Giovedi, 22 agosto 2019  

Quando la diagnosi precoce ci aiuta a sconfiggere i mali più gravi

Prevenzione secondaria per restare in salute a lungo: intervista al medico radiologo
2019-07-16T13:53:43+00:00

La vita media si è allungata: secondo i dati del 2016 l’aspettativa è di 85 anni per le donne e 80 per gli uomini.  Anche la qualità della vita è per fortuna migliorata grazie a fattori sanitari come l’evoluzione della medicina, dei farmaci, della tecnica chirurgica. Ma è migliorata anche l’attenzione e la sensibilità al tema della prevenzione: sia quella primaria, ovvero rispettare corretti stili di vita, vaccinarsi e così via, sia quella secondaria. Questo è il grande campo della diagnosi precoce, ovvero quegli esami strumentali, radiologici e non, che permettono di scoprire eventuali problemi – per esempio un piccolo tumore – prima che la situazione si aggravi, avendo così possibilità di cura e di guarigione maggiori.
La diagnosi precoce viene fatta attraverso i programmi di screening, passando “a setaccio” la popolazione sana. E’ estremamente utile nei casi dei tumori più diffusi – in primis quello della mammella per la donna e quello della prostata per l’uomo. Non solo: ci sono ormai programmi di screening anche per colon retto, polmone, utero, melanoma, fegato, tiroide, pancreas, reni e vescica, ma anche per gli aneurismi cerebrali. Ne abbiamo parlato nel corso della nostra intervista SaluteSanità a Isabella Turtulici, medico radiologo.

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