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		<title>Notizie di Genova e della Liguria | TELENORD</title>
		<description>Le ultime notizie di Telenord.it</description>
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			<title><![CDATA[A Genova apre il Museo delle Spedizioni Missionarie Salesiane: 150 anni di storia e fede di Don Bosco]]></title>
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						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[In occasione del 150&deg; anniversario della prima spedizione missionaria salesiana, &egrave; stato inaugurato a Genova il Museo delle Spedizioni Missionarie Salesiane, un nuovo...]]></description>
			<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 16:10:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p data-start="218" data-end="529">In occasione del 150&deg; anniversario della prima spedizione missionaria salesiana, &egrave; stato inaugurato a Genova il <strong data-start="357" data-end="405">Museo delle Spedizioni Missionarie Salesiane</strong>, un nuovo spazio dedicato alla memoria e al racconto dell&rsquo;impegno missionario avviato da <strong data-start="495" data-end="517">San Giovanni Bosco</strong> nel 1875.</p>
<p data-start="531" data-end="803">Il museo si trova all&rsquo;interno dell&rsquo;<strong data-start="567" data-end="603">Opera Don Bosco di Sampierdarena </strong>e&nbsp;si sviluppa attorno alla <strong data-start="630" data-end="653">cameretta del Santo</strong>, tuttora conservata, e raccoglie <strong data-start="687" data-end="728">reliquie, lettere e documenti storici</strong> che testimoniano il profondo legame tra Don Bosco e il capoluogo ligure.</p>
<p data-start="805" data-end="1036">Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il rettor maggiore dei Salesiani<strong data-start="858" data-end="904"> Fabio Attard</strong>, undicesimo successore di Don Bosco, e <strong data-start="944" data-end="968">suor Chiara Cazzuola</strong>, madre generale dell&rsquo;Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.</p>
<p data-start="1038" data-end="1374">Fu proprio da Torino-Valdocco, l&rsquo;11 novembre 1875, che <strong>Don Bosco</strong> affid&ograve; ai primi dieci missionari il mandato di partire per l&rsquo;Argentina. Nei giorni successivi, salparono dal porto di Genova con un compito preciso: seguire e sostenere i figli degli emigrati italiani nelle terre lontane della Patagonia e della Terra del Fuoco.</p>
<p data-start="1038" data-end="1374">&ldquo;<em>Accogliere i vertici della Congregazione e i nuovi missionari &egrave; per noi un onore e uno stimolo a rendere la vita un dono d&rsquo;amore</em>&rdquo;, ha dichiarato <strong data-start="1524" data-end="1546">don Sergio Pellini</strong>, direttore dell&rsquo;Istituto Don Bosco di Genova Sampierdarena. &ldquo;<em>Questo anniversario &egrave; un invito a rinnovare la passione missionaria e a vivere il carisma salesiano con creativit&agrave; e coraggio</em>&rdquo;.</p>
<p data-start="1739" data-end="2086">Fondata nel 1872, l&rsquo;<strong>Opera Don Bosco di Sampierdarena</strong> &egrave; una delle realt&agrave; pi&ugrave; radicate nella storia sociale e spirituale di Genova. &ldquo;<em>Parlare di quest&rsquo;Opera significa parlare della vita di un quartiere e di una citt&agrave; intera. Da 150 anni il Don Bosco vive in simbiosi con Genova e con la sua vocazione operaia e industriale</em>&rdquo;, ha aggiunto <strong>Pellini</strong>.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Moby Dick. Il mito della balena bianca a Palazzo Ducale]]></title>
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			<description><![CDATA[Palazzo Ducale apre le sue porte al mito senza tempo della balena bianca pi&ugrave; famosa della letteratura: Moby Dick. La mostra, intitolata &ldquo;Moby Dick.La balena",...]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 11:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Palazzo Ducale</strong> apre le sue porte al mito senza tempo della balena bianca pi&ugrave; famosa della letteratura: <strong>Moby Dick</strong>. La mostra, intitolata &ldquo;Moby Dick.La balena", &egrave; un viaggio immersivo tra parole, immagini e simboli che hanno reso il capolavoro di Herman Melville un&rsquo;icona culturale, riletta e reinterpretata per oltre un secolo.</p>
<p><strong>L&rsquo;esposizione</strong> guida il visitatore attraverso i grandi temi del romanzo &ndash; l&rsquo;ossessione, la sfida alla natura, l&rsquo;infinito, il mistero del mare &ndash; grazie a una selezione di opere d&rsquo;arte, illustrazioni, documenti, edizioni rare e installazioni multimediali. <strong>Un racconto</strong> per immagini che dialoga con la potenza evocativa del testo e la sua eredit&agrave; nella cultura visiva contemporanea.</p>
<p>Pensata per un pubblico trasversale, la mostra non &egrave; solo un omaggio letterario, ma anche una riflessione sul rapporto tra uomo e natura, tra conoscenza e ignoto.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[“Come Ponti sul Mondo”: MEI e Migrantes inaugurano a Roma una mostra immersiva]]></title>
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			<description><![CDATA[Dal 3 ottobre al 16 novembre 2025, presso la Sala della Grande Quadreria del Complesso Santo Spirito in Sassia a Roma. La mostra sar&agrave; aperta al pubblico la mostra...]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 09:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 3 ottobre al 16 novembre 2025</strong>, presso la Sala della Grande Quadreria del Complesso Santo Spirito in Sassia a Roma. La mostra sar&agrave; aperta al pubblico la mostra immersiva &ldquo;Come Ponti sul Mondo &ndash; Storie di Vita, Racconti di Missione&rdquo;, con ingresso libero.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa &egrave; realizzata dalla <strong>Fondazione Museo Nazionale dell&rsquo;Emigrazione Italiana (MEI) e dalla Fondazione Migrantes,</strong> in occasione del Giubileo dei migranti e del mondo missionario (4‑5 ottobre). Il percorso espositivo intende ripercorrere la storia delle Missioni cattoliche italiane e raccontarne l&rsquo;attualit&agrave;, intrecciando tematiche di migrazione, fede, accoglienza e memoria.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Camogli approda a Trani con tre mostre fotografiche tra ambiente, fede e tradizione]]></title>
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						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Venerd&igrave; 10 ottobre Camogli sar&agrave; protagonista a Trani con una triplice mostra fotografica che celebra i valori dell&rsquo;ambiente, della cultura, della fede e...]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 08:40:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerd&igrave; 10 ottobre</strong> Camogli sar&agrave; protagonista a Trani con una triplice mostra fotografica che celebra i valori dell&rsquo;ambiente, della cultura, della fede e della tradizione.</p>
<p>La delegazione camogliese, guidata dal vicesindaco Lorenzo Ghisoli, dall&rsquo;assessora all&rsquo;Ambiente Cristina Gambazza (promotrice dell&rsquo;iniziativa), dal consigliere delegato alla Cultura Paolo Terrile e dal responsabile dell&rsquo;Ufficio tecnico Maurizio Canessa, parteciper&agrave; all&rsquo;inaugurazione presso il suggestivo Monastero di Santa Maria di Colonna.</p>
<p>In esposizione - &ldquo;<strong>Un mondo che scompare&rdquo;</strong> di Marco Gaiotti, gi&agrave; successo a Camogli con oltre 12.000 visitatori;</p>
<p><strong>&ldquo;Camogli nascosta</strong> &ndash; Fede, Arte e Tradizione&rdquo;, con immagini di Sabrina Losso che raccontano il patrimonio religioso camogliese;</p>
<p><strong>Una mostra inedita</strong> che unisce, attraverso pannelli fotografici, le identit&agrave; di Camogli e Trani, rafforzando il legame tra le due citt&agrave;.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa, realizzata con la collaborazione dell&rsquo;associazione culturale &ldquo;<strong>Forme&rdquo; di Trani, &egrave; curata dall&rsquo;Ufficio Lavori Pubblici &ndash; Ambiente del Comune di Camogli</strong> e sostenuta da alcune imprese locali. Un&rsquo;occasione importante per valorizzare e condividere i tesori di Camogli, rafforzando il dialogo tra territori nel segno della bellezza e della sostenibilit&agrave;.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[“Lo spazio del silenzio”: la personale di Ciro Battiloro a Primo Piano di Palazzo Grillo]]></title>
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			<description><![CDATA[In occasione di START 2025, l&rsquo;opening collettivo delle gallerie d&rsquo;arte genovesi, apre a PRIMO PIANO di Palazzo Grillo la mostra &ldquo;Lo spazio del silenzio&rdquo;,...]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 15:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione di <strong>START 2025</strong>, l&rsquo;opening collettivo delle gallerie d&rsquo;arte genovesi, apre a PRIMO PIANO di Palazzo Grillo la mostra &ldquo;Lo spazio del silenzio&rdquo;<strong>, personale del fotografo napoletano Ciro Battiloro, a cura di Gianni Martini e Laura Garbarino.</strong> L&rsquo;inaugurazione si terr&agrave; venerd&igrave; 3 ottobre alle ore 18:00 alla presenza dell&rsquo;autore. Lo spazio espositivo rester&agrave; aperto fino alle 24:00, e proseguir&agrave; sabato 4 ottobre dalle 12:00 alle 22:00.</p>
<p><strong>Tre racconti fotografici, una sola umanit&agrave; - La mostra presenta una selezione di fotografie tratte da tre progetti centrali del percorso di Battiloro: Sanit&agrave;, Santa Lucia e Le Petit Souffle</strong>. - In questi lavori, l&rsquo;autore esplora la quotidianit&agrave; di comunit&agrave; ai margini, restituendo attraverso l&rsquo;obiettivo una narrazione intima, diretta e profondamente umana. Le sue immagini non documentano semplicemente luoghi o persone, ma svelano storie di intimit&agrave;, fragilit&agrave;, resistenza e legami.</p>
<p><strong>Sanit&agrave;: la vita dietro le mura del Rion</strong>e - Il cuore della mostra &egrave; Sanit&agrave;, progetto pluriennale dedicato al Rione Sanit&agrave; di Napoli, uno dei quartieri pi&ugrave; densamente popolati d&rsquo;Europa. In questi scatti, Battiloro restituisce la complessit&agrave; di una comunit&agrave; fortemente coesa, ma spesso schiacciata tra stigmatizzazione sociale e processi di gentrificazione.</p>
<p>Attraverso ritratti domestici spontanei e autentici, il fotografo mette al centro le persone, con uno sguardo che rifugge la retorica e si concentra sul linguaggio dei corpi e sulla profondit&agrave; delle relazioni.</p>
<p><strong>Santa Lucia: vite invisibili nel cuore di Cosenza</strong> - Con Santa Lucia, lo sguardo si sposta nel centro storico di Cosenza, in un quartiere segnato da marginalizzazione e abbandono politico. Un tempo noto come &ldquo;quartiere delle lucciole&rdquo;, oggi Santa Lucia &egrave; un microcosmo in resistenza.</p>
<p>Le fotografie raccontano la vita che persiste: famiglie, volti, gesti quotidiani che sfuggono ai riflettori, ma che Battiloro coglie con delicatezza e rispetto, valorizzando la dignit&agrave; di chi abita questi spazi dimenticati.</p>
<p><strong>Le Petit Souffle: solitudini normanne</strong> - Il percorso si chiude con Le Petit Souffle, il pi&ugrave; recente tra i progetti esposti, ambientato in Normandia, tra i porti di Honfleur e Trouville. Qui, il fotografo documenta la vita dei pescatori e le dinamiche del lavoro in mare: solitudine, fatica, legami di bordo, ritorni silenziosi e intimit&agrave; tra uomini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche in questo caso, le immagini diventano frammenti poetici, sospesi tra realt&agrave; e simbolo, dove il paesaggio si fa specchio di emozioni profonde.</p>
<p>Una fotografia che richiede tempo -&nbsp;"Solo attraverso il tempo la fotografia pu&ograve; rivolgersi realmente all&rsquo;altro" afferma Battiloro.</p>
<p>La sua scelta di lavorare in analogico non &egrave; casuale: implica uno sguardo pi&ugrave; lento, pi&ugrave; consapevole, pi&ugrave; vicino all&rsquo;ascolto che alla cattura. Ogni progetto dura anni, nasce dalla vicinanza e dal rispetto, non dall&rsquo;urgenza del reportage.</p>
<p>&ldquo;Lo spazio del silenzio&rdquo; sar&agrave; visitabile dal 3 ottobre al 28 novembre 2025 a PRIMO PIANO di Palazzo Grillo, in vico alla Chiesa delle Vigne 18R, Genova.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[“Il silenzio del mare e delle stelle”: arte in mostra alla Bottega Lucarda in Sottoripa  ]]></title>
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						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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			<description><![CDATA[Una mostra che nasce dal mare e dal cuore di Genova - Inaugura venerd&igrave; 26 settembre alle ore 18.00 la mostra collettiva I haven&rsquo;t known the silence of the stars and...]]></description>
			<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 19:10:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una mostra che nasce dal mare e dal cuore di Genova</strong> - Inaugura venerd&igrave; 26 settembre alle ore 18.00 la mostra collettiva I haven&rsquo;t known the silence of the stars and of the sea presso la Bottega Storica Lucarda (via di Sottoripa 61R, Genova), luogo simbolico della citt&agrave; dal 1920, custode di oltre un secolo di tradizione marinara. L&rsquo;esposizione sar&agrave; aperta al pubblico dal 27 settembre 2025 al 31 gennaio 2026.</p>
<p><strong>Un progetto che esplora il mare come metafora del viaggio</strong> - Curata da Giorgio Cellini ed Elena Scovazzi Lucarda, la mostra indaga il mare come spazio di trasformazione e soglia tra mondi, ispirandosi a miti antichi, rotte migratorie e visioni contemporanee. Il mare diventa cos&igrave; simbolo di un doppio viaggio: quello interiore, fatto di emozioni e mutamenti, e quello esteriore, vissuto nel corpo e nello spazio.</p>
<p><strong>Opere nate dai Musei del Mare di Genova</strong> - Gli artisti Giorgio Cellini, Daniele Coppola, Andrea sCroce e Marco Strappato hanno sviluppato opere &ndash; inedite o rielaborate &ndash; nel contesto di una residenza di ricerca presso i Musei del Mare di Genova, in particolare il Galata Museo del Mare, l&rsquo;Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni e l&rsquo;Archivio Fotografico Leoni.</p>
<p>Con il supporto dell&rsquo;Associazione Promotori Musei del Mare, gli artisti hanno potuto immergersi nelle collezioni e dialogare con storici, archivisti e operatori museali. Il risultato &egrave; un&rsquo;esposizione che unisce arte contemporanea e memoria storica, all&rsquo;interno di uno spazio profondamente identitario come la Bottega Lucarda.</p>
<p><strong>Quattro visioni artistiche del mare e del viaggio</strong> - &nbsp;Ogni artista interpreta il tema in modo personale:</p>
<p><strong>Giorgio Cellini</strong> intreccia memorie familiari e narrazioni collettive legate alle traversate oceaniche;</p>
<p><strong>Daniele Coppola</strong>, artista e marinaio, crea sculture ispirate agli astri e ai fenomeni atmosferici;</p>
<p><strong>Andrea Croce</strong> realizza un&rsquo;opera site-specific che riflette sui codici visivi della marineria attraverso moda e styling;</p>
<p><strong>Marco Strappato</strong> rilegge l&rsquo;orizzonte come spazio performativo, decostruendo i simboli del mare.</p>
<p><strong>Il tocco di Luzzati: Genova nel dopoguerra</strong> - A completare il percorso espositivo, una preziosa selezione di disegni del Maestro Emanuele Luzzati, appartenenti alla serie La vecchia Genova, che raccontano la citt&agrave; nel dopoguerra. Le opere sono esposte grazie alla collaborazione con la Lele Luzzati Foundation e Casa Luzzati, che custodiscono e promuovono il lascito del Maestro.</p>
<p>L&rsquo;arte nei luoghi della quotidianit&agrave;: il progetto &ldquo;I miei musei sono i negozi&rdquo;</p>
<p>La mostra fa parte del progetto itinerante &ldquo;I miei musei sono i negozi&rdquo; ideato da Giorgio Cellini, che mira a portare l&rsquo;arte contemporanea in luoghi non convenzionali &ndash; come botteghe storiche, negozi, spazi urbani &ndash; trasformandoli in luoghi di scambio culturale e umano.</p>
<p>La Bottega Lucarda, con la sua lunga storia legata al porto e alla citt&agrave;, si conferma spazio ideale per questa contaminazione tra arti visive, storia e identit&agrave; urbana.</p>
<p><strong>Un titolo evocativo, tra poesia e possibilit&agrave;</strong> - Il titolo della mostra, I haven&rsquo;t known the silence of the stars and of the sea, &egrave; ispirato a un verso di Edgar Lee Masters, ma rivisitato con l&rsquo;aggiunta della negazione &ldquo;NOT&rdquo;. Un gesto simbolico che non indica mancanza, ma apertura verso l&rsquo;ignoto: un altrove possibile, carico di mistero, desiderio e scoperta.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[“Genova e la Lanterna”: il faro e la città negli scatti di Angelo Zammarrelli al Galata Museo del Mare]]></title>
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						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Dal 18 settembre al 19 ottobre 2025, il Galata Museo del Mare di Genova ospita la mostra fotografica &ldquo;Genova e la Lanterna&rdquo; di Angelo Zammarrelli, a cura di Andrea...]]></description>
			<pubDate>Sat, 13 Sep 2025 10:25:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 18 settembre al 19 ottobre 2025,</strong> il Galata Museo del Mare di Genova ospita la mostra fotografica &ldquo;Genova e la Lanterna&rdquo; di Angelo Zammarrelli, a cura di Andrea Botto. L&rsquo;esposizione raccoglie sedici fotografie fine art, che raccontano il faro simbolo della citt&agrave; &ndash; la Lanterna &ndash; con uno sguardo nuovo, profondo e consapevole. La mostra inaugura gioved&igrave; 18 settembre alle ore 18:00 presso la Galleria delle Esposizioni, con ingresso libero.</p>
<p><strong>La Lanterna: icona familiare e misteriosa</strong> - Simbolo indiscusso di Genova, la Lanterna non &egrave; solo un faro, ma anche una presenza costante nel paesaggio urbano e nell&rsquo;immaginario collettivo. Nella mostra, Zammarrelli la esplora come punto di riferimento visivo ed emotivo, sfuggendo ai clich&eacute; iconografici per restituire immagini inedite, cariche di significato e suggestione.</p>
<p>Tra vicoli stretti, panorami aperti e scorci quotidiani, il faro si rivela familiare ma anche enigmatico, un soggetto che &ldquo;ritorna&rdquo; in modo ossessivo ma mai ripetitivo.</p>
<p><strong>Un progetto fotografico tra memoria e contemporaneit&agrave;</strong> - Realizzato tra il 2016 e il 2018, il progetto &egrave; il frutto di un lungo lavoro di osservazione e composizione. Le fotografie sono stampate ai pigmenti e montate su alluminio, con un&rsquo;estetica che richiama la grande scuola della fotografia americana a colori &ndash; da William Eggleston a Joel Meyerowitz.</p>
<p>Le immagini, apparentemente semplici, si rivelano complesse nella loro capacit&agrave; di suggerire connessioni, rimandi e giustapposizioni, invitando il visitatore a un&rsquo;osservazione lenta e riflessiva.</p>
<p><strong>Genova come spazio di ritorno</strong> - La mostra &egrave; anche un racconto della citt&agrave;. Genova, con la sua natura portuale, &egrave; un luogo da cui si parte e a cui si ritorna. La Lanterna diventa il simbolo di questa ambivalenza: una presenza fissa in una citt&agrave; in continua trasformazione.</p>
<p>Tra memoria e presente, ordine e caos, costanza e cambiamento, Zammarrelli restituisce un ritratto urbano personale e universale, che parla tanto ai genovesi quanto a chi guarda la citt&agrave; da fuori.</p>
<p><strong>Il catalogo e i curatori</strong> - La mostra &egrave; accompagnata da un volume edito da Il Canneto Editore, con testi di Stefano Fera e del curatore Andrea Botto, che ha sostenuto il lavoro di Zammarrelli lungo tutto il percorso. Il catalogo diventa parte integrante dell&rsquo;opera, offrendo ulteriori chiavi di lettura e approfondimento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Il fascino dell'ignoto: Vittorio Puccio "dona" la vita con il colore a 13 sculture del cimitero di Staglieno]]></title>
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						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
						<category><![CDATA[Liguria Live]]></category>
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			<description><![CDATA[La mostra del medico-fotografo Vittorio Puccio approda a Palazzo Ducale. "Mi sono affezionato allo scultore Santo Varni: in ognuna delle sue statue che sono a Staglieno lui...]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 21:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mostra del medico-fotografo <strong>Vittorio Puccio </strong>approda a Palazzo Ducale. "Mi sono affezionato allo scultore Santo Varni: in ognuna delle sue statue che sono a Staglieno lui ripete il volto della moglie ma con espressioni diverse". Dopo l'esposizione <strong>a Palazzo Ducale</strong>, la mostra sar&agrave; allestita al Cimitero di Staglieno e poi al Centro Civico Buranello.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[“Rotte in libertà”: l’arte di Ester Maria Negretti approda al Galata Museo del Mare]]></title>
			<link>https://telenord.it/rotte-in-liberta-l-arte-di-ester-maria-negretti-approda-al-galata-museo-del-mare-93759</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Dall&rsquo;11 al 28 settembre 2025, in occasione del 65&deg; Salone Nautico, il Galata Museo del Mare ospita la mostra personale di Ester Maria Negretti, a cura di Alessio...]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Sep 2025 12:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&rsquo;11 al 28 settembre 2025, in occasione del <strong>65&deg; Salone Nautico</strong>, il <strong>Galata Museo del Mare </strong>ospita la mostra personale di Ester Maria Negretti, a cura di Alessio Musella. L&rsquo;esposizione, intitolata &ldquo;Rotte in libert&agrave;&rdquo;, propone un viaggio pittorico che intreccia arte, mare e libert&agrave;, all&rsquo;interno dello spazio polivalente al primo piano del museo.</p>
<p><strong>Inaugurazione l&rsquo;11 settembre </strong>- La mostra sar&agrave; inaugurata <strong>gioved&igrave; 11 settembre alle ore 18.00. </strong>All&rsquo;evento interverranno, oltre all&rsquo;artista, Maurizio Dacc&agrave;, presidente dell&rsquo;associazione Promotori Musei del Mare. L&rsquo;ingresso &egrave; libero. Durante tutto il periodo del Salone Nautico, i visitatori che presenteranno il biglietto del Salone avranno uno sconto di 5 euro sull&rsquo;ingresso al museo.</p>
<p><strong>Un viaggio tra vele, materiali e libert&agrave; </strong>- Negretti, artista comasca dal tratto inconfondibile, torna a dialogare con il tema del mare. Le sue opere, molte delle quali realizzate con materiali di recupero come manifesti strappati e oggetti raccolti sulla spiaggia, evocano il movimento delle onde, la salsedine, la leggerezza delle vele. Una grande tela di cinque metri guida i visitatori in una navigazione artistica e sensoriale.</p>
<p><strong>Omaggio alla vela femminile e alla libert&agrave; </strong>- La mostra &egrave; anche un omaggio alle donne veliste e include una dedica personale alla figlia dell&rsquo;artista, che ha ispirato le tonalit&agrave; della collezione. &ldquo;Rotte in libert&agrave;&rdquo; &egrave; un invito a vivere con lo spirito del velista: pronti al cambiamento, sempre aperti al vento della scoperta.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[“Hiroshima Appeals. Messaggi di pace”: dal 6 settembre al Museo Chiossone]]></title>
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						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Dal 6 settembre all&rsquo;11 gennaio 2026, il Museo d&rsquo;Arte Orientale Edoardo Chiossone ospiter&agrave; la mostra temporanea Hiroshima Appeals. Messaggi di pace, a cura di...]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 14:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 6 settembre all&rsquo;11 gennaio 2026</strong>, il Museo d&rsquo;Arte Orientale Edoardo Chiossone ospiter&agrave; la mostra temporanea <strong>Hiroshima Appeals. Messaggi di pace</strong>, a cura di <strong>Miki Shimokawa</strong>. L&rsquo;esposizione presenta una selezione di <strong>29 manifesti artistici </strong>e una serie di poster documentaristici e didattici in prestito dall&rsquo;Hiroshima Peace Memorial Museum, offrendo un percorso visivo e riflessivo sulla memoria e sulla speranza.</p>
<p><strong>La campagna Hiroshima Appeals </strong>- Nasce dallo spirito resiliente della citt&agrave; di Hiroshima, devastata nel 1945 dalla prima bomba atomica usata contro civili. I poster, realizzati da celebri designer giapponesi della Japan Graphic Designers Association (JAGDA), veicolano un messaggio chiaro: denunciare l&rsquo;orrore della guerra e promuovere il disarmo nucleare.</p>
<p><strong>Il ricordo di della tragedia di Hiroshima e Nagasaki </strong>- "Una rassegna che rappresenta un potente messaggio di pace e speranza. Attraverso una selezione di pere di artisti internazionali, l&rsquo;esposizione ci invita a ricordare il drammatico passato, ma soprattutto a impegnarci per un futuro di armonia tra i popoli. Ringrazio la Fondazione Internazionale per la Cultura di Hiroshima, JAGDA e tutti i partner coinvolti per aver reso possibile questa iniziativa", piega <strong>l&rsquo;assessore alla Cultura Giacomo Montanari.</strong></p>
<p><strong>La campagna Hiroshima Appeals </strong>inizi&ograve; nel 1983 con il manifesto <strong>Burning Butterflies di Yusaku Kamekura. </strong>Da allora, ogni anno un designer JAGDA ha realizzato un manifesto contro la guerra e l&rsquo;uso delle armi nucleari. Interrotta nel 1990, la campagna &egrave; stata ripresa nel 2005 in occasione del 60&ordm; anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, rafforzando il legame con la citt&agrave; di Hiroshima e il network internazionale Mayors for Peace.</p>
<p><strong>Un messaggio in tutto il mondo </strong>- I manifesti, spesso donati al sindaco di Hiroshima e mostrati in contesti internazionali &ndash; come il G7 dei ministri degli Esteri del 2016 &ndash; sono stati esposti in mostre in tutto il mondo, dalla Spagna all&rsquo;Italia, fino agli Stati Uniti. Sono venduti al pubblico ed esibiti nella Peace Poster Exhibition, una tourn&eacute;e globale che diffonde il messaggio di pace <strong>oltre i confini giapponesi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[“Sulle onde in cerca della libertà”: Louise Durocher e la scultura poetica al Galata Museo del Mare]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Il Galata Museo del Mare accoglie la mostra personale della scultrice canadese Louise Durocher, intitolata &ldquo;Sulle onde in cerca della libert&agrave;&rdquo;,...]]></description>
			<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 17:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Galata Museo del Mare</strong> accoglie la mostra personale della scultrice canadese Louise Durocher, intitolata &ldquo;Sulle onde in cerca della libert&agrave;&rdquo;, un&rsquo;esposizione che unisce potenza materica e lirismo visivo. L&rsquo;inaugurazione si terr&agrave; <strong>gioved&igrave; 7 agosto 2025 alle ore 18:00</strong>, a ingresso libero, con la partecipazione dell&rsquo;artista, del curatore Luciano Caprile, di Maurizio Dacc&agrave; (Presidente Promotori Musei del Mare) e di Giorgia Barzetti, dello staff scientifico del MuMa.</p>
<p><strong>La mostra sar&agrave; visitabile fino al 29 agosto 2025 nella Galleria delle Esposizioni, con il biglietto d&rsquo;ingresso al museo</strong>. - Scultura come viaggio interiore e marino - Attraverso una selezione di opere realizzate tra il 2019 e il 2024, Louise Durocher invita il visitatore a un percorso intimo ed evocativo, fatto di forme scolpite in marmo di Carrara e granito nero dello Zimbabwe. Dieci le sculture in mostra, disposte su piedistalli per una fruizione libera e immersiva, che evocano la dimensione spirituale del rapporto tra uomo e mare.</p>
<p>&ldquo;Il mare / una massa d&rsquo;acqua / che ispira, ipnotizza&hellip; / il mare accende l&rsquo;ultima candela, di SPERANZA.&rdquo;<br />&mdash; Louise Durocher, 2025</p>
<p><strong>Le opere</strong> - La Vague Noire, La Barca, Hope, Envol, Surf, Fond de Mer, Primo Volo e Abbraccio non sono semplici rappresentazioni di elementi marini. Sono piuttosto visioni emotive e simboliche del mare, inteso come spazio di memoria, speranza e trasformazione.</p>
<p><strong>Un allestimento poetico e contemplativo</strong> - Il percorso espositivo, allestito su pareti nere, guida il visitatore verso un&rsquo;esperienza contemplativa e sensoriale, che culmina in un video finale con il volto e le parole dell&rsquo;artista. In questo spazio sospeso tra luce e materia, lo spettatore &egrave; chiamato a riflettere sulla propria relazione con l&rsquo;infinito e sull&rsquo;idea di libert&agrave; che il mare rappresenta.</p>
<p>La mostra si inserisce nel ricco programma culturale del Galata, rafforzando il dialogo tra arte contemporanea e identit&agrave; marittima. Un&rsquo;occasione per scoprire la profondit&agrave; emotiva e simbolica della scultura contemporanea attraverso lo sguardo di un&rsquo;artista che ha fatto del mare la sua voce creativa.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Da Camogli a Trani: la mostra fotografica di Marco Gaiotti “Un Mondo che scompare” sbarca in Puglia]]></title>
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						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Dopo il grande successo primaverile a Camogli, dove ha registrato oltre 12 mila visitatori nelle affascinanti sale di Castel Dragone, la mostra fotografica Un Mondo che scompare...]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 11:25:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il grande successo primaverile a Camogli, dove ha registrato oltre <strong>12 mila</strong> visitatori nelle affascinanti sale di Castel Dragone, la mostra fotografica Un Mondo che scompare di Marco Gaiotti arriva a Trani. L&rsquo;esposizione sar&agrave; allestita a <strong>ottobre</strong> nella suggestiva cornice del monastero della <strong>Madonna di Colonna</strong>, affacciato sul mare, su iniziativa dell&rsquo;associazione culturale &ldquo;Forme&rdquo;.</p>
<p><strong>Il progetto</strong> - Documenta ambienti naturali a rischio e culture minacciate dall&rsquo;omologazione globale, ha attirato l&rsquo;interesse del Comune di Trani come iniziativa di alto valore ambientale e culturale. Marco Gaiotti, fotografo genovese classe 1983, attraverso i suoi scatti accompagna i visitatori in un viaggio visivo potente e poetico, capace di suscitare riflessioni profonde sul rapporto tra uomo e natura.</p>
<p><strong>Il commento</strong>&nbsp;- Soddisfazione &egrave; stata espressa da Cristina Gambazza, <strong>assessora all&rsquo;Ambiente del Comune di Camogli,</strong> che fin dall&rsquo;inizio ha sostenuto la mostra. In occasione dell&rsquo;arrivo a Trani, <strong>Gambazza</strong> ha proposto di arricchire l&rsquo;esposizione con una sezione speciale dedicata ai paesaggi, alle peculiarit&agrave; ambientali e alle tradizioni culturali delle due citt&agrave;, Camogli e Trani. Un&rsquo;idea accolta con entusiasmo, che trasformer&agrave; l&rsquo;evento in un ponte che unisce bellezza e impegno per la tutela del patrimonio di due territori: natura e identit&agrave;.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Jacopo Benassi a Palazzo Ducale: l’artista spezzino si racconta tra scatti, materia e azione]]></title>
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						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Un&rsquo;estate di fotografia e libert&agrave; creativa a Genova - Dal 12 luglio al 14 settembre 2025, la Loggia degli Abati di Palazzo Ducale ospita Jacopo Benassi &ndash;...]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 11:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un&rsquo;estate di fotografia e libert&agrave; creativa a Genova -</strong> Dal 12 luglio al 14 settembre 2025, la Loggia degli Abati di Palazzo Ducale ospita Jacopo Benassi &ndash; LIBERO!, una mostra che racconta l&rsquo;evoluzione del celebre artista spezzino attraverso fotografie, installazioni e performance. Curata da Francesco Zanot, l&rsquo;esposizione mette al centro l&rsquo;identit&agrave; artistica di Benassi e la sua capacit&agrave; di mescolare linguaggi diversi in una narrazione visiva potente e personale.</p>
<p><strong>Residenza d&rsquo;artista: un atelier aperto al pubblico</strong> - La mostra sar&agrave; anticipata da una Residenza/Atelier che prender&agrave; vita negli spazi di Palazzo Ducale dal 5 al 30 giugno, grazie al progetto curato da BLU &ndash; Breeding and Learning Unit. Il primo appuntamento &egrave; fissato per gioved&igrave; 5 giugno alle ore 17, nella Sala del Maggior Consiglio. Benassi trasformer&agrave; il proprio processo creativo in un&rsquo;azione pubblica, coinvolgendo la citt&agrave; e il pubblico in momenti di confronto, produzione e performance.</p>
<p><strong>Fotografia come gesto e materia - Jacopo Benass</strong>i &ndash; LIBERO! esplora le tappe fondamentali del percorso dell&rsquo;artista, partendo dai suoi soggetti iconici &ndash; ritratti, musica underground, oggetti quotidiani &ndash; fino a installazioni immersive che fondono fotografia, scultura e azione. Un&rsquo;indagine sul linguaggio fotografico contemporaneo e la sua capacit&agrave; di interrogare il presente, rompendo le barriere tra immagine e spazio.</p>
<p><strong>Un progetto collettivo e formativo</strong> - Durante la residenza, l&rsquo;artista lavorer&agrave; anche con gli studenti del Dipartimento di Arti Visive e Fotografia di NABA &ndash; Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, in un percorso formativo in cui l&rsquo;esperienza e la sperimentazione diventano strumenti di apprendimento condiviso. Il lavoro prodotto entrer&agrave; a far parte della collezione permanente del Museo di Arte Contemporanea Villa Croce.</p>
<p><strong>Un&rsquo;azione sostenuta dalla cultura pubblica</strong> - Il progetto &egrave; reso possibile grazie a Strategia Fotografia 2024, iniziativa promossa dalla Direzione Generale Creativit&agrave; Contemporanea del Ministero della Cultura, con il supporto di Fondazione Palazzo Ducale, Museo Villa Croce e NABA. Un&rsquo;occasione per riflettere sul ruolo dell&rsquo;arte contemporanea nel generare partecipazione, innovazione e nuove forme di libert&agrave; espressiva.</p>
<p><strong>Giugno per Benassi</strong> - L'artista realizzer&agrave; un&rsquo;opera fotografica inedita, trasformando Palazzo Ducale in uno studio aperto al pubblico e attivato da incontri, workshop e performance.<br />Il progetto &egrave; ideato e curato da Associazione BLU &ndash; Breeding and Learning Unit di Genova, con la collaborazione di Fondazione Palazzo Ducale, Museo di Arte Contemporanea Villa Croce e NABA &ndash; Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.</p>
<p><strong>Sabato 14 giugno ore 19, Sala Liguria</strong> - Performance &ldquo;<strong>ROLLERS&rdquo; di Sissi e Jacopo Benassi</strong> - <strong>ROLLERS</strong> &egrave; un'opera collaborativa in cui si intrecciano due diversi modi di indagare il corpo umano. Un&rsquo;azione in cui il corpo attraversa lo spazio con battiti, rumore e lampi di luce. Sissi disegna lo spazio di un club attraverso una danza ipnotica, illuminata unicamente dai flash diretti di Jacopo Benassi. Le ruote dei suoi pattini segnano il ritmo dell&rsquo;azione. Rollers &egrave; un cuore pulsante, &egrave; la meccanica di una "macchina" che tuona il proprio rumore, cercando, con un colpo secco di luce, un&rsquo;immagine lontana dall&rsquo;ossessione contemporanea per la perfezione. Il pubblico, alieno e coinvolto in una trib&ugrave; metropolitana, &egrave; spettatore di una scena di caccia moderna, dove il cacciatore insegue la sua preda provocatoria, che lo cerca e al tempo stesso gli sfugge. E lui la congela, in una posa imprevedibile, rubata nel buio.</p>
<p><strong>Gioved&igrave; 19 giugno ore 17, Cortile Maggiore</strong> - Apertura atelier/residenza di Benassi e prove aperte</p>
<p><br /><br /></p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Genova, James Hawke debutta in Italia: a Villa delle Peschiere la mostra “Life in Transit”]]></title>
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						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Le sale rinascimentali di Villa delle Peschiere si aprono all&rsquo;arte contemporanea con la prima mostra personale in Italia di James Hawke, pittore britannico acclamato nel...]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 14:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le sale rinascimentali di<strong> Villa delle Peschiere</strong> si aprono all&rsquo;arte contemporanea con la prima mostra personale in Italia di James Hawke, pittore britannico acclamato nel panorama europeo per il suo stile colorato e narrativo. L&rsquo;evento, organizzato da <strong>Palazzo Foundation,</strong> segna un nuovo capitolo nella valorizzazione culturale del complesso monumentale genovese e inaugura un ciclo di iniziative che mira a restituire alla citt&agrave; un gioiello finora custodito privatamente.</p>
<p><strong>&ldquo;Life in Transit&rdquo;</strong>, questo il titolo della mostra, raccoglie 18 tele originali in cui Hawke reinventa la villeggiatura mediterranea attraverso personaggi e scorci ispirati a Genova, alle sue spiagge e alla ricca architettura della villa stessa. L&rsquo;artista ha reinterpretato anche gli affreschi cinquecenteschi del Salone d&rsquo;Onore, opera di Giovanni Battista Castello, detto il Bergamasco, trasportando i personaggi mitologici in una scena balneare contemporanea. Un omaggio ironico e raffinato alla stratificazione di storie e suggestioni che abitano questo luogo unico.</p>
<p>L&rsquo;esposizione, aperta al pubblico e con opere acquistabili, si inserisce nel programma di rilancio della villa promosso da <strong>Filippo Fabbri,</strong> presidente della neonata <strong>Palazzo Foundation</strong> e amministratore delegato del gruppo assicurativo Lockton P.L. Ferrari, oggi insediato nel complesso. Obiettivo della fondazione &egrave; quello di finanziare, anche attraverso eventi artistici e culturali, il restauro della Grotta Pallavicino, una straordinaria struttura decorata con materiali policromi situata nel parco della villa.</p>
<p>Oltre alla mostra di Hawke, il <strong>calendario prevede una stagione di Opera in Villa, che il prossimo 19 giugno ospiter&agrave; una versione ridotta della celebre Cavalleria Rusticana</strong>. Per chi volesse sostenere il progetto di restauro, &egrave; attiva una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Rete del Dono, al link: https://www.retedeldono.it/onp/pf.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Genova, “Amerigo Vespucci On Board!”: al Galata la mostra fotografica del veliero più famoso d’Italia]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Dal 27 maggio al 29 giugno 2025, il Galata Museo del Mare di Genova ospita la mostra fotografica &ldquo;Amerigo Vespucci On Board!&rdquo;, a cura di Oberon Gallery e con oltre...]]></description>
			<pubDate>Thu, 29 May 2025 08:15:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 27 maggio al 29 giugno 2025, il Galata Museo del Mare di Genova</strong> ospita la mostra fotografica <strong>&ldquo;Amerigo Vespucci On Board!&rdquo;</strong>, a cura di <strong>Oberon Gallery</strong> e con oltre 50 scatti in bianco e nero firmati dal celebre fotografo <strong>Carlo Mari</strong>. L&rsquo;esposizione, allestita nella Galleria delle Esposizioni e nella Sala dell&rsquo;Idrografico, &egrave; inclusa nel biglietto del museo.</p>
<p><strong>La genesi dell'esposizione</strong> - Il progetto nasce da un&rsquo;esperienza diretta dell&rsquo;autore a bordo del Vespucci &ndash; simbolo della Marina Militare Italiana &ndash; durante il suo<strong> tour mondiale</strong> iniziato nel 2023, e offre uno sguardo intimo sulla vita dell&rsquo;equipaggio. Le immagini restituiscono emozione, disciplina, tradizione e spirito di squadra, intrecciando arte, storia e umanit&agrave;.</p>
<p><strong>La collaborazione storica</strong> - La mostra si inserisce nell'ormai saldo rapporto tra il <strong>Galata e la Marina Militare</strong> e anticipa l&rsquo;atteso arrivo del Vespucci a Genova. In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani (8 giugno), sono previste anche iniziative speciali per tutte le et&agrave;, in sinergia con il MEI - Museo Nazionale dell&rsquo;Emigrazione Italiana.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Luoghi, volti e memoria del lavoro: a Genova la fotografia racconta le trasformazioni dell’impresa italiana]]></title>
			<link>https://telenord.it/luoghi-volti-e-memoria-del-lavoro-la-fotografia-racconta-le-trasformazioni-dell-impresa-italiana-88827</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[La fotografia come strumento per raccontare la storia del lavoro e delle sue trasformazioni &egrave; al centro dell&rsquo;ultimo appuntamento di &ldquo;Una Rete in...]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 May 2025 12:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="299" data-end="603">La fotografia come strumento per raccontare la storia del lavoro e delle sue trasformazioni &egrave; al centro dell&rsquo;ultimo appuntamento di &ldquo;<strong>Una Rete in Viaggio</strong>&rdquo;, il ciclo promosso da Rete Fotografia che sabato 10 maggio 2025, dalle 10:30, fa tappa a Genova presso la Fondazione Ansaldo con il focus &ldquo;<strong>Luoghi e forme del lavoro</strong>&rdquo;.</p>
<p class="" data-start="605" data-end="1123"><strong data-start="605" data-end="624">Archivi storici</strong> &ndash; La giornata conclusiva coinvolge archivi di rilievo nazionale, da Fondazione AEM a Fondazione ISEC, dal Museo Nazionale del Cinema alla Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala. L&rsquo;iniziativa mette a tema i diversi modi in cui la fotografia ha documentato nel tempo gli ambienti produttivi, i cambiamenti nei ruoli lavorativi, le identit&agrave; collettive e il rapporto tra fabbrica e territorio. Un percorso che valorizza il patrimonio fotografico come fonte di riflessione storica e sociale.</p>
<p class="" data-start="1125" data-end="1664"><strong data-start="1125" data-end="1143">Acquisizioni recenti </strong>&ndash; Tra i materiali inediti presentati spiccano quelli dell&rsquo;archivio fotografico di Eduard Safarik, storico dell&rsquo;arte di origini ceche, recentemente acquisito dalla Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala. I negativi e le stereoscopie su vetro offrono uno sguardo dettagliato su infrastrutture, cantieri e grandi eventi come l&rsquo;Esposizione Universale di Parigi del 1900, restituendo visivamente il lavoro umano nelle trasformazioni urbane e industriali tra la fine dell&rsquo;Ottocento e i primi decenni del Novecento.</p>
<p class="" data-start="1666" data-end="2211"><strong data-start="1666" data-end="1691">Condizioni lavorative</strong> &ndash; Giorgio Bigatti della Fondazione ISEC si concentra sulla documentazione fotografica delle imprese Breda e Marelli a Sesto San Giovanni. Le immagini raccontano la distinzione tra meccanica pesante a prevalenza maschile e elettromeccanica con significativa presenza femminile, offrendo una lettura sul cambiamento dei ruoli di genere, il conflitto sociale e le connessioni tra fabbrica e citt&agrave;. &ldquo;Attraverso queste immagini si ricostruiscono relazioni complesse tra produzione, societ&agrave; e territorio&rdquo;, sottolinea Bigatti.</p>
<p class="" data-start="2213" data-end="2683"><strong data-start="2213" data-end="2235">Identit&agrave; aziendale</strong> &ndash; Federica Miotti, per Fondazione AEM, propone una lettura del rapporto tra spazio aziendale e lavoratori, dalle immagini degli anni Trenta in cui il dipendente &egrave; elemento dell&rsquo;ingranaggio produttivo, alla progressiva valorizzazione dell&rsquo;identit&agrave; collettiva nel dopoguerra. Il materiale d&rsquo;archivio racconta anche il lavoratore fuori dalla fabbrica, attraverso rubriche e reportage visivi, come quelli dei fotografi Paolo Moreschi e Adolfo Ferrari.</p>
<p class="" data-start="2685" data-end="3204"><strong data-start="2685" data-end="2710">Modernit&agrave; industriale</strong> &ndash; Il contributo del Museo Nazionale del Cinema, presentato da Roberta Basano, ruota attorno all&rsquo;opera di Vittorio Zumaglino. Fotografo amatoriale e giornalista, negli anni Trenta raccont&ograve; la Torino del ventennio fascista ritraendo fabbriche, cantieri e operai come simboli della modernit&agrave;. &ldquo;L&rsquo;uomo e la macchina convivono in un racconto coerente, dove ogni soggetto &egrave; parte di un sistema in mutamento&rdquo;, osserva Basano. L&rsquo;archivio, donato dalla figlia Piera, custodisce oltre 28.000 fotografie.</p>
<p class="" data-start="3206" data-end="3648"><strong data-start="3206" data-end="3232">Produzione fotografica</strong> &ndash; Pietro Repetto di <strong>Fondazione Ansaldo</strong> riflette sulle forme del lavoro fotografico e sui processi che accompagnano la realizzazione delle immagini aziendali. &ldquo;Dallo scatto alla stampa, fino alla pubblicazione: ogni fase &egrave; parte di una catena produttiva che richiede competenze specifiche&rdquo;, spiega. L&rsquo;archivio Ansaldo offre casi studio emblematici dell&rsquo;uso della fotografia come strumento di comunicazione d&rsquo;impresa.</p>
<p class="" data-start="3650" data-end="4062"><strong data-start="3650" data-end="3678">Esperienze professionali</strong> &ndash; Infine, Isabella Colonnello porta una testimonianza diretta sull&rsquo;evoluzione del lavoro fotografico in ambito aziendale. Attiva fin dagli anni Sessanta alla Foster Wheeler, ha affiancato fotografi come Gabriele Basilico e Toni Nicolini nella comunicazione visiva d&rsquo;impresa, contribuendo alla produzione di materiale promozionale e alla costruzione dell&rsquo;immagine aziendale nel tempo.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Genova, “La gioia della distanza”: l’antologica di Franz Prati tra architettura, paesaggio e sogno]]></title>
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						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Marted&igrave; 6 maggio 2025, alle ore 18, apre al pubblico negli spazi di Primo Piano a Palazzo Grillo, nel cuore di Genova, La gioia della distanza, una mostra antologica...]]></description>
			<pubDate>Tue, 06 May 2025 16:40:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marted&igrave; 6 maggio 2025, alle ore 18, apre al pubblico negli spazi di Primo Piano a Palazzo Grillo</strong>, nel cuore di Genova, La gioia della distanza, una mostra antologica dedicata a Franz Prati. L&rsquo;esposizione, curata da Antonio Schiavo, ripercorre oltre quarant&rsquo;anni di ricerca dell&rsquo;artista-architetto, mettendo al centro il disegno come strumento di indagine poetica sul paesaggio, sulla citt&agrave; e sull&rsquo;architettura.</p>
<p><strong>Le opere</strong> - Il percorso si snoda tra epoche, linguaggi e suggestioni differenti, unificate dal filo conduttore del viaggio: un attraversamento visivo che parte dalla citt&agrave; stratificata degli anni Ottanta, si perde nei resti archeologici di<strong> Roma</strong>, si specchia nella classicit&agrave; di <strong>Piero della Francesca e Canova</strong>, fino ad aprirsi agli orizzonti sfumati della contemporaneit&agrave;.</p>
<p><strong>L&rsquo;allestimento</strong> - Accoglie il visitatore con una composizione ideale di opere accostate in modo inedito, dove le &ldquo;scritture&rdquo; urbane si dissolvono in paesaggi immaginati, infiniti, per poi ritornare a due citt&agrave;-cardine: <strong>Roma e Genova,</strong> luoghi reali e simbolici della memoria.</p>
<p>Le sezioni - Di queste una &egrave; dedicata all&rsquo;architettura come processo creativo: Prati, attraverso il disegno, esplora gli strati invisibili della costruzione, fino a raggiungere la dimensione intima della casa. Qui l&rsquo;architettura non &egrave; solo tecnica, ma gesto artistico, capace di rivelare emozioni e visioni.</p>
<p>Proseguendo, l&rsquo;architettura si frammenta, si fonde con la scultura e il paesaggio diventa teatro immenso: &egrave; il &ldquo;Granteatro&rdquo; della mente, spazio metafisico dove i ricordi si fanno struttura e la citt&agrave; immaginata diventa guida nel disorientamento. In una sala pi&ugrave; raccolta, prende forma una Wunderkammer personale: uno spazio sospeso in cui le forme del classico tornano a parlare, sfumate e mutevoli, tra architettura, paesaggio e scultura.</p>
<p><strong>Il viaggio -</strong> Tema chiave dell&rsquo;intera mostra, culmina nell&rsquo;ultima sala: da una <strong>Roma canoviana</strong> si salpa verso isole possibili, in paesaggi acquatici e visionari. Qui, l&rsquo;architettura cede il passo al sogno. Le immagini diventano metafore naviganti, stimolando riflessioni sulla condizione contemporanea e sull&rsquo;essenza mutevole della vita.</p>
<p><strong>La mostra sar&agrave; visitabile fino al 5 giugno 2025, con ingresso libero, nei seguenti orari:</strong><br /><strong>Gioved&igrave; e venerd&igrave;: 16:00 &ndash; 20:00</strong><br /><strong>Sabato e domenica: 14:00 &ndash; 20:00</strong></p>
<p>Gioved&igrave; 22 maggio alle ore 15:00, Franz Prati guider&agrave; personalmente una visita attraverso le opere in mostra, offrendo uno sguardo intimo sul proprio percorso creativo.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[World Press Photo Exhibition debutta a Genova: a Palazzo Ducale il meglio del fotogiornalismo mondiale]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Per la prima volta Genova ospita la World Press Photo Exhibition, tra le pi&ugrave; prestigiose mostre internazionali dedicate al fotogiornalismo. L&rsquo;appuntamento &egrave;...]]></description>
			<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 09:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per la prima volta</strong> Genova ospita la World Press Photo Exhibition, tra le pi&ugrave; prestigiose mostre internazionali dedicate al fotogiornalismo. L&rsquo;appuntamento &egrave; a Palazzo Ducale, nella Loggia degli Abati, dal 30 aprile al 24 giugno 2025, prima tappa italiana di un tour globale che toccher&agrave; oltre 60 citt&agrave; nel mondo.</p>
<p>Organizzata da Cime, Ambassador ufficiale per l&rsquo;Italia della World Press Photo Foundation, in collaborazione con la Fondazione Palazzo Ducale, l&rsquo;esposizione riunisce circa 140 fotografie realizzate da 42 fotografi selezionati tra le oltre 59.000 immagini candidate da 3.778 fotoreporter provenienti da 141 Paesi.</p>
<p>Il concorso, nato nel 1955, rappresenta oggi il massimo riconoscimento per il fotogiornalismo contemporaneo. Le immagini vincitrici sono scelte attraverso un rigoroso processo di selezione: prima da giurie regionali, poi da una giuria globale indipendente, presieduta quest&rsquo;anno dalla curatrice italiana Lucy Conticello, che ha sottolineato come il premio offra uno spaccato, seppur parziale, dei principali eventi del mondo, premiando &ldquo;fotografie che stimolano il dialogo&rdquo;.</p>
<p>Le storie in mostra documentano con forza e sensibilit&agrave; i grandi fatti del 2024: dall&rsquo;attentato a Donald Trump alla campagna elettorale in Venezuela, dalla violenza delle gang ad Haiti alle proteste in Kenya, Georgia e Bangladesh. Non mancano reportage sui conflitti in Sudan, Ucraina e nella Striscia di Gaza, con immagini toccanti di sopravvissuti, come la piccola Anhelina, in fuga dall&rsquo;Ucraina, o Mahmoud Ajjour, bambino palestinese gravemente ferito da un attacco militare.</p>
<p>Tra i progetti a lungo termine premiati figura quello dell&rsquo;italiana Cinzia Canneri, che ha documentato le vite delle donne in fuga dal regime eritreo e dal conflitto etiope. Altri reportage raccontano la difesa dell&rsquo;identit&agrave; culturale maori in Nuova Zelanda (Tatsiana Chypsanava), la repressione in Russia (Aliona Kardash), la crisi democratica in Salvador (Carlos Barrera) o la traversata estrema dei migranti nel Dari&eacute;n (Federico R&iacute;os). Spicca anche il lavoro di Ebrahim Alipoor, dedicato ai kolbar, i corrieri clandestini del Kurdistan.</p>
<p>Ogni scatto &egrave; una testimonianza potente e umana, capace di raccontare ci&ograve; che accade nel mondo e toccare corde profonde della nostra coscienza.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Arte, Cornigliano e Venezia:  dieci vedute settecentesche per Villa Durazzo Bombrini]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Dopo centocinquant&rsquo;anni tornano in Villa le riproduzioni delle vedute veneziane commissionate da Giacomo Filippo II Durazzo. &nbsp;
Dieci vedute veneziane commissionate...]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 10:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="s3"><span class="s4">Dopo </span><strong><span class="s4">centocinquant&rsquo;anni </span></strong><span class="s4">tornano in </span><strong><span class="s4">V</span><span class="s4">illa </span></strong><span class="s4">le </span><span class="s4">riproduzioni delle </span><span class="s4">vedute </span><span class="s4">veneziane </span><span class="s4">commissionate</span><span class="s4"> da <strong>Giacomo Filippo II Durazzo. &nbsp;</strong></span></p>
<p class="s3"><strong>Dieci vedute veneziane</strong> commissionate dal Marchese <span class="s4">Durazzo </span>nel 1745, per <span class="s4">Villa Bombrini</span> di <span class="s4">Cornigliano</span> e conservate presso il prestigioso <a name="_Hlk195103073"></a><span class="s4">Museo</span> <span class="s4">Langmatt</span><span class="s4">, Sidney and Jenny Brown Foundation</span><span class="s4">,</span> in <strong>Svizzera</strong>, torneranno nella propria originale dimora mediante altrettante accurate riproduzioni, grazie alla collaborazione tra <span class="s4">ASCOVIL</span> e <span class="s4">Societ&agrave; Per Cornigliano</span>.</p>
<p class="s3"><strong>Il ritrovamento</strong> - L&rsquo;eccezionale ritrovamento, rimasto per qualche tempo riservato, sar&agrave; presentato al pubblico genovese il <span class="s4">23 aprile alle ore 17.30 a </span>Villa Bombrini. <br />Le riproduzioni dei dipinti saranno inoltre visibili, il <span class="s4"><strong>26 e 27 aprile</strong> prossimi</span>, in occasione dell'apertura di <strong>Villa Durazzo Bombrini,</strong> per le visite guidate, in occasione dei <strong><span class="s4">Rolli Days</span></strong>.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Genova, “Put flowers in your guns”: Maria Tagliafierro celebra Euroflora con una mostra a Palazzo Stella ]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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			<description><![CDATA[Inaugurata sabato 19 aprile 2025 a Palazzo Stella, la mostra che omaggia Euroflora dell'artista Maria Tagliafierro. Da sempre interprete sensibile del mondo naturale, Maria...]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2025 15:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inaugurata <strong>sabato 19 aprile 2025</strong> a <strong>Palazzo Stella,</strong> la mostra che omaggia Euroflora dell'artista <strong>Maria Tagliafierro</strong>. Da sempre interprete sensibile del mondo naturale, Maria Tagliafierro affida ai fiori un linguaggio universale, carico di simboli e significati profondi: forza vitale, metamorfosi, rinascita, trascendenza.</p>
<p><strong>Fiori e vita</strong> - Le sue opere si distaccano dal realismo botanico per offrire presenze imponenti, cariche di energia pittorica e valore metaforico, capaci di toccare corde profonde dell&rsquo;inconscio e risvegliare un senso intimo di connessione con l&rsquo;essenza stessa della vita.<br />"Da sempre subisco il fascino del fiore, mi rapisce la bellezza, la potenza taumaturgica del suo apparire improvviso, puntuale ad annunciare la nuova stagione. Ma soprattutto il mistero e l&rsquo;irraggiungibilit&agrave; della sua essenza, che stimola un continuo tentativo di approfondimento", racconta l&rsquo;artista.</p>
<p><strong>Il titolo</strong> - &nbsp;Put flowers in your guns, &egrave; un gesto tanto poetico quanto politico. Un invito a riscoprire la delicatezza come forma di resistenza, la bellezza come strumento di trasformazione, la pittura come possibilit&agrave; di riconciliazione. In un tempo segnato da fratture e disincanto, l&rsquo;arte di Maria Tagliafierro ci ricorda che la rivoluzione pi&ugrave; autentica pu&ograve; ancora sbocciare, silenziosa, dal cuore segreto di un fiore.</p>
<p>Prossimamente Maria Tagliafierro sar&agrave; ospite a Focus Cultura...</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA["Non ha l’età”: il Festival di Sanremo in bianco e nero in una mostra fotografica al Teatro Ariston]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Un tuffo nel passato del Festival della Canzone Italiana, tra emozioni, musica e immagini intramontabili. Questo &egrave; il cuore della mostra fotografica &ldquo;Non ha...]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2025 13:15:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un tuffo nel passato del Festival della Canzone Italiana, tra emozioni, musica e immagini intramontabili. Questo &egrave; il cuore della mostra fotografica &ldquo;Non ha l&rsquo;et&agrave;. Il Festival di Sanremo in bianco e nero 1951-1976&rdquo;, promossa dalla Banca Intesa Sanpaolo e ospitata nello storico Teatro Ariston. L&rsquo;evento celebra un&rsquo;epoca leggendaria della musica italiana e il profondo legame tra il Festival e il Casin&ograve; di Sanremo, dove tutto ebbe inizio.</p>
<p>Era il 29 gennaio 1951 quando, nel Salone delle Feste del Casin&ograve;, si svolgeva la prima edizione del Festival. Un evento pensato inizialmente per i clienti del casin&ograve; e per la citt&agrave;, che ben presto si trasform&ograve; in un fenomeno di portata nazionale e, in seguito, internazionale. Fino al 1976, il Casin&ograve; fu il cuore pulsante della manifestazione, prima del trasferimento al Teatro Ariston, dove tuttora va in scena.</p>
<p>La mostra fotografica propone uno sguardo unico su quel periodo d&rsquo;oro, attraverso immagini in bianco e nero che raccontano l&rsquo;essenza pi&ugrave; autentica del Festival. Scatti intimi, &ldquo;fuori scena&rdquo;, ritratti spontanei di artisti colti lontano dai riflettori: un racconto visivo capace di trasportare i visitatori in una dimensione sospesa nel tempo.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa &egrave; stata accolta con entusiasmo dall&rsquo;Amministrazione comunale di Sanremo e ha potuto contare sulla preziosa collaborazione di Walter e Carla Vacchino, che da oltre sessant&rsquo;anni contribuiscono alla diffusione della cultura cinematografica, teatrale e musicale della citt&agrave;. Il Teatro Ariston diventa cos&igrave; il palcoscenico ideale per questa celebrazione visiva della storia del Festival.</p>
<p>Nel 2025, anno in cui il Casin&ograve; festeggia i suoi 120 anni di attivit&agrave;, questa mostra rappresenta anche un tributo alla sua storia culturale e artistica. Il Festival di Sanremo, nato tra quelle mura, si conferma come uno dei pi&ugrave; importanti eventi musicali d&rsquo;Europa e simbolo dell&rsquo;identit&agrave; italiana nel mondo.</p>
<p>Visitare la mostra &ldquo;Non ha l&rsquo;et&agrave;&rdquo; significa rivivere le edizioni pi&ugrave; romantiche e significative del Festival, cogliendo il fascino di un&rsquo;Italia in bianco e nero, dove musica, costume e societ&agrave; si fondono in un racconto senza tempo.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Galata Museo del Mare, “Heart of the Sea”: Mario Vespasiani dedica la sua mostra a Genova]]></title>
			<link>https://telenord.it/galata-museo-del-mare-heart-of-the-sea-mario-vespasiani-dedica-la-sua-mostra-a-genova-87982</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Galata Museo del Mare - Dal 17 aprile al 11 maggio 2025 il Galata Museo del Mare di Genova ospita la mostra Heart of the Sea dell&rsquo;artista Mario Vespasiani. Il progetto,...]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 10:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Galata Museo del Mare - Dal 17 aprile al 11 maggio</strong> 2025 il Galata Museo del Mare di Genova ospita la mostra Heart of the Sea dell&rsquo;artista <strong>Mario Vespasiani</strong>. Il progetto, realizzato appositamente per il museo, esplora il tema del mare attraverso opere inedite che riflettono sulle rotte dei grandi navigatori, il mistero delle acque e le profondit&agrave; degli abissi. L'opening si &eacute; svolto gioved&igrave; 17 aprile alle ore 16.30 alla presenza dell'artista marchigiano.&nbsp;<br /><br /><strong>L'artista</strong> - Nella sua esposizione, che si terr&agrave; nella Galleria delle esposizioni del museo, Vespasiani affronta con creativit&agrave; e autorevolezza tematiche che spaziano dal contesto storico a quello scientifico, dal mitologico al spirituale, senza restare legato a uno stile fisso, ma evolvendolo continuamente. La sua arte si distingue per la capacit&agrave; di sperimentare e rinnovarsi, mettendo in discussione i confini tradizionali e diventando sempre pi&ugrave; un riflesso della sua visione personale.</p>
<p><strong>Heart of the Sea - </strong>Un evento di alto valore simbolico, da cogliere con attenzione nelle singole opere, ognuna delle quali ha un deciso richiamo alla storia dell'umanit&agrave;, passata ma anche attualissima.<br />In alcuni dipinti, ad esempio, appaiono aerei da caccia che &ldquo;riposano&rdquo; nei fondali marini tridimensionali, depotenziando il loro arsenale offensivo per diventare elementi armonici dell&rsquo;ecosistema, abitazioni tecnologiche di pesci, molluschi e crostacei.<br />Con queste particolari opere, Vespasiani ha voluto richiamare il valore attualissimo della pace, la fondamentale necessit&agrave; dell&rsquo;uomo moderno di convivere in armonia con s&eacute; stesso, con gli altri e con la natura. Come raccontano questi fondali, che annullano ogni forma di conflitto e rumore stridente, la mostra includer&agrave; anche un disco, disposto a parete come un quadro, che raccoglie alcune canzoni realizzate dall&rsquo;artista.<br />Questi brani rendono in forma sonora le atmosfere narrate dalle opere pittoriche, cos&igrave; da coinvolgere pi&ugrave; sensi. Tutti questi lavori possono essere identificati nel termine di "volume", riferendosi sia ai brani che alle superfici a rilievo dei dipinti.<br />La mostra sar&agrave; visitabile fino all&rsquo;11 maggio, con il biglietto d&rsquo;ingresso del Museo.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Genova, “Non dipingo angeli” di Silvano Galifi in mostra da InArte_Off: corpo, potere e asimmetria della bellezza]]></title>
			<link>https://telenord.it/genova-non-dipingo-angeli-di-silvano-galifi-in-mostra-da-inarte-off-il-corpo-il-potere-e-l-asimmetria-della-bellezza-87598</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Torna l&rsquo;appuntamento con l&rsquo;arte negli spazi di InArte_Off, in via del Molo 71, nel cuore del quartiere del Molo. Dall'11 aprile al 2 maggio, protagonista sar&agrave;...]]></description>
			<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 07:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torna l&rsquo;appuntamento con l&rsquo;arte negli spazi di <strong>InArte_Off</strong>, in via del Molo 71, nel cuore del quartiere del Molo. <strong>Dall'11 aprile al 2 maggio,</strong> protagonista sar&agrave; <strong>Silvano Galifi</strong> con la sua nuova personale dal titolo evocativo &ldquo;<strong>Non dipingo angel</strong>i&rdquo;.</p>
<p><strong>Vernissage -</strong>&nbsp; Venerd&igrave; 11 aprile alle ore 18.30 presso InArte_Off, via del Molo 71r. La mostra sar&agrave; aperta dal luned&igrave; al sabato, dalle 14:00 alle 20:00 con ingresso libero.</p>
<p><strong>"La bellezza &egrave; asimmetrica" </strong>- Un&rsquo;indagine pittorica sull&rsquo;universo femminile, tra sensualit&agrave; e intimit&agrave;, che prende forma attraverso corpi e oggetti in perenne tensione, in bilico tra zone delimitate e spazi pi&ugrave; liberi.La forza della composizione si esprime in colori intensi e stratificazioni delicate, che sfuggono a un equilibrio centralizzato, dando vita a una visione in cui &ldquo;la bellezza &egrave; asimmetrica&rdquo;.</p>
<p><strong>Ritratti</strong> - Accanto a questo universo, Galifi propone una seconda serie di opere dedicate al tema del potere, ritraendo uomini e donne in chiave critica: non pi&ugrave; celebrazione, ma trasfigurazione. Il ritratto diventa cos&igrave; uno strumento per smascherare l&rsquo;ambiguit&agrave; e la fragilit&agrave; di chi detiene autorit&agrave;.</p>
<p><strong>Chi &egrave; Silvano Galifi</strong> - Diplomato al Liceo Artistico Paul Klee e all&rsquo;Accademia Ligustica di Belle Arti, Galifi torna con questa mostra dopo un periodo di pausa dalle esposizioni, durante il quale ha per&ograve; continuato a dipingere con costanza e ricerca personale.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Genova, ”Quello che i colori non dicono”: scatti in bianco e nero in mostra al Centro Civico Buranello]]></title>
			<link>https://telenord.it/genova-quello-che-i-colori-non-dicono-scatti-in-bianco-e-nero-in-mostra-al-centro-civico-buranello-87545</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Ancora pochi giorni per visitare la mostra delle due fotografe Valentina Cresta e Simonetta Mazzi giunte alla seconda edizione dell'evento espositivo "Quello che i colori non...]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 12:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora pochi giorni per visitare la mostra delle due fotografe <strong>Valentina Cresta e Simonetta Mazzi</strong> giunte alla seconda edizione dell'evento espositivo <strong>"Quello che i colori non dicono".</strong>&nbsp;<br />La mostra &egrave; visitabile dal lunedi al venerd&igrave; dalle 14 alle 18.30 con ingresso libero al Centro Civico Buranello.&nbsp;</p>
<p><strong> Il progetto</strong> - Un racconto fatto di immagini unite a parole che vogliono suscitare emozioni ed evocare riflessioni. La scelta del bianco e nero, accompagnata da un sottofondo musicale, vuole sottolineare i dettagli e l'essenzialit&agrave; degli scatti, nel tentativo di focalizzare l'attenzione del nostro sguardo lontano dalla distrazione del colore, in un'atmosfera immersiva e sensoriale.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sarzana, “La Metafisica della Creazione”: la mostra su Giorgio de Chirico alla Fortezza Firmafede]]></title>
			<link>https://telenord.it/sarzana-la-metafisica-della-creazione-la-mostra-su-giorgio-de-chirico-alla-fortezza-firmafede-86493</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Fino al 21 luglio 2025, la Fortezza Firmafede di Sarzana ospiter&agrave; una straordinaria esposizione dedicata a Giorgio de Chirico, curata da Lorenzo Canova. La mostra,...]]></description>
			<pubDate>Sat, 22 Mar 2025 13:55:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fino al 21 luglio 2025, la Fortezza Firmafede di Sarzana ospiter&agrave; una straordinaria esposizione dedicata a Giorgio de Chirico,</strong> curata da <strong>Lorenzo Canova</strong>. La mostra, prodotta dall&rsquo;<strong>Associazione Metamorfosi</strong> in collaborazione con il <strong>Comune di Sarzana e la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico</strong>, presenta una selezione di cinquanta opere significative, tra cui dipinti, opere su carta e sculture, che esplorano gli ultimi dieci anni della carriera dell&rsquo;artista.</p>
<p><strong>Un viaggio attraverso l&rsquo;ultimo decennio di creativit&agrave;</strong> - La mostra si concentra sulla fase neometafisica dell&rsquo;artista, un periodo di intensa e innovativa produzione che ha ridefinito le sue opere giovanili. L&rsquo;esposizione racconta la fusione di vecchi temi con nuove ideazioni, mescolando suggestioni degli anni Venti e Trenta con il suo linguaggio metafisico, dando vita a una nuova e brillante stagione artistica.</p>
<p><strong>Grafica e litografia</strong> - Un focus particolare &egrave; dedicato alle litografie realizzate in collaborazione con lo stampatore Alberto Caprini, un sodalizio che ha prodotto opere straordinarie, espressione della maturit&agrave; creativa di de Chirico. Le litografie esplorano un ampio spettro di temi e simboli, tra cui la figura del &ldquo;Trovatore&rdquo;, il &ldquo;sole nero&rdquo; e le iconografie pi&ugrave; celebri dell&rsquo;artista.</p>
<p><strong>Un rinnovato dialogo col passato -&nbsp;</strong><br />De Chirico reinterpreta i suoi soggetti pi&ugrave; celebri in modo nuovo. Tra le opere in mostra si trovano varianti del &ldquo;Trovatore&rdquo; e &ldquo;Il riposo di Arianna&rdquo;, che raccontano storie di solitudine e malinconia, ma anche della profonda ricerca interiore dell&rsquo;artista. Le litografie e dipinti degli anni &rsquo;60 e &lsquo;70 presentano una sintesi tra passato e presente, con figure iconiche e un&rsquo;esplorazione sempre pi&ugrave; personale dei temi universali.</p>
<p><strong>Scultura e visione poetica - </strong>Oltre alla pittura e alla grafica, la mostra include anche alcune sculture significative dell&rsquo;artista. De Chirico ha sempre avuto un interesse per la scultura, che si riflette nelle sue opere pi&ugrave; mature. Le sculture esposte, come &ldquo;Gli Archeologi (Oreste e Pilade)&rdquo; e &ldquo;Le muse inquietanti&rdquo;, rappresentano l&rsquo;evoluzione del suo linguaggio tridimensionale e l&rsquo;approfondimento di tematiche simboliche.</p>
<p><strong>De Chirico e la sua influenza globale</strong> -&nbsp;<br />De Chirico, gigante dell&rsquo;arte del Novecento, continua a ispirare artisti di tutto il mondo. La mostra, che rappresenta un&rsquo;intensa riflessione sulla contemporaneit&agrave; dell&rsquo;artista, invita i visitatori a immergersi nelle sue opere, esplorando la sua forza espressiva e la capacit&agrave; di coniugare tradizione e innovazione.</p>
<p><strong>Sarzana e la Fortezza Firmafede come luoghi di cultura</strong> - La citt&agrave; di Sarzana, con la sua lunga storia, diventa il palcoscenico ideale per ospitare una mostra di tale portata. La Fortezza Firmafede, simbolo della citt&agrave;, si conferma come centro culturale di riferimento, capace di attrarre appassionati e studiosi, consolidando il ruolo di Sarzana nella scena artistica contemporanea.</p>
<p><strong>Mostre parallele e nuove proposte</strong> - Accanto alla mostra di De Chirico, saranno allestite altre esposizioni, tra cui &ldquo;Big Sur Painting Series&rdquo; di Ivan Vitale Lazzoni e &ldquo;Tutto il mare in una buca&rdquo; di Alessandra Gasparini. Queste mostre offrono un&rsquo;opportunit&agrave; unica di esplorare la produzione di artisti contemporanei, in un dialogo che arricchisce ulteriormente l&rsquo;offerta culturale della Fortezza Firmafede.</p>
<p><strong>Eventi edi apertura e visite</strong> - &nbsp;Le mostre rimarranno aperte fino al 21 luglio 2025, offrendo un&rsquo;occasione straordinaria per visitatori, appassionati e studiosi di immergersi nel mondo di uno dei pi&ugrave; grandi maestri dell&rsquo;arte del Novecento.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Giorgio Griffa, tra luce e memoria: a Genova la grande mostra “Dipingere l’invisibile”]]></title>
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						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Un&rsquo;esposizione monografica dedicata a Giorgio Griffa trasforma le sale dell&rsquo;Appartamento del Doge di Palazzo Ducale di Genova. La mostra, intitolata Dipingere...]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 12:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&rsquo;esposizione monografica dedicata a <strong>Giorgio Griffa</strong> trasforma le sale dell&rsquo;Appartamento del Doge di Palazzo Ducale di Genova. La mostra, intitolata <strong>Dipingere l&rsquo;invisibile</strong>, sar&agrave; aperta al pubblico<strong> dal 22 marzo al 13 luglio 2025</strong> e offrir&agrave; un percorso attraverso sessant&rsquo;anni di carriera dell&rsquo;artista torinese. L&rsquo;allestimento, curato da <strong>Ilaria Bonacossa</strong>, direttrice del Palazzo Ducale, e<strong> S&eacute;bastien Delot</strong>, si sviluppa tra grandi tele, opere su carta e installazioni, con un <strong>omaggio speciale a Eugenio Montale</strong> in occasione del centenario della raccolta Ossi di seppia.</p>
<p><strong>Giorgio Griffa &ndash;</strong> Pittore tra i pi&ugrave; significativi della scena contemporanea italiana, Griffa ha esposto in tre Biennali di Venezia (1978, 1980 e 2017) e in oltre duecento mostre personali in tutto il mondo. La sua ricerca, partita negli anni Sessanta, si &egrave; sviluppata attraverso tredici cicli pittorici, caratterizzati da segni essenziali, colori diluiti e una riflessione profonda sul tempo e sulla memoria della pittura. <strong>&laquo;Si dipinge sempre il pensiero&raquo;</strong> afferma Griffa. &laquo;A un certo punto ho dovuto abbandonare la figura, non per una scelta astrattista, ma perch&eacute; le figure erano diventate superflue, si sovrapponevano alla pittura e le toglievano significato&raquo;.</p>
<p><strong>Luce e spazio &ndash;</strong> Uno degli elementi chiave della mostra &egrave; l&rsquo;interazione, "il dialogo", tra le opere di Griffa e l&rsquo;architettura del Palazzo. Su suggerimento dello stesso artista, sono state riaperte dopo vent&rsquo;anni le finestre dell&rsquo;Appartamento del Doge, lasciando entrare la luce naturale.<strong> &laquo;Diamo luce, facciamo rientrare la vita&raquo;</strong> sottolinea Griffa. &laquo;La luce naturale fa respirare lo spazio e le opere, dando loro una dimensione diversa, pi&ugrave; profonda&raquo;. Anche Ilaria Bonacossa spiega il significato di questa scelta: &laquo;La pittura di Griffa ha la forza silenziosa dell&rsquo;acqua e crea una sospensione temporale. La luce &egrave; fondamentale nel suo lavoro e per questo abbiamo voluto che anche il Palazzo riflettesse questa trasformazione&raquo;.</p>
<p><strong>Memoria e segni &ndash;</strong> Il lavoro di Griffa si basa sulla ripetizione e sulla variazione di segni primari, tracciati su tele grezze non intelaiate, appoggiate a terra. <strong>&laquo;Tutta la conoscenza avviene per frammenti&raquo;</strong> afferma l&rsquo;artista. &laquo;La pittura pu&ograve; continuare a raccontare il mondo, anche in questo universo in <strong>perenne movimento</strong>&raquo;. Per il curatore S&eacute;bastien Delot, la ricerca di Griffa &egrave; un continuo dialogo con il tempo: &laquo;Dare vita a un tratto, a una linea, a una forma significa per lui esprimere il rapporto con la memoria della pittura. Come un musicista, Griffa costruisce variazioni sottili su spazio, colore e segno, dimenticando tutto per avvicinarsi il pi&ugrave; possibile all&rsquo;origine&raquo;.</p>
<p><strong>Un legame con Genova &ndash;</strong> Nonostante la sua carriera internazionale, Griffa ha un rapporto profondo con la citt&agrave; ligure. Gi&agrave; negli anni Settanta aveva esposto nella Superba e nel 1975 proprio nel Palazzo Ducale, insomma questa mostra &egrave; un ritorno a radici profonde. &laquo;Genova ha conservato una memoria fortissima, non solo della sua epoca barocca, ma anche della Repubblica Marinara&raquo; spiega l&rsquo;artista. &laquo;Il fatto che abbia mantenuto la sua struttura medievale mi aiuta a identificarmi con la memoria altissima della citt&agrave;. E poi c&rsquo;&egrave;<strong> la sua luce bellissima</strong>&raquo;.</p>
<p><strong>Un nuovo capitolo per Palazzo Ducale &ndash;</strong> Con questa mostra, Palazzo Ducale rafforza il suo impegno nell&rsquo;arte contemporanea. &laquo;Non &egrave; un salto nel vuoto &ndash; sottolinea<strong> Beppe Costa</strong>, presidente della Fondazione per la Cultura &ndash; Genova ha sempre avuto un ruolo centrale nel dibattito artistico del Novecento, e questa esposizione rinnova una tradizione importante&raquo;. Anche l&rsquo;assessore alla Cultura<strong> Lorenza Rosso</strong> evidenzia il valore dell&rsquo;evento: &laquo;Le opere di Griffa ci invitano a esplorare l&rsquo;invisibile e a confrontarci con l&rsquo;ignoto, offrendo al pubblico un&rsquo;esperienza unica&raquo;.</p>
<p><strong>Arte e conoscenza &ndash;</strong> Per Griffa, l&rsquo;arte non &egrave; solo espressione, ma anche strumento di comprensione: <strong>&laquo;Ho sempre avuto un rapporto molto stretto con la musica e la poesia, non solo per il ritmo, ma per il loro valore conoscitivo. Le arti esplorano la parte nascosta del mondo, o meglio, la parte nascosta di noi stessi. Aprono una porta che non offre risposte generali, ma d&agrave; a ciascuno la sua via&raquo;.</strong></p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Portofino, "Hollywood in riviera": la mostra fotografica di Francesco Leoni arriva al Castello Brown]]></title>
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						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Dopo aver attratto oltre 50.000 visitatori a Genova, Camogli e Trani, la mostra fotografica Hollywood in riviera approda a Portofino. L&rsquo;inaugurazione &egrave; prevista per...]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 15:40:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo aver attratto oltre 50.000 visitatori a Genova, Camogli e Trani, la mostra fotografica Hollywood in riviera </strong>approda a <strong>Portofino. </strong>L&rsquo;inaugurazione &egrave; prevista per <strong>venerd&igrave; 21 marzo 2025 </strong>alle <strong>ore 11.00 </strong>e l&rsquo;esposizione sar&agrave; aperta fino al 31 maggio. La cronaca delle star del cinema nelle immagini dell&rsquo;archivio fotografico <strong>Francesco Leoni </strong>continua il suo viaggio e arriva a Castello Brown a Portofino. Realizzata dalla <strong>Fondazione Paolo e Giuliana Clerici c</strong>on il patrocinio del <strong>Comune di Portofino</strong>, la mostra, in collaborazione con il <strong>Galata Museo del Mare </strong>e l&rsquo;Istituzione <strong>Mu.MA</strong>, esplora il fascino senza tempo della riviera ligure come set cinematografico e luogo di soggiorno per le icone di Hollywood tra gli anni &rsquo;50 e &rsquo;60. &nbsp;</p>
<p><strong>Un evento di prestigio con ospiti internazionali </strong>- All&rsquo;inaugurazione parteciperanno il Sindaco di Portofino Matteo Viacava, il Vicesindaco Giorgio D&rsquo;Alia, il direttore del Mu.MA Pierangelo Campodonico, il presidente dell&rsquo;Associazione Promotori Musei del Mare Maurizio Dacc&agrave; e le curatrici Anna Dentoni e Paola Leoni. Saranno inoltre presenti i direttori dei principali musei marittimi mondiali, riuniti a Genova per l&rsquo;annuale incontro dell&rsquo;Executive Committee dell&rsquo;ICMM. &nbsp;</p>
<p><strong>Il fascino della Riviera nelle immagini d&rsquo;epoca </strong>- L&rsquo;esposizione presenta una selezione di 35 fotografie tratte dall&rsquo;Archivio Fotografico Francesco Leoni, immortalando star del cinema come Marlon Brando, Greta Garbo, Orson Welles, Ingrid Bergman, Elizabeth Taylor e molti altri, fotografati tra un ciak e l&rsquo;altro in vari angoli della Liguria. Una sezione speciale &egrave; dedicata al film La Contessa Scalza (1954) con Ava Gardner e Humphrey Bogart, simbolo di un&rsquo;epoca dorata. &nbsp;</p>
<p><strong>Portofino: una cornice d&rsquo;eccezione - </strong>Castello Brown, con la sua posizione privilegiata sulla baia e la sua storia ricca di figure storiche, &egrave; il luogo perfetto per ospitare questa mostra, celebrando il legame tra il cinema e la Riviera Ligure. Il castello, oggi dedicato alla cultura e all&rsquo;arte, &egrave; noto per ospitare eventi internazionali di grande rilevanza. &nbsp;</p>
<p><strong>Un evento nel cuore di Portofino Days International Fiction Festival - </strong>Hollywood in Riviera si inserisce nel programma del Portofino Days International Fiction Festival, che si terr&agrave; dal 28 al 30 marzo 2025, offrendo tre giorni di eventi e incontri dedicati alla fiction e al mondo del cinema.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Genova, "Naturalezza e verità nel Seicento": le opere di Cornelis De Wael in mostra a Palazzo Bianco]]></title>
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						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Cornelis De Wael, il pittore fiammingo a Palazzo Bianco: si inaugura il 19 marzo, e sar&agrave; aperta fino al 22 giugno, la mostra "Naturalezza e verit&agrave; nel Seicento"...]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 14:25:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cornelis De Wael, </strong>il pittore fiammingo a <strong>Palazzo Bianco</strong>: si inaugura il <strong>19 marzo</strong>, e sar&agrave; aperta fino al <strong>22 giugno</strong>, la mostra "<strong>Naturalezza e verit&agrave; nel Seicento" </strong>dedicata al maestro che, con la sua bottega, ha segnato l&rsquo;inizio di <strong>una nuova stagione artistica </strong>a Genova.</p>
<p><strong>L'arrivo di una nuova tela </strong>- L&rsquo;esposizione, curata da <strong>Raffaella Besta</strong>, <strong>Martina Panizzutt </strong>e <strong>Margherita Priarone</strong>, include un'<strong>opera </strong>recentemente acquisita: <strong>Alloggiare i pellegrini</strong> che si unisce alle gi&agrave; presenti <strong>Visitare i carcerati e Visitare gli infermi</strong>, parte della serie <strong>de Le sette opere di Misericordia</strong>. L'idea della mostra &egrave; dunque nata dall&rsquo;arrivo in museo di questa nuova tela di Cornelis de Wael recentemente riemersa dal mercato antiquario, acquistata dalla famiglia Peloso e generosamente ceduta in comodato ai <strong>Musei di Strada Nuova. </strong>La mostra si concentra su due delle sue serie pi&ugrave; celebri, evidenziando il suo stile raffinato e la sua capacit&agrave; di ritrarre la realt&agrave; con una straordinaria naturalezza.</p>
<p><strong>Collezione privata </strong>- Grazie alla collaborazione con il <strong>Banco BPM</strong>, sar&agrave; possibile visitare anche un&rsquo;importante <strong>collezione privata </strong>che conserva un ciclo completo de <strong>Le sette opere di Misericordia</strong>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Genova, “Colori, note e sapori”: una mostra evento celebra l’8 marzo a Nervi]]></title>
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						<category><![CDATA[Cultura]]></category>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[Festa della Donna - &nbsp;LineOut Gallery torna a Genova con un evento unico, Colori, Note e Sapori, che si terr&agrave; l&rsquo;8 marzo al Bonfim Club di Nervi, dalle 14 alle...]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 11:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br /><strong>Festa della Donna - </strong>&nbsp;<strong>LineOut Gallery</strong> torna a Genova con un evento unico, <strong><em>Colori, Note e Sapori,</em></strong> che si terr&agrave; l&rsquo;8 marzo al <strong>Bonfim</strong> <strong>Club</strong> di Nervi, dalle 14 alle 20. In collaborazione con il <strong>Centro</strong> <strong>antiviolenza Mascherona</strong>&nbsp;presenta 15 artisti emergenti che esporranno le loro opere in una variet&agrave; di stili e tecniche, dalla scultura alla fotografia, dalla pittura alla scultura.</p>
<p><strong>L&rsquo;obiettivo dell&rsquo;evento</strong> - Sostenere il Centro Mascherona, che da anni aiuta le donne vittime di violenza, offrire visibilit&agrave; agli artisti emergenti e promuovere i produttori locali attraverso degustazioni di prodotti tipici. Durante la mostra, il pubblico avr&agrave; anche la possibilit&agrave; di fare offerte per supportare le attivit&agrave; del centro.</p>
<p><strong>Il programma</strong> - &nbsp;Tanta musica dal vivo, con esibizioni di artisti locali ed emergenti, tra cui Vera Ingrid Canepa, Il Trio Zvilli, Amberixa, Mad Puffin e molti altri. Tra gli artisti esposti, ci saranno <strong>Milena Barbieri, Cosmin Luchian, Maurizio Carrara, Desire Arcuri</strong> e altri ancora.</p>
<p><strong>LineOut Gallery -</strong> &Egrave; stata fondata da <strong>Elisa Nicolini</strong>, &egrave; un&rsquo;arte galleria digitale che unisce arte, musica, gastronomia e cause sociali. Gli eventi organizzati dalla galleria si svolgono in luoghi storici e simbolici di Genova, Pavia e Pistoia, supportando talenti emergenti e attivit&agrave; locali.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Da Anversa a Genova, una mostra evento a Palazzo Ducale: “Van Dyck, il viaggio di un genio"]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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			<description><![CDATA[La primavera 2026 vedrà il ritorno di Antoon Van Dyck a Genova con una grande mostra a Palazzo Ducale. Intitolata Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova...]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 17:00:11 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La primavera 2026 vedrà il ritorno di Antoon Van Dyck a Genova con una grande mostra a Palazzo Ducale. Intitolata Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra, l’esposizione ripercorrerà la carriera del maestro fiammingo attraverso circa 40 dipinti e una selezione di disegni. Curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, la mostra si inserisce in un ampio programma culturale promosso dal Comune di Genova e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura. &nbsp;</p><p><strong>Le opere </strong>– In mostra troveranno spazio capolavori provenienti dai principali musei europei e da prestigiose collezioni private. Un ruolo centrale sarà riservato alle opere conservate nelle collezioni civiche genovesi, con un dialogo tra i dipinti di Van Dyck e quelli dei suoi contemporanei fiamminghi e italiani. </p><p><strong> Il percorso espositivo </strong>– La mostra non seguirà un ordine cronologico, ma tematico, evidenziando i diversi aspetti della produzione di Van Dyck: il ritratto aristocratico, il sacro, la moda, i valori dell’epoca. Si partirà dalla formazione ad Anversa, passando per il periodo genovese (1621-1627), fino alla maturità artistica a Londra, dove divenne pittore ufficiale della corte di Carlo I. &nbsp;</p><p><strong>Un evento di rilievo </strong>– «Questa mostra ci ripropone al centro della scena culturale europea», ha dichiarato l’assessore alla Cultura Lorenza Rosso. Anche il sindaco facente funzione Pietro Piciocchi ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: «Abbiamo ottime aspettative: Van Dyck rappresenta un pezzo di storia di Genova e questa mostra richiamerà un pubblico internazionale». &nbsp;</p><p><strong>Il Network Van Dyck 2026 </strong>– Come già avvenuto per Rubens a Genova nel 2022, la città si animerà con eventi collaterali, percorsi tematici e un convegno organizzato dall’Università di Genova. &nbsp;Un omaggio alla Genova del Seicento – «Van Dyck maturò il suo stile a Genova, in contatto con l’aristocrazia locale», ha ricordato il presidente della Regione Liguria Marco Bucci. Anche il presidente di Palazzo Ducale, Beppe Costa, ha evidenziato la continuità con il passato: «Genova nel Seicento fu un centro culturale di riferimento e Palazzo Ducale il cuore di questo splendore». </p>]]></content:encoded>
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