza di un sistema capace di adattarsi alle esigenze urbane.

Equilibrio – Il ruolo di ASIA è quello di fungere da punto di equilibrio tra i diversi fattori in gioco. Tenere insieme le esigenze dei cittadini, le dinamiche economiche e le innovazioni tecnologiche è considerato essenziale per garantire un servizio più efficace e sostenibile.

Prospettive – Guardare al futuro significa costruire un modello di gestione integrata sempre più avanzato, in grado di migliorare la qualità della vita urbana e rispondere alle sfide di una città in continua evoluzione come Napoli.

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Genova supera il 53% di differenziata. Spera (Amiu): “Serve un cambio culturale per crescere ancora”]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-genova-supera-il-53-di-differenziata-spera-amiu-serve-un-cambio-culturale-per-crescere-ancora-102771 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-genova-supera-il-53-di-differenziata-spera-amiu-serve-un-cambio-culturale-per-crescere-ancora-102771 Thu, 09 Apr 2026 17:20:00 +0200 La raccolta differenziata a Genova ha superato il 53%, ma per fare un ulteriore passo avanti serve un cambiamento culturale diffuso e una maggiore partecipazione dei cittadini.

Risultati – Il capoluogo ligure ha oltrepassato la soglia del 50%, raggiungendo il 53% di raccolta differenziata. Un traguardo significativo che segna una crescita importante negli ultimi anni. “Il balzo è stato importante, ma non basta”, sottolinea il direttore generale di AMIU Genova, Roberto Spera.

Strategie – Per consolidare e migliorare i risultati, l’azienda punta su una forte campagna di comunicazione, sviluppata insieme al Comune e al CONAI. L’obiettivo è coinvolgere attivamente i cittadini e diffondere il concetto di rifiuto come risorsa.

Coinvolgimento – La differenziata viene definita come un “gioco di squadra”. In programma incontri periodici con municipi e associazioni, per rafforzare il dialogo con il territorio e promuovere comportamenti virtuosi. “Contiamo di coinvolgere tutti i cittadini”, evidenzia Spera, sottolineando il ruolo centrale della partecipazione collettiva.

Cultura – Il limite principale resta di natura culturale. “Il miglior rifiuto è quello che non si produce”, ricorda Spera, indicando la necessità di ridurre i consumi e migliorare la gestione dei rifiuti esistenti. La corretta separazione resta uno strumento fondamentale anche per contenere i costi e migliorare il decoro urbano.

Fine ciclo – Un altro tema centrale è quello della gestione finale dei rifiuti. Il dibattito è aperto non solo in Liguria, ma anche in altre regioni. La necessità di impianti adeguati è sempre più evidente. “È inevitabile che qualcosa vada fatto”, osserva Spera, evidenziando l’importanza di una pianificazione strutturata.

Prospettive – Nei prossimi mesi si delineeranno le scelte strategiche per la gestione del ciclo dei rifiuti. AMIU Genova intende giocare un ruolo attivo in questo percorso, contribuendo allo sviluppo di soluzioni efficaci e sostenibili per la città.

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Organico e biometano, Massone (Re2sources): “Italia può diventare leader, serve una filiera evoluta”]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-organico-e-biometano-massone-re2sources-italia-puo-diventare-leader-serve-una-filiera-evoluta-102770 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-organico-e-biometano-massone-re2sources-italia-puo-diventare-leader-serve-una-filiera-evoluta-102770 Thu, 09 Apr 2026 17:15:00 +0200 Il trattamento della frazione organica dei rifiuti sta diventando uno dei pilastri della transizione energetica, con il biometano e il recupero dei sottoprodotti al centro di un sistema in forte evoluzione.

Evoluzione – Il settore dell’organico ha conosciuto un cambiamento profondo nel tempo. Dai primi impianti di compostaggio degli anni ’70 e ’80, che richiedevano un elevato consumo energetico, si è passati a modelli più avanzati. “Oggi la produzione di biometano da rifiuti è di particolare interesse”, spiega Alessandro Massone, CEO di Re2sources, evidenziando come la frazione organica dei rifiuti urbani rappresenti una risorsa strategica.

Energia – La produzione di biometano da rifiuti consente all’Italia di puntare sull’autosufficienza energetica. Secondo Massone, il potenziale potrebbe arrivare fino a un miliardo di metri cubi, rafforzando il ruolo del Paese nella produzione di energia da fonti rinnovabili.

Territorio – Anche la Liguria presenta margini di sviluppo significativi. La gestione dell’organico richiede attenzione e organizzazione, soprattutto in un territorio ad alta vocazione turistica. “L’organico può generare odori se mal gestito”, osserva Massone, ma allo stesso tempo può diventare una risorsa per produrre energia in un sistema quasi di autoconsumo.

Compost – Tra gli aspetti meno conosciuti vi è il compost, il residuo solido derivante dal trattamento dell’organico. Questo materiale viene utilizzato come fertilizzante e rappresenta una valida alternativa in un contesto di crisi dei fertilizzanti tradizionali, con prezzi in forte crescita.

CO2 – Un altro elemento chiave è la possibilità di catturare la CO2 prodotta dagli impianti. “La possibilità di sequestrare la CO2 renderebbe gli impianti super virtuosi”, sottolinea Massone, aprendo la strada a sistemi con impronta di carbonio negativa e un impatto ambientale ulteriormente ridotto.

Prospettive – Il settore dell’organico si configura quindi come un ambito strategico per l’economia circolare, in grado di generare energia, ridurre le emissioni e valorizzare i rifiuti come risorsa. Un modello che potrebbe diventare un punto di riferimento a livello europeo.

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<![CDATA[Forum Ecosostenibilità di Telenord: da rifiuti a risorse, la sfida dell’economia circolare al centro della seconda giornata di lavori]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-di-telenord-da-rifiuti-a-risorse-la-sfida-dell-economia-circolare-al-centro-della-prima-giornata-di-lavori-102769 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-di-telenord-da-rifiuti-a-risorse-la-sfida-dell-economia-circolare-al-centro-della-prima-giornata-di-lavori-102769 Thu, 09 Apr 2026 17:00:00 +0200 Si è chiusa la prima giornata del II Forum Nazionale sull’ecosostenibilità, organizzato da TN Events & Media all’Excelsior Palace di Rapallo e trasmesso in diretta su Telenord, ha riunito istituzioni, imprese e operatori del settore per rafforzare il dialogo sulla transizione ecologica. Al centro dell’evento, la promozione di modelli sostenibili, l’aggiornamento normativo e il ruolo della collaborazione pubblico-privata nello sviluppo dell’economia circolare.

Ad aprire i lavori è stato Massimiliano Monti (Editore TELENORD): "È un grande piacere aprire la seconda edizione del Forum Nazionale sull’Ecosostenibilità. Oggi la sostenibilità non è più un obiettivo lontano, ma una responsabilità immediata. Il tema dei rifiuti è centrale: dobbiamo cambiare approccio, da scarti a risorse. Nelle prossime ore ascolteremo esperienze concrete e metteremo a confronto modelli e soluzioni".

L’assessore Alessio Piana (Assessore Sviluppo Economico, Regione Liguria) ha dichiarato: "Questo Forum è un’occasione di confronto tra tutti gli attori della transizione ecologica. L’economia circolare è una leva di sviluppo, e come Regione Liguria sosteniamo le imprese, anche con nuovi fondi e misure dedicate".

Il ministro Gilberto Pichetto Fratin (Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) ha sottolineato: "Transizione energetica, sostenibilità ed economia circolare caratterizzeranno i prossimi decenni. La transizione verde richiede un confronto serio tra istituzioni, imprese e cittadini. Con il PNRR investiamo in riciclo di plastica, RAEE, carta, cartone e tessile, e l’Italia è tra i Paesi più avanzati in Europa".

Giovanni Stagnaro, in rappresentanza della Città Metropolitana, ha aggiunto: "Ecosostenibilità non è costo ma valore aggiunto per i cittadini. Il Tigullio può diventare un punto di riferimento nazionale per l’ecosostenibilità".

Prima sessione: raccolta differenziata

Annamaria Barrile (Direttore Generale, Utilitalia) ha detto: "La gestione dei rifiuti urbani misura la capacità dei comuni di guardare al futuro. Molto è stato fatto, ma resta il problema di ciò che non si può riciclare. Occorre creare un circolo virtuoso che generi occupazione".

Domenico Ruggiero (Amministratore Unico, ASIA Napoli) ha ricordato: "A Napoli, durante il turismo pasquale, la città è rimasta pulita. Dobbiamo sempre aumentare la differenziata".

Giuseppe Todaro (Presidente, RAP Palermo) ha aggiunto: "A Palermo, in un anno, metà città ha visto ampliata la raccolta differenziata. Serve ancora un passaggio culturale, ma i cittadini notano i cambiamenti".

Antonello Antonicelli (Direttore Generale, AMIU Puglia) ha sintetizzato: "L’economia circolare va immaginata a gradini: utenti, gestori e impiantistica. Noi acceleriamo la raccolta porta a porta e controlliamo i cassonetti".

Bruno Manzi (Presidente, AMA Roma) ha sottolineato: "Roma è complessa da gestire, servono conoscenza puntuale e uso efficiente delle risorse".

Roberto Spera (Direttore Generale, AMIU Genova) ha evidenziato: "Il vero nodo è il cambiamento culturale. La differenziata funziona se c’è consapevolezza collettiva".

Filippo Agazzi (Amministratore Delegato, APRICA): "La comunicazione e il coinvolgimento dei cittadini sono fondamentali. Serve stabilità anche attraverso strumenti come l’azionariato diffuso".

Eugenio Bertolini (Amministratore Delegato, IREN AMBIENTE) ha concluso: "Oltre alla quantità, serve attenzione alla qualità dei materiali per dati affidabili, in particolare sull’organico".

Seconda sessione: modelli di gestione

Luca Piatto (Direttore rapporti territoriali, CONAI): "Territori diversi richiedono approcci diversi. L’imballaggio è spesso trascurato, ma tre su quattro oggi vengono riciclati".

Roberto Di Molfetta (Direttore, COMIECO): "Abbiamo fatto progressi nel riciclo, ma resta la qualità della raccolta. Industrie e imprese collaborano sempre di più".

Roccandrea Iascone (Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne, RICREA): "Separare acciaio, plastica e vetro è essenziale. L’86% del materiale riciclato torna al consumo".

Riccardo Piunti (Presidente, CONOU): "Ricicliamo il 98% degli oli usati grazie al contributo delle aziende, seguendo standard di qualità rigorosi".

Antonio Protopapa (Direttore Gestione Operativa, COREPLA) ha evidenziato: "Lo sport aiuta a far capire come differenziare. Una raccolta fatta bene agevola il riciclo di qualità".

Gennaro Galdo (Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa, CIAL): "Abbiamo 200 punti di raccolta per capsule di caffè e trasformiamo la polvere in compost per riso. Crescere nel riciclo è fondamentale".

Roberto Saettone (Direttore Generale, COREVE): "Oggi i cittadini credono nella differenziata. Il salto culturale c’è stato, ma serve formazione continua, anche per turisti".

Terza sessione: cultura del riuso

Enrico Denevi (Presidente, ADICONSUM Liguria): "Promuoviamo centri di riuso per elettrodomestici, mobili e abbigliamento. Serve massima collaborazione con i cittadini".

Simona Ferro (Vicepresidente con delega ai consumatori, Regione Liguria): "Le associazioni sono interlocutrici fondamentali per le istituzioni e organizzano laboratori di riuso".

Giacomo Raul Giampedrone (Assessore Protezione Civile, Infrastrutture, Edilizia Ospedaliera, Regione Liguria): "La cultura del riuso crea un modello virtuoso da replicare su tutto il territorio".

Sergio Tommasini (Direttore, Agenzia Regionale Rifiuti Liguria): "L’agenzia valida i piani dei Comuni, ma il carico di 310mila tonnellate di indifferenziata resta una sfida".

Sessione impianti di fine ciclo

Andrea Giustini (Presidente, Gruppo Ecoeridania): "Abbiamo gestito i rifiuti sanitari durante il Covid evitando problemi ambientali. Investiamo in tecnologia e guardiamo all’espansione internazionale".

Eugenio Bertolini (Amministratore Delegato, IREN AMBIENTE): "Bisogna essere flessibili e adattare i sistemi di raccolta ai territori, mantenendo la mentalità delle municipalizzate".

Quarta sessione: contributo delle imprese

Lorenzo Parodi (General Manager, INTERWASTE): "Offriamo infrastrutture e servizi comodi per il cittadino, investendo anche in intelligenza artificiale".

Alessandro Della Valle (Presidente, UNIVETRO): "La sfida è qualitativa, migliorare selezione e tecnologia negli impianti di vetro".

Luca Stramare (Direttore Centro Studi per l’economia circolare, CONAI): "L’economia circolare è un gioco di squadra, la differenziata non deve essere uno sforzo per il cittadino".

Sessione finale: sostenibilità urbana e logistica

Davide Falteri (Presidente, FEDERLOGISTICA – la logistica dei rifiuti): "La logistica deve essere sostenibile e filiera-centrica per restare competitiva".

Ania Gatti (Responsabile settore ESG, SIGE): "Gli ESG non sono solo burocratici, ma leva competitiva che impatta sull’intera filiera".

Domenico Ruggiero (Amministratore Unico, ASIA Napoli): "Puntiamo su modelli predittivi per anticipare criticità e migliorare efficienza e qualità del servizio".

Bruno Manzi (Presidente, AMA Roma): "Roma si avvicina al 50% di raccolta differenziata, con nuovi impianti e attenzione al turismo per ulteriori miglioramenti".

Il Forum prosegue venerdì 10 aprile con le sessioni conclusive in diretta dalle 10 su Telenord, confermandosi momento strategico per trasformare le criticità ambientali in opportunità di sviluppo.

 

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<![CDATA[2° Forum Ecosostenibilita' 2026 - Sessione 6]]> https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-6-102768 https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-6-102768 Thu, 09 Apr 2026 16:48:23 +0200

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<![CDATA[Forum Ecosostenibilità di Telenord, sessione pomeridiana: la cultura del riuso al centro della rivoluzione sostenibile]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-di-telenord-sessione-pomeridiana-la-cultura-del-riuso-al-centro-della-rivoluzione-sostenibile-102767 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-di-telenord-sessione-pomeridiana-la-cultura-del-riuso-al-centro-della-rivoluzione-sostenibile-102767 Thu, 09 Apr 2026 16:40:00 +0200 Il II Forum Nazionale sull’ecosostenibilità, organizzato da TN Events & Media e apertosi stamattina all'Excelsior Palace Portofino Coast di Rapallo, trasmesso in diretta su Telenord, è un’importante occasione di confronto tra istituzioni, imprese, associazioni dei consumatori, gestori ambientali e Consorzi del sistema CONAI, con l’obiettivo di promuovere la collaborazione nella transizione ecologica. L’evento mira a presentare innovazioni tecnologiche e modelli sostenibili, aggiornare su normative e opportunità finanziarie, favorire il partenariato pubblico-privato e diffondere le migliori pratiche. Durante il Forum vengono affrontati temi centrali come la gestione dei rifiuti, la raccolta differenziata e il riciclo, l’evoluzione dei sistemi di gestione, la sostenibilità urbana, i materiali critici e le bonifiche ambientali, offrendo una visione completa delle sfide e delle opportunità legate all’economia circolare.


I lavori pomeridiani si sono aperti con la sessione 3.
Alla sessione 3.1 - "Cultura del Riuso" hanno preso parte

Enrico Denevi, Presidente ADICONSUM Liguria: "Siamo un gruppo di associazioni che fornisce tutela ai cittadini, con 36 sportelli in tutta la Liguria. Abbiamo sensibilizzato molto i giovani con tante iniziative, a partire dalla plastica in collaborazione con Amiu. Il 'Centro di riuso' serve per elettrodomestici, mobili, abbigliamento e anche... fumetti. Serve promuovere la massima collaborazione possibile con i cittadini. C'è una grossa quantità di materiale che dobbiamo smaltire e dobbiamo guardare a esperienze dove i termovalorizzatori producono energia: come associazioni non ci tiriamo indietro rispetto alle migliori opportunità, giocheremo il nostro ruolo".

Simona Ferro, Vicepresidente Regione Liguria con delega ai consumatori: "Il tema della transizione ecologica è di fondamentale importanza e merita attenzione di consumatori e utenti, le cui associazioni sono sempre attive e hanno realizzato numerose iniziative, in evidenza anche al Salone Orientamenti con il concorso PlastiPremia. Ricordo anche laboratori di riuso sartoriale ed elettrico. Le associazioni sono interlocutrici fondamentali per le istituzioni e questo forum è un importante spunto per predisporre nuove iniziative".

Giacomo Raul Giampedrone, Assessore Regione Liguria Protezione civile, Infrastrutture, Edilizia ospedaliera: "La cultura del riuso in Liguria è stata molto ben evidenziata, grazie a tutti i protagonisti del settore. Si tratta di una cultura che lega molti soggetti nella vita di tutti i giorni e l'obiettivo è creare un modello virtuoso utilizzabile in ogni prospettiva. Dobbiamo continuare sulla strada della promozione culturale di un tema che deve essere centrale nell'agenda del Paese".

Sergio Tommasini, Direttore Agenzia Regionale dei rifiuti, A.R.LI.R: "La nostra agenzia nasce nel 2023, dialoghiamo con 234 Comuni e 9 gestori, il dialogo porta a validare i piani economici e finanziari di chi raccoglie e gestisce i nostri rifiuti. Validiamo i piani dei Comuni in funzione della definizione della Tari, che si porta dietro i costi di gestione del rifiuto. La fase di raccolta pesa per il 65%, il resto riguarda lo smaltimento. Abbiamo quattro impianti dislocati sul territorio. Siamo ancora molto sbilanciati nel trasferimento fuori regione, abbiamo un carico importante da trattare e parliamo di 310mila tonnellate di indifferenziata da gestire, dobbiamo gestirle bene: obiettivo da perseguire restando autonomi".

Alla sessione 3.2 - "Impianti di fine ciclo e chiusura del ciclo" materiali hanno preso parte

Andrea Giustini, Presidente Gruppo Ecoeridania: "Siamo partiti da un piccolo scagno genovese, io e mia sorella, abbiamo deciso di provare questo percorso sul trasporto dei rifiuti sanitari. Ora siamo il più grande operatore europeo, una storia tipica dell'imprenditoria italiana. Nel mondo dei rifiuti speciali i rifiuti sanitari sono una piccola parte, ma serve esperienza. Abbiamo superato brillantemente il periodo del Covid e la relativa esplosione dei rifiuti sanitari. Abbiamo evitato che la pandemia diventasse un problema ambientale. Serve una forte organizzazione logistica per il trasporto verso i centri di smaltimento o per il riciclo in combustibile secondario speciale. Noi abbiamo più di 30mila clienti, dal tatuatore ai grandi ospedali. Investiamo in tecnologia e nel miglioramento, in Italia non possiamo più crescere e quindi stiamo guardando all'estero, nell'ambizione di diventare un operatore mitteleuropeo, mediterraneo. Dobbiamo velocizzare i processi per crescere".

Eugenio Bertolini, ad Iren Ambiente: "Siamo una costola del gruppo Iren, la nostra attività è legata ai temi energetici e attraverso una serie di acquisizioni siamo cresciuti, in Piemonte come in Toscana e siamo uno dei principali gruppi nazionali con sedi operative in almeno quattro regioni. Di là dalle attività di raccolta c'è una parte impiantistica che ci porta alle attività di fine ciclo. Quando ci sono opportunità di acquisizione, dobbiamo valutare nella prospettiva di azienda a capitale a maggioranza pubblico. Non c'è uno standard unico territoriale, bisogna essere flessibili per adattarsi alle modalità specifiche di raccolta. Noi siamo concessionari, il braccio operativo dell'amministrazione, ma abbiamo anche la necessità di adeguarci con elementi concreti alla situazione corrente. Dobbiamo trovare i sistemi migliori per ogni territorio ed eventualmente esportare le metodologie ove possibile, come con i cassonetti intelligenti. Nella prospettiva del servizio pubblico occorre mantenere la mentalità della municipalizzata in senso positivo. Con gli altri elementi del gruppo, come acqua ed energia, ci sono momenti di scambio continuo di informazioni ai fini della massimizzazione delle rispettive attività".

Alla sessione 4 - "I rifiuti come risorsa, il contributo delle imprese" hanno preso parte

Carlo Gonella, General Manager Interwaste: "Noi siamo fornitori non di tecnologia, ma di infrastruttura che deve fornire al cittadino un servizio puntuale e soprattutto comoda. L'azienda deve avere una struttura duttile ed efficace. L'intelligenza artificiale è uno strumento su cui stiamo investendo molto, anche nella formazione di tecnici specializzati in grado di utilizzarla al meglio".

Alessandro Della Valle, Presidente Univetro: "Rappresentiamo il mondo dei trattatori del vetro proveniente dalla differenziata, siamo impresa di terza generazione. Sono private le società che si occupano della raccolta e gli impianti di trattamento sono prevalentemente privati. E' un mondo molto dinamico, qualcosa su cui investire, necessità per migliorare il servizio. La sfida è sicuramente qualitativa e occorre massimizzare le tecnologie e le modalità di selezione".

Luca Stramare, Direttore Centro Studi per l’economia circolare CONAI: "L'economia circolare è economia e deve stare in piedi dal punto di vista economico. Quando parliamo di riciclo, si tratta di un gigantesco gioco di squadra per un riciclo di qualità. Si parte quindi dalla progettazione puntando sulle funzioni dell'imballaggio, la differenziata non deve essere uno sforzo per il cittadino soprattutto in realtà complesse. Anche nella fase di selezione la tecnologia ha un valore fondamentale. La frontiera del futuro è l'intelligenza artificiale".

Alla sessione 5 - "Sostenibilità urbana e logistica ambientale" hanno preso parte

Davide Falteri, presidente Federlogistica: "Ritengo che la transizione ecologica incida profondamente sulla logistica, che considero centrale per il sistema industriale ma sempre più vincolata al rispetto delle norme ambientali e a una logica di filiera. Penso che la logistica debba essere sia sostenibile sia al servizio della sostenibilità, per restare competitiva. Oggi il trasporto pesante è ancora indietro, mentre l’ultimo miglio è più avanzato: qui la sostenibilità è già un requisito essenziale per poter operare".

Ania Gatti, Responsabile del settore ESG di SIGE: "Andare a valutare gli ESG in termini di sostenibilità non deve essere esercizio burocratico ma leva competitiva, strumento per restare sul mercato. La maggior parte delle emissioni che un'organizzazione produce sono indirette e determinano un impatto ambientale. La normativa è rigorosa, il prossimo anno occorrerà rendicontare ESG per le grandi aziende che hanno più di mille dipendenti e fatturato superiore a 450 milioni. Il fenomeno si ripercuote a cascata sulla filiera".

Domenico Ruggiero, Amministratore Unico ASIA Napoli: "Puntiamo a sviluppare una logistica orientata al miglioramento continuo, basata su un approccio sempre più predittivo, capace cioè di anticipare le criticità e ottimizzare i processi. Il nostro percorso prende come riferimento il modello di Roma, che rappresenta una realtà molto più complessa rispetto a Napoli per dimensioni, flussi e articolazione del servizio. Proprio per questo, riteniamo fondamentale adattare le migliori pratiche a un contesto diverso, rendendole efficaci e sostenibili. Il nostro obiettivo è accelerare questo percorso e raggiungere in tempi brevi i risultati che ci siamo prefissati, migliorando efficienza, qualità del servizio e capacità di risposta alle esigenze del territorio"

Bruno Manzi, Presidente AMA Roma: "Ritengo che Roma sia ormai vicina al 50% di raccolta differenziata, un risultato importante che dimostra i progressi fatti finora, e continuiamo a investire nel sistema porta a porta che coinvolge una parte significativa della popolazione, mentre il resto della città resta servito da raccolta stradale. Sono consapevole che si tratta di uno sforzo organizzativo rilevante, ma credo che ci saranno ulteriori miglioramenti con l’entrata in funzione dei nuovi impianti, che aumenteranno la capacità di gestione dei rifiuti. Penso inoltre che il turismo rappresenti una sfida importante, perché l’elevata presenza di non residenti rende più complessa sia la gestione sia la comunicazione delle corrette pratiche di raccolta differenziata".

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<![CDATA[2° Forum Ecosostenibilita' 2026 - Sessione 5]]> https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-5-102765 https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-5-102765 Thu, 09 Apr 2026 16:36:03 +0200

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Olio lubrificante usato, Piunti (CONOU): “Modello italiano da esportare per l’economia circolare”]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-olio-lubrificante-usato-piunti-conou-modello-italiano-da-esportare-per-l-economia-circolare-102766 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-olio-lubrificante-usato-piunti-conou-modello-italiano-da-esportare-per-l-economia-circolare-102766 Thu, 09 Apr 2026 16:35:00 +0200 Il sistema italiano di gestione dell’olio lubrificante usato si conferma tra i più avanzati al mondo, con tassi di recupero quasi totali e un modello che punta a essere esportato su scala globale.

Raccolta – Il Consorzio CONOU garantisce la raccolta completa dell’olio lubrificante usato e un recupero quasi totale. “Raccogliamo il 100% e rigeneriamo il 98%”, spiega il presidente Riccardo Piunti, sottolineando come solo una quota minima venga destinata ad altri utilizzi energetici. Il resto torna sul mercato con caratteristiche equivalenti all’olio vergine.

Sostenibilità – Il ciclo è considerato pienamente sostenibile, perché consente di ridurre gli sprechi e valorizzare una risorsa altrimenti destinata allo smaltimento. La rigenerazione rappresenta un passaggio chiave per ridurre l’impatto ambientale e promuovere un’economia circolare concreta ed efficace.

Modello – Alla base del sistema c’è un’organizzazione strutturata e consolidata nel tempo. “Il modello organizzativo è la chiave di successo”, afferma Piunti, evidenziando il ruolo del consorzio nel coordinare i diversi attori della filiera: raccoglitori, rigeneratori e imprese del settore.

Ruolo – Il consorzio agisce come arbitro e garante della qualità, definendo standard e regole operative. Questo approccio consente alla filiera di funzionare in modo efficiente e coordinato, favorendo un sistema che, pur complesso, riesce a essere stabile e replicabile.

Economia circolare – Il sistema non è spontaneo, ma richiede organizzazione e controllo. “L’economia circolare non è spontanea”, sottolinea Piunti, ribadendo la necessità di strutture in grado di rendere il processo efficiente e sostenibile nel tempo.

Prospettive – Nei prossimi anni l’obiettivo è rafforzare e diffondere il modello italiano anche all’estero. Piunti evidenzia come in altri Paesi la quota di rigenerazione sia ancora limitata, citando esempi come Stati Uniti ed Europa, dove una parte significativa dell’olio viene ancora bruciata.

Visione – L’ambizione è trasformare l’esperienza italiana in un riferimento internazionale. “L’economia circolare si deve fare a livello mondiale, perché serve per il pianeta”, conclude Piunti, indicando la necessità di un approccio globale alla sostenibilità.

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<![CDATA[Forum ecososteniblità Tn, Centro del riuso a Casarza Ligure, Miglietta: “Cittadini protagonisti del riciclo e dell’inclusione”]]> https://telenord.it/forum-ecososteniblita-tn-centro-del-riuso-a-casarza-ligure-miglietta-cittadini-protagonisti-del-riciclo-e-dell-inclusione-102764 https://telenord.it/forum-ecososteniblita-tn-centro-del-riuso-a-casarza-ligure-miglietta-cittadini-protagonisti-del-riciclo-e-dell-inclusione-102764 Thu, 09 Apr 2026 16:30:00 +0200 Il Centro del Riuso di Casarza Ligure si conferma una leva concreta per la riduzione dei rifiuti e per la partecipazione attiva dei cittadini, con risultati oltre le aspettative.

Centro – Inaugurato lo scorso 5 dicembre, il centro rappresenta il terzo punto operativo sul territorio, dopo quelli di Chiavari e Sestri Levante. “Abbiamo avuto un riscontro eccezionale, la gente ha voglia di riciclare”, spiega l’assessore all’igiene urbana e ambiente di Casarza Ligure, Maurizio Miglietta, sottolineando la risposta positiva della comunità.

Risultati – L’esperienza conferma la validità del progetto: oggetti che altrimenti sarebbero diventati rifiuti trovano nuova vita attraverso il riuso. “Abbiamo visto che la gente ha imparato a riciclare e a portare questi oggetti”, evidenzia Miglietta, rimarcando il cambio di abitudini dei cittadini.

Sviluppo – Il progetto sarà ulteriormente potenziato con attività di promozione e comunicazione, per ampliare la partecipazione e consolidare i risultati ottenuti. L’obiettivo è rendere il centro un punto di riferimento stabile per la comunità.

Collaborazioni – Un ruolo chiave è svolto dalla collaborazione con operatori del settore come Aprica, gestore del servizio di igiene urbana, e con la cooperativa Cooperativa Tassano. Una sinergia che permette di rendere il sistema più efficiente e organizzato.

Inclusione – Tra gli aspetti più rilevanti emerge anche l’inserimento lavorativo di persone appartenenti a categorie svantaggiate, coinvolte nelle attività del centro. “Si sono dimostrate molto attive”, sottolinea Miglietta, evidenziando il valore sociale del progetto oltre a quello ambientale.

Comunità – Il centro non è solo un punto di raccolta, ma un luogo di incontro tra cittadini, ambiente e inclusione sociale. Il successo dell’iniziativa dimostra come il riuso possa diventare una pratica condivisa e diffusa, capace di generare benefici concreti per il territorio.

Prospettive – L’esperienza di Casarza Ligure punta ora a crescere, consolidando il modello e rafforzando la rete dei centri del riuso sul territorio, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti e promuovere una maggiore sostenibilità.

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Consumatori protagonisti del riuso, Denevi (Adiconsum): “Partire dai giovani e dai centri dedicati”]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-consumatori-protagonisti-del-riuso-denevi-adiconsum-partire-dai-giovani-e-dai-centri-dedicati-102763 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-consumatori-protagonisti-del-riuso-denevi-adiconsum-partire-dai-giovani-e-dai-centri-dedicati-102763 Thu, 09 Apr 2026 16:25:00 +0200 Rendere i consumatori protagonisti della cultura del riuso passa da educazione, strutture dedicate e iniziative concrete sul territorio, con un ruolo centrale per le nuove generazioni.

Centri – A Genova, il centro del riuso di via Bologna rappresenta un esempio concreto di economia circolare applicata. “Stiamo coinvolgendo molti ragazzi e dando nuova vita a mobili ed elettrodomestici”, spiega Enrico Denevi, presidente di Adiconsum Liguria, sottolineando i risultati positivi dell’iniziativa.

Educazione – Le attività non si limitano al recupero dei materiali, ma puntano anche alla formazione. Attraverso incontri e progetti dedicati ai più giovani, si promuove una maggiore consapevolezza sui temi della raccolta differenziata e del riciclo, con l’obiettivo di rendere i cittadini più informati e responsabili.

Collaborazione – Il lavoro in rete con enti e aziende del settore, come AMIU Genova, rafforza le iniziative legate alla gestione dei rifiuti. L’obiettivo è estendere il modello dei centri del riuso anche ad altre realtà della Liguria, creando un sistema più diffuso e capillare.

Territorio – Il riuso viene indicato come strumento utile non solo per ridurre i rifiuti, ma anche per generare benefici ambientali e sociali. “Il rifiuto è un elemento importante che va gestito in modo corretto”, evidenzia Denevi, richiamando l’importanza di una gestione sostenibile a beneficio dell’intera comunità.

Scuole – Il coinvolgimento dei giovani passa anche dalle scuole. Già da anni sono state avviate iniziative dedicate alla sensibilizzazione, a partire dal tema della plastica in mare. Tra i progetti citati, anche esperienze innovative presentate al Salone dell’Orientamento di Genova, come strumenti per incentivare il riciclo attraverso sistemi premiali.

Innovazione – L’attenzione all’ambiente si traduce anche in soluzioni tecnologiche capaci di favorire comportamenti virtuosi. Le cosiddette “macchine mangia plastica” rappresentano un esempio di come la tecnologia possa supportare il recupero dei materiali, incentivando la partecipazione attiva dei cittadini.

Prospettive – Il percorso verso una maggiore sostenibilità passa quindi da educazione, innovazione e collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini, con l’obiettivo di rendere il riuso una pratica sempre più diffusa.

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Falteri (Federlogistica): “Filiera green e regole per restare competitivi”]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-falteri-federlogistica-filiera-green-e-regole-per-restare-competitivi-102762 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-falteri-federlogistica-filiera-green-e-regole-per-restare-competitivi-102762 Thu, 09 Apr 2026 16:20:00 +0200 La transizione ecologica sta ridisegnando il ruolo della logistica, trasformandola da semplice supporto operativo a elemento chiave per la competitività delle imprese e l’accesso ai mercati.

Filiera – La sostenibilità non riguarda solo l’ambiente, ma l’intera organizzazione della catena logistica. “La logistica è lo strumento per mettere in moto il cuore industriale del Paese”, spiega Davide Falteri, presidente di Federlogistica, sottolineando come il settore sia centrale anche nelle relazioni internazionali.

Regole – L’adeguamento alle normative ambientali diventa un fattore determinante. Le imprese devono operare in una logica di filiera “compliant alle regole”, per garantire accesso ai mercati e competitività. Questo consente anche alle realtà più piccole di collaborare con i grandi operatori, mantenendo solidità economica e rispetto degli standard ESG.

Innovazione – Il percorso verso la sostenibilità passa dall’innovazione tecnologica, soprattutto nei trasporti. Nei mezzi pesanti la transizione è ancora lenta, anche a causa dei costi elevati e della diffusione limitata di infrastrutture per l’elettrico. Rimangono soluzioni intermedie come i combustibili alternativi, mentre il pieno sviluppo elettrico è ancora in fase di espansione.

Ultimo miglio – Diversa la situazione nel segmento urbano, dove la logistica dell’ultimo miglio è già più avanzata. L’utilizzo di veicoli elettrici consente maggiore integrazione nei contesti cittadini e favorisce modelli di “smart city”. In questo ambito, l’essere green non è solo una scelta ambientale, ma anche una condizione necessaria per operare.

Accesso – Le regole ambientali incidono direttamente sull’accesso ai centri urbani e alle filiere produttive. Solo le realtà conformi ai requisiti possono entrare e operare in determinati contesti, rendendo la sostenibilità un elemento di selezione oltre che di sviluppo.

Prospettive – La logistica, quindi, si conferma un settore strategico nella transizione ecologica: da un lato sostiene il sistema produttivo, dall’altro si adatta a standard sempre più stringenti, diventando parte attiva del cambiamento.

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<![CDATA[2° Forum Ecosostenibilita' 2026 - Sessione 4]]> https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-4-102760 https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-4-102760 Thu, 09 Apr 2026 16:18:03 +0200

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Rifiuti, Giustini (Ecoeridania): “Impianti vicini ai cittadini per chiudere davvero il ciclo”]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-rifiuti-giustini-ecoeridania-impianti-vicini-ai-cittadini-per-chiudere-davvero-il-ciclo-102759 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-rifiuti-giustini-ecoeridania-impianti-vicini-ai-cittadini-per-chiudere-davvero-il-ciclo-102759 Thu, 09 Apr 2026 16:15:00 +0200 La gestione dei rifiuti entra nella sua fase decisiva: senza impianti di fine ciclo vicini ai luoghi di produzione, lo sforzo della raccolta differenziata rischia di perdere efficacia. È questa la sfida indicata da Andrea Giustini, presidente del gruppo Ecoeridania.

Impianti – Gli impianti di fine ciclo rappresentano un elemento chiave del sistema, ma non bastano da soli. “Non è semplicemente l’avere gli impianti, ma è dove sono posizionati”, sottolinea Giustini. La distanza, infatti, incide sui costi e sull’efficienza complessiva: “non possiamo mangiarci risorse con il trasporto”. L’obiettivo è quindi sviluppare strutture più vicine ai luoghi in cui i rifiuti vengono prodotti.

Prossimità – La logica della prossimità diventa centrale per garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti. Avvicinare gli impianti significa valorizzare il lavoro dei cittadini nella raccolta differenziata e rendere più efficiente l’intero sistema. “Il cittadino si deve sentire parte di questo processo”, evidenzia il presidente, sottolineando l’importanza di una filiera integrata.

Cultura – La chiave resta la crescita culturale. Non solo infrastrutture, ma anche informazione e consapevolezza. “Cultura è un fenomeno lento, fatto di comunicazione, relazioni e rapporti”, osserva Giustini. Il coinvolgimento dei cittadini passa anche dalla capacità di rassicurarli sull’efficacia delle scelte adottate e sull’impatto positivo delle loro azioni quotidiane.

Territorio – In Liguria i risultati sono già positivi, così come a livello nazionale. Tuttavia, secondo Giustini, “non lo sappiamo abbastanza”. Per questo è necessario rafforzare la comunicazione, a partire dalle scuole e dai territori, per valorizzare i progressi compiuti e incentivare ulteriori miglioramenti.

Valorizzazione – Il rifiuto non è più solo uno scarto, ma una risorsa. La sfida è completare il ciclo trasformandolo in valore economico e ambientale. “Se si riesce a valorizzare il prodotto si può abbassare la Tari”, spiega Giustini, indicando un beneficio concreto per i cittadini.

Prospettive – Il percorso verso un sistema più efficiente passa dunque da impianti adeguati, cultura diffusa e una filiera ben organizzata, in grado di trasformare lo sforzo della differenziata in risultati tangibili per l’intera comunità.

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Vetro, margini di crescita nel riciclo Della Valle (Univetro): “Qualità e cultura le nuove sfide” ]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-vetro-margini-di-crescita-nel-riciclo-della-valle-univetro-qualita-e-cultura-le-nuove-sfide-102758 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-vetro-margini-di-crescita-nel-riciclo-della-valle-univetro-qualita-e-cultura-le-nuove-sfide-102758 Thu, 09 Apr 2026 16:05:00 +0200 Il riciclo del vetro in Italia ha già raggiunto livelli elevati, ma la sfida ora si gioca sulla qualità del materiale raccolto e su una maggiore diffusione della cultura del riciclo, soprattutto nei territori turistici.

Riciclo – Il vetro rappresenta una delle materie più virtuose nel panorama del recupero. “Il vetro è forse la materia prima più diffusa e più entrata nella mentalità della cittadinanza”, anche grazie alla sua capacità di essere riciclato al 100%: “da bottiglia si crea bottiglia”. Il sistema italiano ha già raggiunto i target europei con largo anticipo, segno di un modello consolidato e ben compreso dai cittadini.

Margini – Nonostante i risultati raggiunti, esistono ancora ampi margini di miglioramento. A sottolinearlo è il presidente di Univetro, Alessandro Della Valle, che evidenzia come “i margini di miglioramento ci sono, come in tutte le filiere del recupero”. In particolare, permangono differenze territoriali, con il Sud Italia che presenta ancora criticità nella raccolta.

Qualità – La nuova frontiera è rappresentata dalla qualità del vetro raccolto. Migliorare la selezione significa rendere il materiale sempre più adatto al riutilizzo industriale, ottimizzando il ciclo produttivo e riducendo gli scarti. Un passaggio cruciale per rafforzare il ruolo del vetro come materia prima seconda nel settore dell’imballaggio.

Territorio – Anche la Liguria si inserisce in questo scenario, con risultati leggermente inferiori alla media nazionale. Le caratteristiche del territorio e la forte presenza turistica incidono sulle performance complessive, rendendo più complessa la gestione dei flussi di rifiuti.

Turismo – L’impatto del turismo è significativo. “La civiltà non è soltanto quella degli italiani, ma anche quella degli stranieri”, osserva Della Valle, sottolineando la necessità di una comunicazione mirata anche verso i visitatori. Coinvolgere i turisti nei processi di raccolta differenziata diventa quindi un passaggio essenziale per migliorare ulteriormente i risultati del sistema.

Cultura – Il riciclo passa sempre più dalla consapevolezza collettiva. Oltre agli aspetti tecnici e organizzativi, è la cultura del riuso a fare la differenza, trasformando un’abitudine consolidata in un modello condiviso e sempre più efficace.

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Palermo accelera sulla differenziata, Todaro: “Dal 13% al 30%, ora la sfida è culturale”]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-palermo-accelera-sulla-differenziata-todaro-dal-13-al-30-ora-la-sfida-e-culturale-102752 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-palermo-accelera-sulla-differenziata-todaro-dal-13-al-30-ora-la-sfida-e-culturale-102752 Thu, 09 Apr 2026 15:25:00 +0200 Palermo compie un balzo in avanti nella raccolta differenziata, passando dal 13% al 30% in poco più di un anno. Un risultato significativo che apre però una nuova fase: migliorare i comportamenti dei cittadini e consolidare la crescita.

Crescita – “In un anno e mezzo abbiamo fatto un salto importante”, ha dichiarato Giuseppe Todaro, presidente di Rap Palermo. Un’accelerazione resa possibile da interventi rapidi e dall’estensione dei servizi in diversi quartieri della città.

Territori – I risultati più evidenti arrivano dalle aree dove il sistema è stato introdotto per primo. “Nei quartieri dove siamo partiti siamo oltre il 60%”, ha spiegato Todaro, sottolineando come il modello funzioni quando viene applicato in modo capillare.

Impegno – Il percorso, però, non è stato semplice. “Un lavoro faticosissimo”, ha evidenziato, soprattutto per i tempi stretti legati alla chiusura di progetti avviati negli anni precedenti. Determinante è stato l’investimento sulla comunicazione e sul coinvolgimento dei cittadini.

Criticità – Restano tuttavia problemi rilevanti. “Alcuni purtroppo ancora non vogliono fare la differenziata”, ha spiegato Todaro. Tra le difficoltà principali, la cosiddetta “migrazione dei rifiuti”, con conferimenti impropri in altri quartieri o abbandoni in zone nascoste.

Obiettivi – Lo sguardo è già rivolto al futuro. “Contiamo di arrivare oltre il 45-50% nell’arco di un anno, un anno e mezzo”. Un traguardo ambizioso, che richiederà un ulteriore salto di qualità.

Collaborazioni – Per raggiungerlo, Rap punta su una rete di partner. Sono coinvolti enti, associazioni come Legambiente e il sistema consortile, con l’obiettivo di rafforzare sia gli aspetti tecnici sia quelli educativi.

Cultura – La vera sfida resta quella sociale. “Il salto non è solo tecnologico, ma culturale”, ha concluso Todaro. Un cambiamento che riguarda l’intera comunità e che sarà decisivo per consolidare i risultati.

 

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Tommasini (A.R.LI.R): “Rifiuti in crescita, serve pianificazione e impianti per chiudere il ciclo”]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-tommasini-a-r-li-r-rifiuti-in-crescita-serve-pianificazione-e-impianti-per-chiudere-il-ciclo-102751 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-tommasini-a-r-li-r-rifiuti-in-crescita-serve-pianificazione-e-impianti-per-chiudere-il-ciclo-102751 Thu, 09 Apr 2026 15:20:00 +0200 In Liguria cresce la produzione di rifiuti nonostante l’aumento della raccolta differenziata. La sfida ora è chiudere il ciclo con impianti adeguati e una pianificazione condivisa tra enti e territori.

Scenario – “Partiamo dalla programmazione”, ha spiegato Sergio Tommasini, direttore dell’Agenzia regionale per i rifiuti. La pianificazione rappresenta una leva strategica per governare un sistema complesso, che coinvolge 234 Comuni, quattro province e nove gestori.

Numeri – La Liguria produce circa 830 mila tonnellate di rifiuti all’anno, in crescita rispetto al 2024. Un trend in linea con il dato nazionale. La raccolta differenziata si attesta intorno al 61%, ma resta una quota significativa di indifferenziato, pari a circa 310 mila tonnellate.

Sfida – “Questa è la sfida”, ha sottolineato Tommasini: da un lato aumentare la qualità e la quantità della differenziata, dall’altro gestire in modo efficiente la parte residua. L’obiettivo è ridurre il ricorso alle discariche e puntare su impianti di fine ciclo.

Impianti – Tra le soluzioni previste, anche il futuro termovalorizzatore inserito nel piano regionale dei rifiuti. Un’infrastruttura che dovrebbe contribuire a rendere la regione più autonoma nella gestione dell’indifferenziato.

Dialogo – Centrale il confronto con i territori. “È un modello partecipativo”, ha evidenziato Tommasini. L’agenzia lavora a stretto contatto con i Comuni, suddivisi in nove bacini, per supportare la pianificazione economica e regolatoria.

Sistema – Il coordinamento con la Regione e con l’assessore di riferimento garantisce indirizzi condivisi. L’obiettivo è costruire un sistema efficiente e sostenibile, capace di rispondere alle esigenze dei cittadini.

Tariffe – Tutto questo si riflette anche sui costi. Il lavoro sulla filiera mira a rendere la Tari “sempre più bassa, equa ed equilibrata”, rispondendo alle aspettative dei cittadini.

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Manzi (Ama Roma): “Differenziata verso il 50%, nuovi impianti per migliorare il sistema”]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-manzi-ama-roma-differenziata-verso-il-50-nuovi-impianti-per-migliorare-il-sistema-102750 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-manzi-ama-roma-differenziata-verso-il-50-nuovi-impianti-per-migliorare-il-sistema-102750 Thu, 09 Apr 2026 15:15:00 +0200 Roma si avvicina al 50% di raccolta differenziata, con segnali di crescita e nuovi impianti in arrivo. Ma la complessità del territorio e il peso del turismo rendono la sfida ancora aperta.

Dati – “Siamo prossimi al 50% annuale di raccolta differenziata”, ha dichiarato Bruno Manzi, presidente di Ama Roma. Un traguardo importante per una città dalle dimensioni e dalle criticità uniche nel panorama nazionale.

Organizzazione – Il sistema si basa su un modello misto. Il porta a porta copre circa un terzo della popolazione, pari a 900 mila abitanti, e due terzi del territorio. Il resto della città continua a utilizzare la raccolta stradale, mentre le utenze non domestiche, come ristoranti e attività commerciali, sono servite con modalità dedicate.

Impegno – “È un grandissimo sforzo per la nostra azienda”, ha sottolineato Manzi, evidenziando i progressi compiuti negli ultimi anni. L’organizzazione del servizio richiede un continuo adattamento per migliorare le performance e aumentare le percentuali di raccolta.

Impianti – Il salto di qualità è atteso con l’entrata in funzione di nuove infrastrutture. Dal 1° gennaio saranno operativi due biodigestori per l’organico da 100 mila tonnellate ciascuno e due impianti per il trattamento di plastica e carta. Strutture che contribuiranno a rendere più efficiente l’intero ciclo dei rifiuti.

Turismo – Una delle principali criticità resta il forte afflusso turistico. “Complica molto la situazione”, ha ammesso Manzi. Le presenze non residenziali rappresentano oltre un terzo del totale e rendono più complessa la gestione, soprattutto sul piano della comunicazione.

Comunicazione – Differenze culturali e abitudini diverse rendono più difficile spiegare le modalità di raccolta ai visitatori. Per questo, rafforzare le attività informative diventa una priorità per migliorare i risultati.

Prospettive – L’obiettivo è consolidare la crescita, puntando su impianti, organizzazione e coinvolgimento dei cittadini, per rendere il sistema più efficiente e sostenibile.

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<![CDATA[Forum ecosostenibilità Tn, Antonicelli (Amiu Puglia): “Differenziata in crescita a Bari e Foggia, nuove tecnologie per accelerare”]]> https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-antonicelli-amiu-puglia-differenziata-in-crescita-a-bari-e-foggia-nuove-tecnologie-per-accelerare-102748 https://telenord.it/forum-ecosostenibilita-tn-antonicelli-amiu-puglia-differenziata-in-crescita-a-bari-e-foggia-nuove-tecnologie-per-accelerare-102748 Thu, 09 Apr 2026 15:05:00 +0200 La raccolta differenziata in Puglia mostra segnali di crescita, con risultati significativi a Bari e progressi in corso a Foggia. L’obiettivo è migliorare ulteriormente le percentuali attraverso innovazione e nuovi modelli di raccolta.

Dati – “Amiu Puglia gestisce Bari e Foggia per circa mezzo milione di abitanti”, ha spiegato il direttore generale Antonello Antonicelli. La produzione complessiva si attesta intorno alle 250 mila tonnellate di rifiuti all’anno, un volume che richiede sistemi sempre più efficienti.

Bari – Nel capoluogo regionale i risultati sono in crescita. L’estensione del porta a porta ha coinvolto circa 150 mila residenti, mentre l’introduzione del servizio per le utenze non domestiche del centro ha consentito di superare il 50% di raccolta differenziata negli ultimi mesi.

Innovazione – Il percorso prosegue con nuovi strumenti. “Sono state programmate ulteriori iniziative”, ha spiegato Antonicelli, tra cui l’introduzione dei cassonetti intelligenti nelle aree centrali, finanziati con il PNRR. Queste soluzioni, insieme all’ampliamento del porta a porta, dovrebbero permettere un ulteriore incremento già nel 2026.

Foggia – Anche nel secondo capoluogo si registrano progressi. Dal 2024 è stato avviato il porta a porta per le utenze non domestiche del settore food e una raccolta dedicata per gli imballaggi in cartone. “Siamo passati velocemente dal 0 al 30%”, ha evidenziato Antonicelli.

Progetti – Per Foggia è prevista una nuova fase di sviluppo. Sono pronti i cassonetti ad accesso controllato, che verranno installati entro il 30 giugno per rispettare le scadenze del PNRR e migliorare ulteriormente le performance.

Prospettive – Nonostante i progressi, resta margine di crescita. L’obiettivo è avvicinarsi ai target prefissati, puntando su tecnologia, organizzazione e maggiore partecipazione dei cittadini.

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<![CDATA[2° Forum Ecosostenibilita' 2026- Sessione 2]]> https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-2-102746 https://telenord.it/2-forum-ecosostenibilita-2026-sessione-2-102746 Thu, 09 Apr 2026 15:00:03 +0200

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