Domenica, 17 febbraio 2019  

Ponte Morandi, sei mesi dal disastro: a che punto siamo?

Alle 11.36 la commemorazione delle 43 vittime mentre Genova ha fretta di ripartire
2019-02-15T11:26:46+00:00

Sei mesi dal disastro di Ponte Morandi. Sei mesi, la metà di un anno. Genova scandisce il tempo ad ogni giorno 14 del calendario, dopo il 14 agosto che ha cambiato la sua storia. Alle 11.36 l’ormai consueta cerimonia a Certosa: il ritrovo degli sfollati al ponte di ferro, il lancio di 45 rose nel Polcevera (le 43 vittime del ponte, più due persone venute a mancare tra gli sfollati), la memoria che si rinnova mentre la città ha fretta di ripartire. Anche in cantiere è stato osservato un minuto di silenzio. È il 14 febbraio, San Valentino. E insieme a quelle vite travolte dal crollo sono stati spezzati anche tanti legami d’amore.

Non abbiamo mai abbassato la testa. Noi tutti, genovesi. Siamo stati uniti, solidi e caparbi, proprio come la nostra storia ci ha sempre insegnato ad essere”. Il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione di ponte Morandi Marco Bucci scrive così sulla propria pagina Facebook ricordando il disastro. “Sei mesi dopo quel tragico giorno ci stringiamo intorno alle famiglie delle 43 persone che ci hanno lasciato”, continua Bucci. “Oggi Genova guarda al futuro vedendo realizzate nuove opere che abbiamo e stiamo costruendo – giorno dopo giorno – nell’interesse di tutti i cittadini, senza mai dimenticare quello che è successo”.

“La settimana prossima, non abbiamo ancora fissato il giorno preciso, vedremo scendere un’altra trave Gerber, quella tra la pila 6 e la pila 7. Un’operazione che seguirà le stesse tempistiche e le stesse modalità della trave che abbiamo abbattuto l’8 febbraio – ripete Bucci – Dopo questo passaggio inizieremo a lavorare per demolire la pila 8, dove utilizzeremo l’esplosivo e quindi dobbiamo fare tutta la procedura necessaria per questi casi”.

Intanto proseguono i lavori sul moncone Est. “Qui stiamo montando le colonne di sostegno e, una volta che saranno pronte tutte e sei – continua Bucci – potremo pensare a una eventuale riapertura di via Fillak. Un ipotesi che non è ancora garantita ma ci stiamo lavorando”. Al tempo stesso procede il lavoro di concertazione con il territorio. “I tavoli degli osservatori stanno lavorando molto bene – sottolinea Bucci – e oggi avremo una riunione. Andiamo nella direzione giusta. Perché questi sono sono i tavoli con cui la cittadinanza potrà parlare, per avere informazioni su cosa sta succedendo e su cosa succederà in futuro”.

Sulla demolizione e ricostruzione pesano i tempi, finora molto lenti, dell’inchiesta. Che sta per arrivare a una svolta, con l’iscrizione di altre venti persone nel registro degli indagati. Si allungano i termini per il primo incidente probatorio dopo il rinvio dell’udienza dell’8 febbraio, ma presto potrebbe iniziare il secondo, quello sui veri e propri motivi del crollo. Si attende la traduzione ufficiale di una relazione in tedesco che descrive la disastrosa situazione del viadotto prima del collasso: stralli corrosi, calcestruzzo consumato, manutenzione quasi inesistente.

Gli sfollati (si usa chiamarli ancora così, anche se tutti hanno da tempo una casa) stanno ricevendo i soldi per rifarsi una vita. Le imprese danneggiate sono in stand-by: di fatto, come ha spiegato il segretario generale della Camera di commercio, Maurizio Caviglia, sono due le possibili domande da presentare e molte aziende sono indecise sulle modalità da seguire. E poi, non è scritto nero su bianco che le attività colpite non pagheranno tasse nel 2019: il Governo lo ha promesso ma non c’è lo strumento legislativo. Chi non ha visto nulla e ha poche speranze di riuscirci sono gli abitanti ai confini della zona rossa, a ridosso del cantiere: per ora l’unica garanzia è quella di un osservatorio ambientale istituito per monitorare i livelli di inquinamento.

I due tavoli si sono riuniti per la prima volta in giornata a Tursi. I rappresentati dei Municipi coinvolti (Medio Ponente, Valpolcevera e Centro Ovest) hanno incontrato il sindaco Marco Bucci, al quale gli Osservatori dovranno riferire una volta al mese delle loro attività. Gli Osservatori si riuniranno con cadenza quindicinale e rappresentano il tramite attraverso il quale i cittadini potranno esprimere quesiti e ricevere risposte in merito ai lavori in corso e alla loro possibile ripercussione sul territorio, per quanto attiene la salute, l’ambiente e la mobilità. I coordinatori degli Osservatori sono Luciano Grasso (Salute e Sicurezza) e Caterina Patrocinio (Demolizione, ricostruzione e viabilità).

Il 14 agosto 2019 sarà tempo del primo vero bilancio. Ma anzitutto l’anniversario di una tragedia piombata in modo irreversibile su 43 persone. E questo, al di là di ogni sentimento di rinascita, non andrà mai dimenticato.

TELENORD

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